793 – logica
Alice si trova nella Foresta della smemoratezza, e si è dimenticata qual è il giorno della settimana. Per strada incontra un Leone e un Unicorno che si stanno riposando all’ombra di un albero. Dovete sapere che il Leone mente di lunedì, martedì e mercoledì, mentre l’Unicorno mente di giovedì, venerdì e sabato; negli altri giorni dicono il vero. Naturalmente loro sanno qual è giorno della settimana, o se preferite la osa è irrilevante perché non lo fanno apposta a mentire in certi giorni.
Il Leone dice: “Ieri era uno dei giorni in cui mentivo”.
L’Unicorno dice: “Anche per me ieri era uno dei giorni in cui mentivo”
Che giorno è oggi?

(trovate un aiutino sul mio sito, alla pagina https://xmau.com/quizzini/p793.html; la risposta verrà postata lì il prossimo mercoledì. Problema di Raymond Smullyan, da What Is the Name of This Book?)
I libri che raccontano la matematica hanno un problema di base: i temi trattati sono sempre più o meno gli stessi, e quindi il povero autore deve trovare un modo per riuscire a distinguersi nel mare magnum di queste opere. Secondo me Schneierman ci è riuscito. Io con i miei soliti tempi mi ero comprato il volume non appena era stato pubblicato, e ne lo sono tenuto otto anni in libreria prima di leggerlo. Ora che finalmente ce l’ho fatta, posso dire di apprezzare le “note laterali” che affiancano il testo vero e proprio, e ho trovato alcune chicche che non conoscevo nonostante la mia non certo banale esperienza, come una nuova dimostrazione dell’infinità dei numeri primi e il modo di costruire terne pitagoriche usando numeri complessi. Anche lo stile di scrittura è piacevole: insomma un ottimo acquisto.
Ed Schneierman, The Mathematics Lover’s Companion : Masterpieces for Everyone, Yale University Press 2017, pag. 274, € 17,87, ISBN 9780300223002 – come Affiliato Amazon, se acquistate il libro dal link Bezos mi dà qualche centesimo dei suoi utili
Voto: 5/5
Come un fulmine a ciel sereno, OpenAI ha deciso di chiudere Sora, la sua app che permetteva di far generare all’IA. Come nelle peggiori storie non è stata data una spiegazione puntuale, ma non ci vuole molto a immaginare il motivo: costava troppo e non portava utili. Per la prima parte, il solito David Gerard segnala come un video di 10 secondi richiedesse l’equivalente di 40 minuti di uso continuo di una GPU, per un costo di un dollaro e trenta solo per la parte computazionale, oltre a quello necessario per selezionare i risultati migliori da presentare. Per quanto riguarda l’uso che veniva fatto, non so quanto ci fosse di davvero commerciale: mi sa poco, anche perché probabilmente costava meno girare un video e poi cambiare solo la faccia degli attori. Però la gente si dev’essere divertita molto: sull’ex-Twitter ho visto Gesù che vince una gara di nuoto camminando sull’acqua e il risultato del prompt «an Elaborate regency romance where everyone is wearing a live duck for a hat (each duck is also wearing a hat), a llama plays a flute, prestige drama». Apprezzabili per farsi una risata, ma oggettivamente non imperdibili.
Non credo che ci sarà un effetto valanga: come facevo notare all’inizio, i costi per generare un video sono di almeno un ordine di grandezza superiori a quelli anche solo di generazione di un’immagine, per non parlare dei testi. Però è un segnale da non sottovalutare: non possiamo aspettarci una crescita infinita dei sistemi IA se non si troverà un modo per farci veri soldi. Divertiamoci finché possiamo.
Le dimissioni a catena di questi ultimi giorni nel centrodestra sarebbero dovute avvenire molto più sparpagliate negli anni. Perché non è stato così? Perché Meloni riusciva a nascondere le solite crepe dietro di sé e la sua immagine pubblica. Peccato che ELLA si sia convinta di essere ormai invincibile e abbia imposto una riforma costituzionale blindata, cosa che evidentemente non è piaciuta all’elettorato. A questo punto tutto il castello è cascato, e i nodi sono venuti al pettine.
A parte queste rese dei conti interne (non solo a Fratelli d’Italia, anche Forza Italia è pesantemente coinvolta; la Lega qui era più defilata, ma la calendarizzazione immediata di una proposta di legge elettorale che la punirebbe è un brutto colpo) non penso che succederà molto. Non tanto perché non mi pare che l’accozzaglia il campo largo possa approfittarne, quanto perché secondo me il voto non è poi stato così tanto politico quanto qualcuno vuol far credere. Insomma, non penso a elezioni anticipate né a un piccolo cabotaggio, ma mi aspetto che ELLA sarà molto più cattiva (ahò!).
(Nota: mi è passato sull’ex Twitter un post dove una fan delle norme ora cassate se l’è presa con il 15% di persone – quorum ego – che «ha votato no contro Meloni e la maggioranza democraticamente eletta, e basta.». La domanda che sorge spontanea è “e allora perché secondo te è prevista la possibilità di votare, possibilità del resto richiesta inizialmente proprio da Meloni & friends?”. Ma non valeva la pena di scriverlo lì)
Ultimo aggiornamento: 2026-03-26 18:18
Come sapete, io canto come basso nella Mailänder Kantorei. Ma ogni tanto faccio qualche scappatella. Così domenica prossima (il 29 marzo) alle ore 17.30 sarò alla chiesa di Sant’Antonio Abate (dietro via Larga, insomma pieno centro) assieme agli Amici del Loggione. Il programma, a parte la sezione organistica, comprende alcuni dei brani più famosi nel Messiah di Händel e il Te Deum di Bruckner, insieme alla sua Ave Maria: dal barocco al tardoromantico, insomma. Ingresso gratuito, attenzione che la chiesa potrebbe essere fredda.
Ultimo aggiornamento: 2026-03-26 10:20
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