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“Il Cammino di Santiago ti mancherà", il libro di Antonello Menne

Il libro di Antonello Menne, “Il Cammino di Santiago – TI MANCHERA’ ”

Viviamo in un mondo completamente cambiato rispetto a quello che ha visto crescere quelli della mia generazione. Un mondo globale, con tutto quello che di positivo implica una simile definizione, ma spersonalizzato e spersonalizzante, più povero di ideali e sempre meno umanistico e solidale rispetto a qualche decennio fa.

E’ facile, in questo mondo, perdersi dietro chimere e attrazioni che per molti sono irresistibili ma che in realtà sono vuote di senso. E’ un mondo in cui spesso ci si sente soli, il nostro, un grande contesto geografico, sociale, culturale e finanziario dove a prevalere, il più delle volte, non sono la carità umana e la voglia di condividere, ma l’edonismo più sfrenato privo finanche di una qualsiasi parvenza di moralità e l’esercizio del potere politico ed economico troppo di frequente fini a se stessi.

In un mondo siffatto anche l’esperienza umana sembra avere assunto valori completamente distorti: essa appare, oggi, quasi esclusivamente legata alla materialità e all’effimero. In un mondo che oggi è quello che è anche nostro malgrado, alcuni non riescono a rimanere indifferenti di fronte alla negatività di certi aspetti del vivere odierno ma cercano di recuperare la propria dimensione umana immergendosi in esperienze rigeneranti e totalizzanti che inducono chi le compie ad interrogarsi sul senso del proprio essere e della propria presenza terrena. Ciò ha fatto Antonello Menne percorrendo il Cammino di Santiago in soli ventinove giorni: ottocento chilometri a piedi con lo zaino in spalla da Saint Jean Pied de Port (in terra francese) fino a Santiago de Compostela (in Spagna) nella cui cattedrale sono conservate le spoglie di San Giacomo il Maggiore, apostolo di Gesù e fratello di Giovanni l’evangelista.

Di questa sua esperienza Menne dice che “Santiago è stato ed è un grande momento di riflessione spirituale. Un Cammino che continua e che rende più bella la vita reale.” Un’esperienza da farsi almeno una volta nella vita: Menne la racconta nel libro uscito di recente “Il Cammino di Santiago – TI MANCHERA’ ”. I motivi del suo viaggio emergono man mano e fin dalle prime pagine del libro. “Ripensi”, scrive l’autore, “alle conferenze dove senti parlare di prossimo e solidarietà e ti chiedi se la tua vita sia effettivamente aperta agli altri, senza il pregiudizio della tua cultura e dei soldi. Te lo chiedi mentre stai facendo la fila all’ingresso dell’albergue, speri di trovare posto per dormire dopo la lunga tappa.” Basterebbero queste poche righe tratte da uno dei capitoli iniziali, forse, per inquadrare nella giusta prospettiva la sensibilità dell’autore per certi argomenti. E tuttavia non possiamo trascurare certi passi con i quali, qualche pagina più avanti, Menne affina il suo ragionamento motivazionale: “Capisci che il Cammino è prima di tutto la strada che ti fa vedere le cose dal basso e te le fa apprezzare nel suo ritmo lento, perche non stai sfrecciando in macchina o in treno, e ti lascia tempo per comporre i tuoi pensieri, per associare alle sensazioni le tue idee per il futuro. Capisci che nella lentezza del camminare c’è la profondità della mente che progetta e costruisce, che attinge dal cuore per ridisegnare il tuo orizzonte […]”. Nel seguito della narrazione, Antonello Menne racconta delle implicazioni (anche di quelle più pratiche) di un viaggio che a chi lo compie, al rientro a casa e alla vita cosiddetta normale, certamente mancherà. Tutto, della straordinaria esperienza vissuta anche e soprattutto con il sostegno della fede, viene considerato dall’autore, e niente viene trascurato. Non senza emozione egli riferisce dei vari aspetti di questa prova importante, della preparazione al viaggio, delle regole che vigono negli albergues, del rito giornaliero del bucato, dei vari paesaggi incontrati e ammirati durante il Cammino, dell’arrivo emozionante, infine, nella piazza della cattedrale di Santiago. In “Il Cammino di Santiago – TI MANCHERA’ ” l’autore non parla il linguaggio delle aule di tribunale ne quello che di necessità è richiesto dalle sue lezioni di diritto commerciale presso l’Università Cattolica (Menne è avvocato e docente): parla invece il linguaggio del cuore e dell’anima con una prosa priva di qualsiasi incertezza, semplice, diretta, sincera.

 

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