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 Home page > Attualità > Politica > Contro lo smog lo stop al traffico non serve a niente

Contro lo smog lo stop al traffico non serve a niente

L’emergenza smog sta interessando molte città italiane e le polveri sottili, complice il bel tempo, condannano i cittadini a respirare massicce dosi di inquinanti.

Da giorni infatti, i livelli di esposizione dei cittadini agli inquinanti nell’aria rimangono elevati e ancora ben oltre le soglie consentite dalla normativa. Situazione che difficilmente sarà risolta solo con gli interventi sporadici che le amministrazioni propongono in fase d’emergenza, tra targhe alterne, blocchi del traffico, mezzi pubblici gratis e nessuna politica concreta e lungimirante.

A tale proposito ha dichiarato la presidente nazionale di Legambiente Rossella Muroni: “Questa situazione rappresenta una emergenza ma non certo un caso eccezionale. Ogni anno in questa stagione ci troviamo a dover affrontare picchi di inquinamento e contare sulla pioggia, che prima o poi scenderà, non è proprio la soluzione più efficace e utile.

Sicuramente i singoli cittadini possono mettere in campo comportamenti virtuosi che contribuiscano a diminuire le emissioni inquinanti ma la vera ricetta per cambiare le cose può venire solo dal Governo e dalle istituzioni. 

Solo mettendo finalmente mano a nuove politiche di mobilità incentrate su trasporto pubblico locale, treni per pendolari e mobilità alternativa potremo raggiungere migliori livelli di vivibilità e liberare i nostri centri urbani dalla cappa inquinante che, non dimentichiamolo, contribuisce all’aumento di patologie respiratorie, soprattutto nei bambini, e cardiovascolari negli anziani”.

Pertanto Legambiente ha invitato il Governo, i ministeri dell’Ambiente, della Salute e delle Infrastrutture e i Comuni a intervenire con politiche concrete ed efficaci per garantire una migliore qualità dell’aria e della vita in tutte le città, a partire da dieci proposte.

1.000 treni per i pendolari.

Fuori i diesel dalle città.

Nuovi controlli sulle emissioni reali delle auto.

Ridurre la velocita.

Chi inquina paga.

Prevenire è meglio che curare.

Stop ai sussidi all’autotrasporto per migliorate il trasporto pubblico locale.

Riscaldarsi senza inquinare.

Ridurre l’inquinamento industriale.

Ho riportato solo i titoli delle proposte di Legambiente. Ma il loro significato mi sembra comunque chiaro.

Sono proposte ampiamente condivisibili, credo.

Alcune di queste proposte non possono essere realizzate in breve tempo.

Ma, nonostante questo, sono proposte che devono essere accolte e attuate.

Altrimenti, ci troveremo sempre, forse anche con maggiore frequenza, di fronte alla situazione che sta caratterizzando da alcuni giorni numerose città italiane.

E, è bene ribadirlo, i provvedimenti d’emergenza servono a poco. Forse a niente.

(Foto: Automobile italia/Flickr)

Questo articolo è stato pubblicato qui

Commenti all'articolo

  • Di Cesarezac (---.---.---.229) 31 dicembre 2015 09:39

    La prima causa di inquinamento sta nella classe energetica pessima di gran parte degli edifici del nostro Paese che richiede enormi quantità di energia per la climatizzazione degli ambienti con conseguente emissione di inquinanti in atmosfera.

    Come sempre i sedicenti ambientalisti non hanno capito un tubo e non sono capaci di proporre soluzioni, anzi, spesso sono costoro i responsabili dei danni all’ambiente come quando hanno sconsigliato la produzione di energia elettrica con le centrali nucleari.
    CESARE ZACCARIA

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