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Belen Rodriguez non torna a Sanremo solo come volto noto, ma con un ruolo preciso e ripetuto che promette di far parlare. E questa volta la musica c’entra eccome.
Belen Rodriguez ospite fissa a Sanremo 2026: la rivelazione di Luca Dondoni
Secondo quanto riportato da Fanpage, Luca Dondoni ha svelato un retroscena curioso sul Festival di Sanremo 2026. Ai microfoni di Pezzi Podcast, il giornalista ha raccontato che Belen Rodriguez sarà presente sul palco dell’Ariston in tutte e cinque le serate della kermesse, in programma dal 24 al 28 febbraio, accanto a uno degli artisti in gara.
Belen sul palco con Samurai Jay: come nasce la collaborazione
Il Big in questione è Samurai Jay, giovane rapper originario di Mugnano, in provincia di Napoli, selezionato tra i 30 artisti in gara da Carlo Conti. Dondoni ha spiegato che la showgirl argentina non sarà una semplice comparsa, ma parte integrante della performance: fa parte della canzone, ha chiarito, sottolineando come la sua presenza sia pensata per accompagnare ogni esibizione.
Una presenza scenica studiata per tutte le serate
Secondo il racconto, Belen Rodriguez entrerà in scena in un momento preciso del brano, pronunciando poche parole che cambieranno il ritmo dell’esibizione. «Dirà solo “Ehi chico, vai un po’ più lento”», ha raccontato Dondoni, aggiungendo che da lì il pezzo rallenterà, creando un effetto scenico studiato. Un intervento minimo, ma destinato a diventare uno dei momenti più riconoscibili del Festival.
“Ossessione”: il significato del brano di Samurai Jay
Il brano con cui Samurai Jay salirà sul palco si intitola Ossessione. Presentandolo ufficialmente insieme a Carlo Conti, il rapper ha spiegato che si tratta di una spinta positiva: «Una sana ossessione, il motore che muove tutti noi ambiziosi. Per una donna, per la musica, per la vita». Un concept che trova nella presenza di Belen un elemento narrativo chiave.
Sanremo 2026 inizia già a delinearsi tra musica, sorprese e ospiti inattesi. Per restare aggiornati su anticipazioni, retroscena e protagonisti del Festival, continuate a seguire Mister Movie: il palco dell’intrattenimento non dorme mai.
C’è un dolore che non si misura con il tempo, ma con l’assenza. Katia Ricciarelli lo racconta senza filtri, lasciando emergere un legame che va oltre ogni addio.
Katia Ricciarelli ricorda Pippo Baudo a Storie al bivio
Come riporta Leggo, Katia Ricciarelli si è raccontata in esclusiva a Monica Setta nella puntata di Storie al bivio, in onda sabato 27 dicembre 2025 alle 15.30 su Rai2. Un’intervista intensa, segnata dal ricordo di Pippo Baudo, scomparso il 16 agosto, e da un amore che l’artista sente ancora profondamente presente.
“C’è ancora, ci parlo”: il dolore che non passa
«Pippo è mancato da più di quattro mesi, ma per me c’è ancora», confessa Ricciarelli. Un sentimento che lei stessa paragona a quello vissuto dopo la perdita della madre: una presenza silenziosa, ma costante. «Prima di lui non mi ero mai voluta sposare. È stato un amore grande e non riesco ancora a parlarne al passato». Parole che restituiscono tutta la forza di un legame rimasto intatto.
Un matrimonio fatto di amore vero
La cantante non idealizza, ma racconta con lucidità. «Ci sono stati momenti difficili, come in tutte le coppie, ma ci siamo amati davvero», spiega. E ribadisce con fermezza ciò che sente: Pippo resterà mio marito per sempre. Un’affermazione che va oltre le etichette, diventando una dichiarazione di identità e memoria.
Una rosa per Natale: il gesto simbolico
Nel racconto trova spazio anche un gesto semplice e carico di significato. «Nella mia villa coltivo le rose. Il giorno di Natale una rosa la dedicherò a lui», rivela Ricciarelli. Un rituale intimo, lontano dai riflettori, che racchiude affetto, rispetto e continuità.
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Enzo Iacchetti rompe il silenzio sulle accuse di odio razziale durante la sua partecipazione al podcast One More Time di Luca Casadei. Il noto volto televisivo sottolinea le proprie azioni concrete, spesso sconosciute al pubblico, come l’apertura di 100 pozzi in un villaggio Masai e due scuole, tutte realizzate con fondi personali.
“Io sono uno che istiga all’odio razziale? Assolutamente no. Ho fatto tutto coi miei soldi perché li ritenevo in abbondanza. Questi non potranno mai vincere contro di me”, ha dichiarato Iacchetti, aggiungendo che chi lo ha denunciato è “molto più violento” di lui.
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L’attore e conduttore ha poi ribadito la propria visione umanitaria: “Io non sono violento, sono un essere umano. Anche se vedo un sionista per strada che ha avuto un incidente, lo raccolgo e lo porto in ospedale. Per me non è una questione di razza, ma di umanità. Le razze formano le guerre; ci sono esseri umani che sbagliano, e allora quegli altri devono parlare.”
Iacchetti si pone così come figura impegnata e coerente, ribadendo come il suo impegno sociale vada oltre la ribalta televisiva, ricordando al pubblico la differenza tra azione concreta e accuse infondate.
Per guardare tutto il podcast e l’intervista ad Enzo Iacchetti qui in basso o sui canali social di onemoretimepodcast.
Marco Giallini ha condiviso un ricordo intenso e personale di Gigi Proietti, raccontando la loro esperienza insieme sul set di Io sono Babbo Natale. “Ho imparato da lui da quando non lo conoscevo, è stato un privilegio passare quel tempo assieme. Era diventato come un padre”, ha raccontato l’attore, ricordando l’energia contagiosa di Proietti: “Quando il regista esclamava ‘Motore’, Gigi sembrava avere 20 anni. Lo so che suona retorico, ma è così”.
Giallini ha poi rievocato i sogni e i rimpianti del grande attore: “Mi parlava del suo Globe Theatre, dell’Amleto che voleva fare. Mi disse anche del suo rammarico di avere avuto poco dal cinema, era un cruccio, ma neanche tanto. Gli dispiaceva, ma era una ferita rimarginata col tempo”.
Un ricordo che resta vivo anche nei messaggi privati: “Mi mandò un messaggio scherzando sulle sue condizioni di salute: ‘Abito ancora in via di Guarigione, cerca di volerti bene anche se nessuno te l’ha mai insegnato’. Ce l’ho ancora quel messaggio”.
Un omaggio sincero a un maestro e a un uomo che ha lasciato un’impronta indelebile nel cuore di chi ha avuto la fortuna di lavorare con lui.
Vasco Rossi sa come rubare la scena, che sia su un palco sold-out o, più semplicemente, passeggiando per il centro di Bologna. Ultimamente, il rocker di Zocca è finito dritto sotto i riflettori di Instagram, ma la co-star inaspettata è un’installazione artistica decisamente… fuori misura.
Il Blasco, noto per la sua riservatezza quanto per le sue performance esplosive, ha voluto condividere con i suoi follower un momento di relax capitolino, posando davanti all’opera che sta facendo impazzire la città.
Il Blasco non ha potuto resistere al richiamo dei megaliti giganti comparsi in Piazza Maggiore. Con la sua solita nonchalance, Vasco ha immortalato il momento con due scatti condivisi sui social media. Look total black, cappellino e occhiali specchiati verdi, il Komandante si è posizionato davanti alle imponenti rocce, sfoggiando un sorriso rilassato.
Questi scatti, pur essendo stati fatti di giorno, dimostrano come l’opera sia già un magnete visivo, anche senza l’atmosfera magica delle luci che ha accompagnato l’inaugurazione di pochi giorni fa. L’artista ha citato l’installazione chiamandola “Iwagumi Air Scape”, specificando che si tratta di una creazione dello studio australiano Eness, definendola “l’opera artistica gigante grande”.
L’arrivo dei sassi giganti, inaugurati pochi giorni prima di Natale davanti a una folla di circa 10.000 persone sul Crescentone, ha generato subito un enorme interesse mediatico. L’obiettivo, come sottolineato da Daniele Ravaglia, presidente di Bologna Welcome, è chiaro: mettere la città al centro dell’attenzione e attrarre gente. E l’operazione sta funzionando alla grande.
Perfino Mattia Santori, consigliere con delega al Turismo, ha notato come i social siano stati “invasi di meme con i sassi giganti”, riconoscendo il valore del buzz generato. La foto di Vasco Rossi, ovviamente, non fa che amplificare la portata virale di questa gigantesca scultura. Sebbene non sia certo che il rocker fosse a Bologna specificamente per ammirare i megaliti (è stato avvistato anche nei Giardini Margherita), la sua presenza è la prova definitiva del successo mediatico dell’installazione.
Per chi non lo sapesse, incontrare il Blasco sotto le Due Torri non è un evento così raro. Vasco Rossi si destreggia tra gli impegni di lavoro, il relax nella sua casa di Zocca (spesso assediata dai fan) e i momenti di svago a Bologna. Tuttavia, i fan che lo incrociano in tenuta sportiva, così diverso dall’iconico look da palco, potrebbero avere difficoltà a riconoscerlo.
Intanto, tra una visita e l’altra, il Komandante è già proiettato al futuro. Il tour Vasco Live 2026 è già sold out ovunque, e il rocker ha recentemente stuzzicato i fan con un annuncio entusiasmante sulla scaletta. L’artista ha promesso una lista di brani “strepitosa, entusiasmante, incredibile, inimmaginabile”. Un’attesa che si fa sempre più palpabile e che promette di essere indimenticabile.
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