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Cattolica Eraclea: dalla campagna al mare siciliani in motocicletta

Vi va di fare un giro in moto per esplorare i dintorni del mio paese d'origine, Cattolica Eraclea (Ag), comprensivo di foto e tuffo in mare?

Cattolica Eraclea è un tipico paese della provincia siciliana la cui vita si sviluppa al pian terreno o meglio sul piano della strada. Non è raro, infatti, oltrepassare la porta di ingresso di una casa e trovarsi immediatamente in cucina. Qui la strada è parte integrante della casa. In strada le famiglie trascorrono la serata parlottando e salutando i passanti. In strada vengono stesi lunghissimi teli su cui vengono lasciate ad essiccare le mandorle o a maturare i pomodori. In strada, anni fa, le massaie passavano pomeriggi interi sedute a chiacchierare e lavorare a maglia. Ho usato il passato perché ora sono abitudini sempre meno diffuse.

Dal centro del paese imbocco la provinciale per Raffadali. La strada, pur asfaltata, non versa in ottime condizioni: si incontrano spesso buche, dossi e avvallamenti del manto stradale che richiedono attenzione. È comunque una strada poco trafficata, completamente immersa nella campagna e piacevole da percorrere. Fino alla fine degli anni 70 era una arteria economicamente molto importante in quanto era destinata al trasporto del sale estratto da una enorme miniera di salgemma in contrada Salina, una delle maggiori d'Europa.

Il paese era attraversato mensilmente da centinaia di camion stracarichi di sale. L'economia attorno all'attività estrattiva era fiorente, e il paese raggiunse il picco dei 12000 abitanti negli anni Sessanta. Il crollo di una parete della miniera, fortunatamente senza conseguenze per le persone, portò alla sua chiusura definitiva nel 1979.

A pochi chilometri dal paese è visibile l'ingresso (murato) della miniera. Racconta un contadino dei poderi nelle vicinanze della miniera che il sale veniva estratto in cubi e poi veniva macinato in un mulino posto all'uscita della miniera, in modo da essere trasportato già in grani.

L'ingresso, posto in una zona di campagna, è un parcheggio di veicoli abbandonati e bruciati, che testimoniano da anni il degrado di quella che qualche decennio fa era il cuore dell'economia della zona.

Proseguendo nel viaggio, in cui un cane tenta pure di mordermi senza riuscirci completamente mi dirigo verso Raffadali. Non è che abbia fatto particolari indagini o ricerche su questo paese. Il motivo per cui ho deciso di inserirlo nell'itinerario si chiama "Le Cuspidi".

Una celeberrima pasticceria-gelateria della zona. Sono partito con il ferreo proposito di prendermi una leggerissima e rinfrescante granita di limone. Proposito bellamente tradito non appena ho visto il bancone dei gelati. Ho ordinato la coppa omonima. Pistacchio, nocciola e gelato al pecorino (la crema dei cannoli, per intenderci) imbellettata da panna e salsa al pistacchio. Beh. Dopo tutto me la merito, no?

Riprendo il cammino e mi dirigo verso Cianciana. Qui si viaggia su una statale in ottime condizioni, la SS 118 Agrigento-Palermo. Le curve sono frequenti e ampie, il percorso è motociclisticamente molto divertente. Si tratta di un saliscendi di 22 chilometri immersi in una campagna secca e aspra quanto accattivante, di tanto in tanto affiancato dalle anse del Platani.

Poco prima dell'abitato di Cianciana prendo lo svincolo della Provinciale verso Cattolica Eraclea. Teoricamente bisognerebbe rispettare il segnale di divieto di transito che si trova subito dopo lo svincolo. In realtà la Provinciale è aperta al traffico. Misteri dell'amministrazione pubblica. Il manto stradale è costellato da frane riparate alla bellemmeglio cadute a causa dell'infiltrazione delle piogge nel terreno. Quindi vi consiglio molta attenzione alla guida. Il paesaggio selvaggio eviterà di annoiarvi.

Giunto a Cattolica quasi al tramonto mi sento accaldato e ho proprio voglia di fare un bagno a mare. Imbocco la strada verso la spiaggia di Eraclea Minoa. È l'ultima tappa di questo giro: lascio alla fotografia il compito di raccontarvela, io vado in acqua...

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