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Alberi in Italia: uno scempio ambientale senza fine

Purtroppo bisogna constatare che non vi è una vera e propria cultura ambientale nel nostro Paese a garanzia della conservazione e valorizzazione del patrimonio arboreo pubblico e privato. 

Ai nostri lidi gli alberi vengono sempre più spesso considerati alla stregua di banali oggetti che si possono tagliare e rovinare a piacimento in quanto sia le istituzioni che le organizzazioni ecologiste risultano molto blande nel monitorare le aree verdi presenti sul territorio.

La capitozzatura ormai è diffusa dovunque e non accenna affatto a diminuire.

Anzi!

Per quanto riguarda poi eventuali sanzioni contro i trasgressori delle norme in vigore su tale questione, sono misure di scarso rilievo e di dubbia efficacia.

Il problema è che generalmente non passa manco per l'anticamera del cervello della maggior parte delle genti italiche che gli alberi sono veri e propri esseri viventi.

Poco a livello istituzionale, quasi per niente in ambito privato.

Non vi è nessuna consapevolezza che essi sono gli unici in grado di poter assicurare l'ossigeno con cui respiriamo e di ridurre sensibilmente le torride temperature estive che ormai imperversano sempre di più in gran parte delle località del nostro Paese, specie al Sud. 

La stragrande maggioranza degli italiani preferisce spendere cifre non indifferenti e consumare energia a dismisura in impianti di climatizzazione di varie dimensioni.

Poi ovviamente non riescono a fare a meno dell'aria condizionata manco quando il veicolo è in stato di fermo mantenendo costantemente il motore acceso in barba al Codice della Strada che prevede in questo caso un'ammenda di ben 444 Euro.

Tanto il più delle volte quando avvengono tali violazioni non si vedono i vigili urbani nemmeno col lumicino.  

Informarsi, cominciare a ragionare con la propria testa e soprattutto capire come funziona davvero il nostro ecosistema è davvero come chiedere la luna a simili soggetti. 

Quindi per loro è meglio ridurre all'osso gli alberi che intralciano la circolazione o danno fastidio quando sono posizionati sui marciapiedi davanti all'uscio di casa.

Non si pongono manco il problema dell'inquinamento atmosferico che causano con le loro azioni irresponsabili.

E per quanto riguarda l'energia, credono scioccamente che sarà disponibile all'infinito, salvo poi essere i primi a lamentarsi quando i costi salgono sempre di più quando questa comincia a mancare.

E poi ci si chiede perché questo modello di società sta andando a rotoli! 

Una delle tante (troppe) manifestazioni della tipica filosofia individualista spicciola italiana che si può riassumere nella frase seguente: "Basta che vada per me, degli altri chi se ne frega?"

 

Yvan Rettore

 

 

Questo articolo è stato pubblicato qui

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