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Chiusi, il rispetto della legge non cede più il passo a consuetudini religiose

Il Consiglio di istituto del Comprensivo “Graziano da Chiusi”, dell’omonima cittadina nel senese, aveva autorizzato un vero e proprio tour di benedizioni da parte del parroco in orario di lezione. L’Uaar ha inviato una diffida segnalando alla dirigente scolastica la plateale violazione della legge. L’Istituto è dovuto tornare sui suoi passi e annullare la delibera.

C’è voluta una diffida dell’Uaar affinché la dirigente scolastica Daria Moscillo facesse finalmente rispettare la legge all’Istituto Comprensivo “Graziano da Chiusi”. L’interruzione delle lezioni per benedizioni e preghiere è purtroppo un malcostume ancora diffuso nella scuola pubblica italiana.

La preside prova a giustificarsi parlando di consuetudine. Daniela Masci (catechista ed ex assessora alla cultura) denuncia una presunta penalizzazione del 99% delle famiglie “per accontentare una minoranza rumorosa”. Il cardinale Augusto Paolo Lojudice parla con toni vittimistici di “attacchi strumentali alla cattolicità”. Ma tutti, compreso il sindaco Gianluca Sonnini, sono costretti a riconoscere che qualcosa non andava.

«A scuola il rispetto della legge dovrebbe essere un valore insegnato dando l’esempio – dichiara Roberto Grendene, segretario nazionale dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti (Uaar) –. A Chiusi la marcia indietro sulle illegittime benedizioni in orario di lezione non doveva essere accompagnata da infantili scuse riguardo a “consuetudini” e, peggio ancora, da attacchi che suonano come caccia alle streghe nei confronti di chi ha segnalato all’Uaar queste reiterate violazioni della laicità della scuola».

I sostenitori delle benedizioni sottolineano che finora nessuno aveva protestato, nemmeno famiglie di altre religioni, e al contempo sui social agitano di frequente lo spauracchio dell’apertura di strade ad analoghe intromissioni islamiche a scuola. Sembrano non rendersi conto che i diritti vanno affermati a prescindere dal numero dei soggetti tutelati, che probabilmente è stato il condizionamento sociale veicolato anche dalle istituzioni a zittire finora opinioni discordanti e che soltanto la laicità può arginare pretese a favore di altre religioni. Non a caso è proprio il cardinale Lojudice che, per difendere il privilegio cattolico a scuola, sostiene la concessione di aule anche per precetti islamici.

L’Uaar è al fianco di chi ha a cuore la laicità della scuola e mette a disposizione la seguente pagina dove i genitori possono scaricare la diffida contro gli atti di culto in orario scolastico:
go.uaar.it/pretiascuola

 

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