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Il finale della prima stagione di Pluribus, intitolato “La Chica o El Mundo” (La ragazza o il mondo), ha lasciato i fan di Apple TV+ con il fiato sospeso e un’immagine destinata a diventare iconica: un’arma nucleare parcheggiata in un vialetto di Albuquerque. La serie, nata dal genio di Vince Gilligan (Breaking Bad, Better Call Saul), ha chiuso il suo primo capitolo con un colpo di scena che ribalta completamente la missione della protagonista Carol Sturka (interpretata da una magistrale Rhea Seehorn).
Per tutta la stagione, Carol ha cercato di difendere la propria individualità e il proprio isolamento da un mondo trasformato in una “mente alveare” (gli Altri/the Joining) da un virus extraterrestre. Nonostante il legame profondo con Zosia (Karolina Wydra), Carol scopre nell’ultima puntata un tradimento imperdonabile.
In un’intervista rilasciata a Radio Times e TV Insider, Rhea Seehorn ha commentato la svolta estrema del suo personaggio:
“Non ho letteralmente idea di cosa farà con la bomba nucleare. Gli sceneggiatori sono al lavoro sulla seconda stagione proprio ora, ma ho deciso di non chiedere dettagli. Carol è impulsiva: ha chiesto la cosa più violenta e minacciosa possibile prima ancora di sapere come usarla.”
L’attrice ha sottolineato come la dinamica tra i personaggi cambierà drasticamente. Se nella prima stagione abbiamo visto una Carol tormentata ma aperta all’amore, nella seconda vedremo uno scontro frontale tra lei e Manousos, descritti come “avversari implacabili” che condividono segreti oscuri.
Apple TV+ ha già ordinato due stagioni sin dall’inizio del progetto. Sebbene non ci sia ancora una data ufficiale, la produzione della seconda stagione è attualmente in corso. Considerando i tempi di post-produzione necessari per una serie sci-fi di questo calibro, è probabile che vedremo il seguito di Pluribus tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027.
Il finale suggerisce che la guerra per la “salvezza del mondo dalla felicità” è appena iniziata, e la frequenza radio 8.613.0 scoperta da Manousos potrebbe essere la chiave per smantellare la coscienza collettiva… o per scatenare il caos totale.
Il giallo del trofeo abbandonato nei camerini del Foro Italico ha finalmente una risposta, ed è la stessa Barbara d’Urso a fare chiarezza. Dopo le indiscrezioni dei giorni scorsi che parlavano di una “dimenticanza” post-finale a Ballando con le Stelle 2025, emerge una realtà diversa: la conduttrice ha ceduto il premio volutamente, pochi istanti dopo la proclamazione del terzo posto.
Non è stata la stanchezza a farle dimenticare il trofeo del terzo posto (vinto in coppia con Pasquale La Rocca), ma una scelta deliberata. Barbara d’Urso ha ammesso di non aver mai portato la coppa a casa, decidendo di “cederla” immediatamente a Danila, una delle storiche autrici del team di Milly Carlucci, responsabile dei filmati e delle interviste pre-esibizione.
“Grazie a te, Danila. Ti abbiamo regalato la nostra coppa”, ha scritto la d’Urso sui social, confermando di aver ceduto il riconoscimento alla dipendente della trasmissione invece di esporlo nella sua bacheca personale.
Chi è che aveva scritto che Barbara stava rosicando per il terzo posto tanto da essere andata via senza aver preso la coppa?
— ~Giuli ~
Ecco la coppa a chi è andata!
Ma tacere mai eh pic.twitter.com/NqnHlNdvSJ(@GiulianaEsse_) December 23, 2025
<script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>Il gesto di regalare la coppa a un’autrice viene interpretato in modi opposti: da un lato c’è chi lo vede come un atto di generosità verso chi lavora dietro le quinte, dall’altro chi lo legge come un segnale di insofferenza per un podio che forse le sta stretto. Quel che è certo è che il capitolo Ballando sembra essersi chiuso con una velocità sorprendente per la “Carmelita” nazionale, che ora sembra già proiettata verso nuovi lidi televisivi.
Il trofeo resterà dunque negli uffici della produzione, mentre Barbara d’Urso si gode il riconoscimento tecnico della giuria, unico vero cimelio che ha deciso di conservare di questa intensa maratona danzerina.
Il “Sottosopra” ha ufficialmente travolto il mondo dello streaming. A poche settimane dal debutto della prima parte dell’atto finale, Stranger Things 5 ha riscritto i libri dei primati, polverizzando i record precedenti e confermandosi come il fenomeno culturale definitivo della nostra epoca.
Secondo gli ultimi dati ufficiali diffusi da Nielsen, nella settimana tra il 24 e il 30 novembre, la serie dei fratelli Duffer ha totalizzato l’incredibile cifra di 8,46 miliardi di minuti di visualizzazione.
Si tratta del dato settimanale più alto mai registrato per un contenuto in streaming da quando esistono queste rilevazioni. Per capire l’entità dell’impresa, basti pensare che il record precedente apparteneva sempre a Stranger Things (Stagione 4, con 7,2 miliardi nel 2022): il distacco è di ben 1,2 miliardi di minuti.
Il dato è ancora più sorprendente se analizziamo le modalità di rilascio del Volume 1:
Sebbene Nielsen aggreghi le visualizzazioni di tutte le stagioni, è stato precisato che il 57% del tempo totale è stato dedicato esclusivamente ai nuovi episodi della stagione 5. Questo significa che, nonostante molti fan stiano facendo dei re-watch delle annate precedenti, la fame di scoprire il destino di Hawkins e del gruppo di Undici è il vero motore di questo successo senza precedenti.
Il Volume 2 è ormai alle porte e, visti questi presupposti, è facile prevedere che il record appena stabilito possa essere nuovamente superato entro la fine dell’anno.
Il settimanale Chi spegne quest’anno 30 candeline e Alfonso Signorini ha scelto di celebrare l’anniversario con un editoriale che ripercorre la storia della rivista. Nonostante i video pubblicati da Fabrizio Corona nel programma Falsissimo, il direttore ha mantenuto un profilo riservato concedendosi qualche intervista nelle varie dirette Mediaset per presentare il suo nuovo libro, dove mentre sui social i commenti sono stati chiusi per continuare la via del silenzio.
Come riporta invece Fanpage, a dare un riconoscimento pubblico ci pensa Marina Berlusconi, che dal 2003 è alla guida della casa editrice Arnoldo Mondadori. Berlusconi ricorda il percorso del magazine sotto la guida di Signorini: «Alla guida di Chi dal 2006 fino all’inizio del 2023, il settimanale ha vissuto la brillante stagione di Alfonso Signorini, che due anni fa ha lasciato il timone al suo storico braccio destro Massimo Borgnis, conservando però la direzione editoriale».
Crescere in fretta, cadere, rialzarsi e poi scegliere la solitudine come forma di rispetto. Achille Lauro si racconta senza filtri, mostrando un lato intimo che va oltre la musica e i riflettori.
In una lunga intervista rilasciata a Il Corriere, Achille Lauro ripercorre il suo passato, segnato da una fuga precoce da casa e da anni vissuti ai margini. «Sono uscito dai bassifondi», racconta l’artista, ricordando quando a soli 15 anni decise di andarsene. Oggi quel vissuto si è trasformato in impegno: Lauro spiega di aiutare ragazzi fragili, proprio perché conosce bene certe ferite.
Alla domanda sui figli, il cantante sorprende: il desiderio di una famiglia c’è eccome. «Sogno una famiglia numerosissima», ammette. Ma il presente è diverso. Achille Lauro sceglie di restare single per un motivo preciso: «Preferisco essere solo piuttosto che tradire». Una relazione, per lui, richiede responsabilità e coraggio, elementi che oggi sente di non poter garantire.
Le sue parole sull’amore sono dirette e profonde. Lauro lo definisce una forza potentissima, capace di costruire ma anche di distruggere. Amare significa esporsi, consegnarsi all’altro, accettare la possibilità di soffrire o far soffrire. «Non voglio essere né vittima né carnefice», spiega, chiarendo perché oggi preferisca la libertà emotiva.
Quando si parla di fede, Achille Lauro evita definizioni rigide. Per lui essere cristiani significa ricordarsi degli altri, di chi ha bisogno. Un valore appreso in famiglia: la madre, racconta, ha sempre vissuto per gli altri. Casa loro era spesso piena di ragazzi in affido, con Natali affollati e condivisi, esperienze che hanno lasciato un segno profondo.
Anche la musica diventa specchio del suo percorso. Riferendosi a una storia importante raccontata in una sua canzone, Lauro ammette le proprie responsabilità nella fine di quel rapporto. Nessun cinismo, però. Oggi dice di saper amare anche senza una relazione, vivendo una fase che definisce luminosa, fatta di viaggi e libertà personale.
Achille Lauro continua a sorprendere, non solo per ciò che porta sul palco, ma per il modo in cui mette a nudo le proprie fragilità. Per non perdere interviste, retroscena e storie che raccontano il lato più autentico dello spettacolo, resta connesso a Mister Movie: qui l’intrattenimento va sempre più a fondo.
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