Dagli anni ’60 all’"estasi"
Cosa è cambiato dagli anni ’60 ad oggi? I giovani sono diversi?
A cavallo tra gli anni ’50 e ’60 la famiglia era governata dal padre, leader indiscusso al quale dovevano fare riferimento tutti i componenti la famiglia. L’autoritarismo imposto dal “pater familia” era spesso frutto di grandi discussioni in seno alla stessa. Molti giovani, con l’avvento dei “Figli dei Fiori” (fenomeno tipicamente americano che con il mega concerto di musica pop “Woodstock” aggrega migliaia di giovani che col pretesto della contestazione nei confronti della guerra del Vietnam ambivano affermare nuove identità) assieme alle ideologie socialiste portate dai tanti movimenti che andavano nascendo in quel tempo, diedero luogo prima a “Re nudo” eppoi alle “Comuni”. Quest’ultima era, ripetizione riveduta e corretta del fenomeno avvenuto successivamente la “Rivoluziuone francese” e la presa della Bastiglia, il luogo di aggregazione dei giovani che rifiutavano in modo netto tutto ciò che la società imponeva ai suoi membri: il conformismo, il perbenismo, e la messa in discussione di valori morali e comportamentali. Insomma un luogo dove tutto era lecito e permesso.
Sull’onda dei “Figli dei Fiori”, la “Comune” diviene il luogo dove è permesso l’uso di hashish e marjuvana prima, e droghe più pesanti come LSD e eroina dopo.
Molti gruppi musicali e musicisti sessantottini stranieri come i Beatles, i Cream (gruppo voluto da Eric Claspton per fare un solo concerto, probabilmente per ripetere una nuova “Woodstock” nell’Isola di Man), Bob Dylan, Donovan, J. Betz, e gli italiani, trasgressivi molto in apparenza ma meno nella sostanza, Claudio Rocchi, I Nomadi, I Corvi, Guccini e tanti altri, ispiravano i giovani alla ricerca di nuove esperienze, soprattutto tra la fine degli anni ‘60 ed i primi degli anni ’70, suggerendo l’adozione di religioni orientali, rivelatesi in un secondo tempo inadeguate al mondo occidentale.
La “Comune” ha rappresentato per molti giovani un modulo di vita che sostituiva la famiglia patriarcale. Ogni membro pensava ed agiva senza essere ostacolato dagli altri. La “regola” era Il rifiuto di qualsiasi regola. Alcuni giovani, senza ideali politici, rimasero chiusi nella “comune” fino a spappolarsi il cervello di droga rifiutando qualsiasi alternativa e proposta politica. Altri cercarono di trasferire l’esperienza della “comune” nelle scuole, raggruppati nel “Movimento Studentesco”, e nelle Università, i cosiddetti “Katanghesi”, arricchita di ideali “marxisti-leninisti”, mentre quasi subito qualcuno di questi preferisce confluire nel “Movimento Anarchico”, rifiutando lotte ed attività politiche attive. Quante speranze passavano nelle menti di quei giovani e quante illusioni, poi, andavano morendo quando il potere costituito per mano di “Kossiga” vide bene di cavalcare la “tigre” della contestazione estremizzando il problema fino a metterlo nelle mani delle terribili “Brigate Rosse”. Ma questa è un’altra storia.Anche se i giovani furono traditi nei loro ideali, diedero fil da torcere ad una società che dovette comunque mettersi in discussione, anche se i risultati non furono tra i migliori. Ma una cosa è certo, quei giovani hanno vissuto, hanno dato, hanno avuto il coraggio, nel bene o nel male, di modificare moduli oramai logori.
Lasciare un commento
Per commentare registrati al sito in alto a destra di questa pagina
Se non sei registrato puoi farlo qui
Sostieni la Fondazione AgoraVox






