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I docenti della Sapienza con Mimmo Lucano

I docenti dell’Università Sapienza di Roma hanno scritto una lettera-appello per impedire la manifestazione indetta a Forza Nuova contro la partecipazione di Mimmo Lucano al seminario “Convivenze”. Il Questore di Roma ha accolto la richiesta, vietando la manifestazione dell’estrema destra “per motivi di ordine pubblico.”

(Foto di Carla Dani, Wikimedia Commons)

Di seguito il testo della lettera-appello e l’elenco dei firmatari.

“Il gruppo neofascista Forza Nuova ha indetto una manifestazione per lunedì 13 maggio a Piazzale Aldo Moro di fronte all’ingresso della Sapienza. L’intento è evidentemente quello di intimidire chi voglia recarsi ad ascoltare Domenico Lucano che è stato invitato, il 13 maggio alle 15.00, dal Dipartimento di Storia Antropologia Religioni Arte e Spettacolo insieme a Vito Teti a partecipare al seminario dottorale “Convivenze”.

Questo intento è stato esplicitato attraverso un vergognoso manifesto che indica in Lucano “il nemico dell’Italia”. Nel riaffermare con forza la vocazione antifascista e democratica della Sapienza, i docenti della Facoltà di Lettere e Filosofia chiedono che venga negata la manifestazione indetta da Forza Nuova e che si consenta il regolare svolgimento degli eventi previsti”.

Donatella Di Cesare, Laura Faranda, Elettra Stimilli, Stefano Petrucciani, Stefano Gensini, Piergiorgio Donatelli, Virginio Marzocchi, Stefano Velotti, Francesco Verde, Marcello Mustè, Simone Pollo, Cesare Cozzo, Orietta Ombrosi, Pierluigi Valenza, Antonio Valentini, Sarin Marchetti, Francesco Fronterotta, Chiara Adorisio, Candida Carella, Stefano Bancalari, Emiliano Ippoliti, Luisa Valente, Luca Marchetti, Caterina Botti, Federico Lijoi, Marina De Palo, Daniele Guastini, Sergio Botta, Sonia Gentili, Andrea Fara, Emanuela Prinzivalli, Claudio Zambianchi, Elena Zocca, Paola Buzi, Francesca Gallo, Gaetano Lettieri, Carla Maria Rita, Ivana Ait, Flavia Cristaldi, Francesca Cocchini, Vito Di Bernardi, Giovanni Ragone, Alfonso Marini, Claudio Zamagni, Cinzia Capalbo, Eugenio Testa, Tessa Canella, Bruno Bonomo, Marco Di Maggio, Giorgia Caredda, Alberto Sobrero, Roberta Cerone, Ilaria Tani, Giovanna Gianturco, Alessandro Guerra, Franco Piperno, Francesco Giannattasio, Michela Rosellini, Marco Mancini, Giorgio Inglese, Paolo Di Giovine, Giovanni Solimine, Fulco Lanchester, Luca Scuccimarra, Tito Marci, Beatrice Bonafè, Alessandro Guerra, Sandro Guerrieri, Augusto D’Angelo, Fabio Giglioni, Maria Cristina Marchetti, Giovanni Ruocco, Gianluca Passarelli, Mario Toscano, Raffaele Cadin, Valeria Ferrari, Roberta Iannone, Pierpaolo D’Urso, Emma Galli, Giuseppe Ricotta, Luciano Zani, Salvatore Nisticò, Domenico Carrieri, Margherita Carlucci, Guido Pellegrini, Letteria Fassari, Marco Marini, Laura Franceschetti, Carmelo Bruni, Pierluigi Montalbano, Marina Ciampi, Guglielmo Rinzivillo, Alessia Giorgia Salvatrice Melcangi, Fabrizio Battistelli, Annalisa Di Clemente, Luca Salmieri, Orazio Giancola, Alessandro Toni, Sara Bentivegna, Ernesto d’Albergo, Ornella Tarola, Giulio Moini, Bruno Mazzara, Paolo Montesperelli, Fiorenzo Parziale, Alberto Marinelli, Maria Romana Allegri, Laura Ferrarotti, Paola Marsocci, Lucia Anna Natale, Andrea Guiso, Silvia Leonzi, Francesca Colella, Alessandra Mignolli, Enrico Sarnelli, Renato Fontana, Stefano Nobile, Pierluigi Cervelli, Marco Bruno, Veronica Lo Presti, Marco Binotto, Isabella Mingo, Alberto Mattiacci, Mauro Sarrica, Giovanna Gianturco, Roberta Cipollini, Fabiola Sfodera, Giuseppe Anzera, Giovanni Ciofalo, Barbara Mazza, Marzia Antenore, Simone Mulargia, Giovanna Leone, Mihaela Gavrila, Vicenç Beltran, Sabine Koesters, Giovanni Paoloni, Matteo Motolese, Riccardo Morri, Grazie Portoghese Tuzi, Isabella Pezzini,Maria Roccaforte, Jorg Senf, Anna Maria Paola Toti, Riccardo Massari, Giuseppe Venanzoni, Andrea Ciarini, Maria Grazia Galantino, Rossana Galdini, Luisa De Vita, Alessandra Broccolini, Assunta Viteritti, Andrea Imperia, Lorenza Di Pentima, Isabella Chiari, Michele Prospero, Erica Antonini, Daniel Pommier, Paola Panarese, Elena Valentini, Cettina Pitrone, Andrea Cerase, Mariella Nocenzi, Stefania Parisi, Sergio Mauceri, Paolo De Nardis, Gaia Peruzzi, Michaela Liuccio, Marco Cilento, Ida Cortoni, Maurizio Bonolis, Christian Ruggiero, Carmelo Lombardo, Francesco d’Amato, Mario La Torre, Mirzia Bianca, Valentina Martino, Danilo Avola, Mattia Diletti, Fabrizio Martire.

Questo articolo è stato pubblicato qui

Commenti all'articolo

  • Di L’altra campana (---.---.---.56) 14 maggio 15:21

    Pubblico un appello disperato in merito reperito sulla rete. Uno dei tanti, purtroppo che non essendo politically correct e allineato alla vulgata ideologica corrente non viene minimamente preso in considerazione.

    Sono Andrea Pasini un giovane imprenditore di Trezzano Sul Naviglio, non mi vergogno di dire: anzi ne sono orgoglioso, che i comunisti sono gli unici colpevoli della rovina del nostro meraviglioso paese e che hanno plagiato volontariamente tramite la scuola in maniera subdola e meschina milioni di giovani italiani inculcando nella loro mente l’ideologia infame comunista e l’odio verso le istituzioni.

    I comunisti sono ignoranti per scelta e per nostra fortuna non conquisteranno mai il mondo proprio per questo loro limite mentale. Da Marx a Lenin il programma era chiaro: “ingannare le masse perchè facciano ciò che l’intellighenzia comanda“. Lo scrivevano in modo più raffinato e meno diretto, ma questo è il fondamento scientifico con cui il comunismo voleva conquistare il mondo. Lavaggio del cervello alla massa perchè una bugia ben piazzata uccide più di mille spade, queste erano le parole di Lenin.

    La rivoluzione sarebbe stata possibile solo ingannando il popolo, il fine giustifica i mezzi. Da Togliatti, Gramsci a seguire i comunisti in Italia hanno tentato il lavaggio del cervello alle masse occupando tutti gli organi di informazione, tutte le università, tutte le case editrici, tutti i sindacati e qua vorrei stendere un velo pietoso su certi sindacati italiani. Hanno raccontato agli italiani una realtà che non esiste, inventata, mistificata, deformata ad arte per farli arrabbiare e farli ribellare. Hanno formato così intere generazioni di ignoranti puri, che ora ci ritroviamo nella scuola a fare gli insegnanti e, peggio ancora, nelle università.

    Non hanno ottenuto nessuna rivoluzione e questo anche grazie all’intervento attivo della Chiesa quella vera, quella che difendeva i Cristiani non certo come sta facendo l’attuale gestita da Papa Bergoglio cha ha scelto di inginocchiarsi diventando di fatto schiava dei poteri forti di sinistra e dell’Islam entrambi dichiaratamente anti Cristiani. Grazie anche agli Stati Uniti il comunismo non ha ottenuto nessuna rivoluzione, ma è riuscito a portare solo terrorismo, stragi e il disastro culturale che ancora oggi purtroppo per il nostro paese è ancora presente e vivo.

    Sono stati ingannati gli italiani negli anni ’70, quando un manipolo di femministe comuniste ha distribuito notizie assolutamente inventate, false sugli aborti clandestini così da indurli a votare a favore della legge nazista 194; sono stati ingannati gli italiani dai sindacati che hanno usato i lavoratori solo per ricevere compensi personali dalla classe politica e lasciando i lavoratori a morire di fame e di incidenti sul lavoro; sono stati ingannati gli italiani da lobby potentissime e comuniste di omosessuali che mistificando la realtà vogliono che i loro capricci diventino diritti; sono stati ingannati gli italiani sulla nostra storia nascondendo i crimini vergognosi e spaventosi che i comunisti hanno perpetrato per anni contro gli italiani; sono stati, e continuano ad essere, ingannati gli italiani per ciò che riguarda oggi il fenomeno dei migranti perché per i comunisti questa gente rappresenta solo ed unicamente un enorme business che hanno gestito per anni con le loro cooperative rosse e che ora grazie al buon senso del Ministro Matteo Salvini vedono piano piano sciogliersi come neve al sole.

    Ora il plotone dei bugiardi comunisti spara a zero sul governo del fare, ed in particolare sulla Lega, inventando di sana pianta ogni sorta di falsità. Ricordiamo che L’Italia possiede una specie di ben poco commendevole primato” mondiale: avere avuto il più “grande” e “influente” partito comunista del mondo.

    Fatte salve le debite proporzioni in relazione e ambito del numero dei votanti, in nessun altro Paese del mondo l’ideologia di sinistra ha avuto tanto seguito elettorale, tanto successo, tanta reverenza, tanto stabile e duraturo e pervasivo potere. Cioè senza “colpi di stato”, senza vera forza militare, senza “aiuto fraterno” da parte di avide potenze straniere, senza sommosse popolari. A parte il fatto che le sommosse popolari sono generalmente avvenute “dopo”. Raramente il “popolo” ha deciso di propria iniziativa le sorti di una Società.

    Il popolo è “bue”. E le rivoluzioni nascono nella mente dei borghesi. Che poi, dopo, utilizzano il “popolo” come carne da cannone per raggiungere i loro premeditati obiettivi. Paradossale: una “dittatura” stabilita tramite libere e reiterate scelte elettorali. Ancora più paradossale: una “dittatura” insediata in un Paese inserito almeno stando all’apparenza in un sistema di alleanze tra Paesi “liberi”, dove tale “dittatura” risultava politicamente, socialmente, storicamente, incompatibile. Dove, addirittura, tale “dittatura” NON avrebbe dovuto attecchire e svilupparsi proprio. Ma tant’è.

    Visto da un punto di osservazione generico dell’Occidente, potrebbe essere un caso di “eterogenesi dei fini”. Ma sì: nella generale follia umana, passa anche questo. Fatto sta che oggi in Italia il comunismo ovvero il pensiero di “sinistra” fallito e morente sta tentando per nostra fortuna senza successo di trascinare nella propria decomposizione e rovina il resto “sano” della Società che tanto a lungo ha condizionato, e per compiere cotanta lodevole opera si avvale della “collaborazione” anche degli islamici “veri” islamisti che ha accolto quando era al governo a braccia aperte incurante della assoluta incompatibilità di praticamente tutto ciò che rappresenta la “sinistra”, con l’islam politico-religioso salvo una unica cosa: il condiviso odio per la libertà individuale. Forse tentare di comprendere le cause della degenerazione della nostra Società potrebbe aiutarci a tentare di porvi rimedio sia per il presente che sopratutto per il futuro .

    Le economie forti danno origine al pensiero debole, che è poi una delle principali cause della loro rovina. Le ideologie di sinistra sono nate in ambito di un sistema economico “forte”. E sono state il “pensiero debole”. E mi pare di scorgere una sorta di perverso nesso eziologico tra la “affezione endogena” prodotta dalla “sinistra” e la “infezione esogena” portata dall’islam vero” che sinergicamente agiscono per il male sociale.

    La strada della ripresa passa attraverso la riconsiderazione, rivalutazione e sviluppo dei concetti di “ libertà onore patria” concetti, guarda caso, generalmente poco familiari alla “sinistra”, e pare ancor meno all’islam che possono rappresentare punti di riferimento per cittadini italiani (o per quelli che aspirassero a diventarlo) bene intenzionati e liberi da condizionamenti preconcetti.

    Ciò che purtroppo è rimasto oggi sono solo macerie. Nei giovani soprattutto che non sanno più ragionare perché la loro mente è oscurata da notizie false, contraddittorie, inesistenti e loro non hanno nemmeno la forza e la volontà di verificare le informazioni che arrivano da certi giornalisti e da certi professori ignoranti ed ingannatori di sinistra

    Il mio appello è di ricostruire. Mi rivolgo ai docenti, agli editori, ai giornalisti di buona volontà ed ai politici con la mente libera da qualsiasi ideologia preconcetta che hanno il desiderio di lasciarsi illuminare dalla verità perché la società nostra si riappropri della luce della ragione critica, quella che i comunisti hanno tentato di abbattere con tutte le loro forze. Solo così potremo definitivamente sconfiggere questa vera e propria mentalità comunista che rappresenta un cancro nella nostra società e che abbiamo il dovere di combattere, estirpandolo alla radice per salvare il presente ma sopratutto per garantire un futuro libero alle nuove generazioni di italiani.

  • Di Stefano (---.---.---.125) 14 maggio 18:26

    Davvero molto gustoso il delirio di questo Andrea Pasini, riportato da "L’altra campana". Chissà l’amico di Trezzano, ferreo estimatore del felpato, quali sostanza psicotrope ha ingurgitato prima di regalarci queste amenità

  • Di Sandro Pistilli (---.---.---.203) 15 maggio 21:22

    Perché chi non è d’accordo con le vostre tesi deve essere drogato o pazzo?

    Non avete altri argomenti di discussione?

    Perché dovete insultare?

    • Di Enzo Salvà (---.---.---.64) 16 maggio 09:48
      Enzo Salvà

      Secondo me Stefano ha sbagliato ad esprimersi così ma se Lei legge con calma il commento e tenta di riflettere, questo dubbio viene (sottolineo: se tenta di riflettere, perché è ubriacante). Se invece il commentatore è solo un provocatore, dietrologo ecc., beh, abbia pazienza, non è nemmeno bravo pur ammettendo che dal minestrone qualche frase ad effetto possa venire ricordata e riportata. (io sospetto sia anche terrapiattista).

      Un Saluto

      Es.

  • Di Giorgio Bassetti (---.---.---.214) 16 maggio 11:31

    O, piuttosto, non vi sfiora neppure per caso la mente che buona parte delle cose indicate nell’articolo possa essere vera?

    Oggettivamente dimostrabili?

    • Di Enzo Salvà (---.---.---.64) 16 maggio 11:56
      Enzo Salvà

      Se si riferisce all’articolo di Pressenza, le cose indicate sono oggettivamente dimostrate, 

      Se si riferisce al commento, io ci metto tutta la mia buona volontà per non offendere l’autore, chiunque egli sia. Il problema è che non so se offendere un troll o altro.

      Un Saluto

      Es.

  • Di Giorgio Bassetti (---.---.---.223) 16 maggio 14:14

    Al commento, ovviamente.

  • Di Giorgio Bassetti (---.---.---.223) 16 maggio 14:16

    Non entro neppure nel merito di soggetti che invitano all’università, con tutti gli onori, soggetti rinviati a giudizio per falso e truffa nei confronti dello stato.

  • Di Nel merito (---.---.---.4) 3 agosto 14:30

    Si è capito perché siete così interessati ai "migranti".

    Quei falsi contratti agli amici pagati coi soldi dei migranti

    Inside Over

    22 Luglio 2019

    Non solo case e feste: Lucano assumeva parenti e compagni "bisognosi" con i soldi per lo Sprar. Ecco le carte dell’inchiesta Michel Dessì Riace, un’isola felice nel mare torbido e agitato della Calabria. Lì, gli amici di Mimmo Lucano, l’ex sindaco dei migranti, oggi in esilio forzato dalla procura di Locri, non avevano problemi. Non dovevano lottare per trovare un lavoro, nessun sacrificio per arrivare a fine mese. Per gli amici di “Mimì” un posto sicuro c’era sempre. Anche in Calabria dove, secondo l’Ufficio statistico dell’Unione Europea, i giovani senza lavoro sono il 52,7%. A rivelarlo sono le carte dell’inchiesta “Xenia”, di cui noi de Il Giornale siamo entrati in possesso.

    I soldi dello Stato non mancavano e Mimmo Lucano, secondo l’accusa, non si faceva problemi ad assumere compagni “bisognosi”, anche grazie a dei contratti fasulli. A beneficiarne anche il nipote di Cosimina Ierinò, il braccio destro del “re dei migranti”. È il 5 luglio del 2017 quando Cosimana chiede a “Mimì”: “…vorrei che integrassimo mio nipote Cosimo da qualche parte, se è possibile, lo so che ti chiedo troppo, ma se è possibile…”. Il nipote di Cosimina aveva idee “geniali” per rilanciare il modello Riace e fare cassa. “Sai perché? - dice Cosimina a Lucano - ... perché lui l’altra volta mi ha detto ma perché non fate un sito on-line per vendere le cose in giro, metterle in rete, fare ordini...”

    La giovane mente vorrebbe fare business con i prodotti creati dai profughi di Riace nelle botteghe del piccolo paese. Peccato che, quei laboratori artigianali, non fossero sempre in funzione. Si animavano solo per le visite istituzionali. I migranti venivano pagati per fare le comparse, come i pastori nei presepi viventi, fingevano di lavorare. Una vera e propria messa in scena. A provarlo sono le intercettazioni.

    Per Mimmo Lucano l’assunzione di Cosimo non si può fare. Lo Stato non paga per gestire la vendita online dei prodotti. Un lavoro che sarebbe dovuto essere pagato direttamente dalle associazioni di Riace, ma per Lucano c’è un modo e lo suggerisce a Cosimina: “In questi termini non è possibile, sai cosa dobbiamo fare?... dobbiamo ritagliare un minuto di tempo per fare un’ipotesi di rendicontazione del 2017 per lo SPRAR, la Prefettura, dei Minori, tutte cose, quando facciamo questa rendicontazione vediamo tutto il costo del personale, io sono convinto che ne manca... però come lo giustifichiamo come operatore SPRAR? ... come lo giustifichiamo? ...perché fargli il contratto di lavoro, per rendicontarlo deve essere ...noi ci dobbiamo giustificare… suggeriscimi un ruolo nell’ambito del progetto SPRAR, che si occupa dell’amministrazione? ... che collabora ... fa parte dell’amministrazione?” chiede Lucano al suo braccio destro. Cosimina risponde prontamente: “anche! ...perché io sono addetta alla banca dati...” ma Lucano trova il modo per assumerlo: “sistema di rendicontazione... l’unica cosa è questa, facciamo queste due cose e poi lo puoi chiamare subito!”

    Ma c’è un motivo se Cosimina chiede a Lucano di far assumere il nipote: “non pensare che te l’ho chiesto per cosa ma... te l’ho chiesto perché mi dispiace che deve lavorare dal cinese, oggi l’ho visto che scaricava pacchi, è da un mese che lavora là... lui (Cosimo il nipote ndr) questo lavoro lo potrebbe fare anche da casa Mimì...” Dice Cosimina con il “cuore in mano a Lucano che risponde: “sì… ogni tanto viene qua con te, per prendere coscienza di tutto... noi gli diamo uno stipendio di 7-800 euro, poi quando gli facciamo la cosa gli dici... come gli altri, come tutti, il suo ruolo è questo!” Ma Lucano è chiaro: “l’importante che costruisca in rete tutto questo sistema e che collabori con te per rendicontazione, perché poi sia veramente attinente in modo che lo possiamo giustificare con la rendicontazione SPRAR…”

    Peccato che, facendo una ricerca sul web, (dove rimane ogni traccia) non troviamo nulla del lavoro creato da Cosimo. Ma si sa, “Mimì” è un uomo dal cuore grande. Tanto a pagare era lo Stato.

  • Di Nel merito (---.---.---.4) 3 agosto 14:31

    Il sistema Riace per avere voti: lavoro in cambio di consensi

    19 Luglio 2019

    Il sindaco Lucano non aveva bisogno solo di soldi per l’accoglienza. Ma anche di aiuto per continuare a "regnare"

    Il Giornale

    Michel Dessì

    Mimmo Lucano non aveva solo bisogno di soldi, ma anche di voti. Tanti voti. Voti che gli avrebbero permesso di continuare a regnare per tanti anni nella piccola Riace. Un consenso necessario per portare avanti il “modello” di accoglienza divenuto famoso nel mondo. Un “modello” che, a lungo andare, gli si è rivolto contro, mettendolo con le spalle al muro. Secondo l’accusa, Mimmo Lucano detto “U’Curdu”, dava lavoro in cambio di voti. Peccato, però, che i dipendenti delle varie associazioni che gestivano gli Sprar e i Cas non si presentavano sul posto di lavoro. Sapevano di avere il coltello dalla parte del manico. Lucano era ricattabile. “Parli? Mi obblighi a lavorare? E allora non ti voto”. Era questa la paura di “Mimì”, che contava ogni singolo voto. “Emerge in maniera lampante che Lucano ha creato posti di lavoro solo per sostenere economicamente gli immigrati e dare opportunità̀ lavorative a soggetti di Riace a lui vicini politicamente", scrivono gli inquirenti che lo intercettano.

    È il 10 luglio del 2017, sono le 8.39 del mattino e Mimmo Lucano si lamenta del personale con la sua collaboratrice, Cosimina Ierinò, e le dice “ci sono almeno 50 persone pagate che non fanno nulla... ci conviene a tutti chiudere, perché́ devo lottare in questo modo? ... in un modo disperato, se continuano ... qua ognuno fanno i cazzi loro, perché́ questa cosa, perché́? ... Perché́ devo essere schiavo delle persone? ... Perché́ devo essere uno schiavo? ... ma io come devo fare? ... devo chiedere l’elemosina quando siete tutti quanti pagati! (bestemmia) ... ma cose da pazzi! ... sono talmente amareggiato che ... gli ho detto di togliere la pianta da là e non l’hanno tolta e là è uno schifo, tutte queste persone pagate, ma che cazzo servono qua?”. Il sistema di accoglienza messo in piedi da Lucano gli si ritorce contro. Un sistema che viaggia come una macchina che cammina a tutta velocità senza mai fermarsi. Una macchina pronta a travolgerlo.

    I soldi per l’accoglienza tardavano ad arrivare e i dipendenti, pagati per non lavorare, si lamentavano e, “U’Curdu”, si sfogava: “Si presenta qua (riferito ad una dipendente ndr) e ora vuole pure pagato il mese che non è stata neanche un giorno al lavoro... è stata in Germania per i cazzi suoi, poi quando arriva settembre-ottobre gliela dò io la risposta, poi può votare per chi cazzo vuole, può parlare male, può fare quello che cazzo vuole!” E confessa senza mezzi termini (ascolta l’intercettazione): “...la politica mi tiene a me, sennò un minuto ci stavo a mandare a casa, la politica di merda mi tiene, non pensare, ma lo sanno loro... a me che cazzo mi dà Angela me ne fotto di lei, la politica mi tiene se vuoi che te lo dica chiaro e tondo, la politica”. Addirittura “Lucano medita il licenziamento di alcuni dipendenti - come Angela - che non avrebbero portato alcun voto”.

    Ma Lucano, pur di continuare a fare il sindaco, faceva finta di non vedere. Si tappava le orecchie e si copriva gli occhi. Sapeva, da quello che leggiamo tra le carte che, alcune associazioni presenti a Riace, si intascavano i soldi pubblici destinati ai migranti. Migranti sul piede di guerra proprio perché mancavano quei soldi, soldi che qualcuno si era messo in tasca come conferma lo stesso Lucano in una intercettazione del 2 settembre del 2017. Riferito alla presidente dell’Associazione Girasole, Maria Taverniti, Lucano dice: “...ti spiego perché approfitta, perché sa che mi servono i voti per mandare avanti la baracca altrimenti la mandavo a fare in culo e la cacciavo dalla Sprar...”. La sua fida Cosimina nella stessa intercettazione afferma che i membri della cooperativa Girasole hanno distratto una grossa somma dei fondi del 2016. “... i soldi del 2016 loro se li sono fregati e non lo hanno chiuso il 2016, quindi hanno dovuto pagare le lacune del 2016, ecco perché̀ non si troveranno più̀, perché quando gli è arrivato l’80% (dei finanziamenti ndr) del 2016 se ne sono messi una parte in tasca e non li hanno pagati ed ora devono pagare mesi arretrati del 2016. Ancora non hanno chiuso il 2016, possono chiudere il 2017? ...”. Sostiene il braccio destro di Lucano.

    Dunque, “Mimì” il buono, sapeva, era a conoscenza che qualcuno tra i suoi “amici” distraeva i soldi dell’accoglienza a discapito dei migranti. Ma “U’Curdu” taceva. Faceva finta di nulla pur di essere nuovamente eletto. Un silenzio complice, che ha permesso a molti (secondo l’accusa) di lucrare sulla pelle dei migranti.

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