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Le festività natalizie del 2025 hanno portato nelle case milioni di nuovi dispositivi intelligenti: dagli smart speaker alle cornici digitali, fino ai piccoli elettrodomestici connessi. Tuttavia, dietro la comodità di un frigorifero che si ordina la spesa da solo o di una lampadina che cambia colore con la voce, si nasconde una vulnerabilità che gli esperti di sicurezza informatica definiscono allarmante.
Secondo il National Cyber Security Centre (NCSC) del Regno Unito e l’FBI, i dispositivi “Internet of Things” (IoT) sono diventati uno dei bersagli preferiti dei criminali informatici, con una media di circa 30 attacchi al giorno per ogni dispositivo connesso.
Uno dei pericoli più concreti emersi nel corso del 2025 è il ritorno della botnet BADBOX 2.0. L’FBI ha lanciato un’allerta specifica riguardante dispositivi Android a basso costo (spesso box TV per lo streaming, tablet economici o proiettori digitali) che arrivano nelle case già infettati da un malware backdoor installato durante la produzione.
Una volta collegati alla rete Wi-Fi domestica, questi gadget:
Configurare un nuovo dispositivo durante il caos delle feste può sembrare noioso, ma dedicare 10 minuti alla sicurezza può evitare danni irreparabili. Ecco i protocolli suggeriti dalle autorità informatiche:
Dimentica le password semplici o quelle legate alla tua vita privata. Il NCSC consiglia di creare password composte da tre parole casuali (es: CaneDivanoZucchero). Sono facili da ricordare per te, ma quasi impossibili da indovinare per uno script automatizzato che prova milioni di combinazioni.
Laddove possibile, abilita sempre l’autenticazione a due fattori. Anche se un hacker dovesse scoprire la tua password, non potrà accedere senza il codice inviato sul tuo smartphone.
Molti router moderni permettono di creare una rete per gli ospiti. Gli esperti consigliano di collegare tutti i dispositivi intelligenti a questa rete separata. In questo modo, se un frigorifero smart venisse compromesso, l’hacker non avrebbe accesso diretto al computer dove conservi i documenti di lavoro o le foto personali.
L’FBI avverte di non scaricare mai app da fonti esterne ai canali ufficiali (come Google Play o App Store) e di diffidare dei dispositivi che richiedono di disattivare le protezioni di sistema (come Google Play Protect) per funzionare.
Spesso i dispositivi rimangono in magazzino per mesi prima di essere venduti. La prima cosa da fare appena accesi è scaricare gli aggiornamenti di sistema, che contengono le ultime patch di sicurezza contro i virus più recenti.
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Il mondo del calcio e quello del gossip si sono incrociati in modo del tutto inaspettato durante l’ultimo match tra Monza e Modena. Come riportato da Biccy, il conduttore del Grande Fratello, Alfonso Signorini, è diventato suo malgrado il protagonista di un episodio che ha lasciato interdetti tifosi e addetti ai lavori: il suo cognome è stato utilizzato come coro di scherno dagli spalti.
Durante la partita, la curva brianzola ha preso di mira i giocatori avversari del Modena. Tuttavia, invece dei classici epiteti da stadio, i tifosi biancorossi hanno scelto un bersaglio singolare, urlando ritmicamente il nome “Signorini” per schernire gli avversari. Un episodio che esce dai binari della normale “routine amministrativa” del tifo e che testimonia come la figura del giornalista sia finita al centro di una narrazione popolare dai toni decisamente polemici.
@giomonza1912 #cori #signorini #tifo #modena ♬ suono originale – Giò monza1912
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Ma perché proprio Signorini? Il nesso, secondo le ricostruzioni, sarebbe da ricercare nel clamore mediatico sollevato recentemente da Fabrizio Corona. Attraverso il suo nuovo format su YouTube, intitolato significativamente Falsissimo, l’ex re dei paparazzi ha paventato una serie di dichiarazioni che hanno coinvolto direttamente il conduttore.
Il programma ha ottenuto un successo travolgente, macinando la cifra record di 10 milioni di visualizzazioni in appena dieci giorni. Questo “terremoto” digitale ha evidentemente valicato i confini dei social per arrivare dritto negli stadi, trasformando il nome di Signorini in un termine usato per mettere in discussione la credibilità degli avversari in campo.
Il fatto che un coro da stadio si nutra di dinamiche nate su YouTube evidenzia quanto il confine tra intrattenimento, cronaca scandalistica e cultura di massa sia ormai diventato sottile. Mentre Alfonso Signorini continua a gestire le dinamiche della Casa più spiata d’Italia, all’esterno deve fare i conti con un’onda d’urto mediatica che lo vede protagonista — in modo del tutto involontario — anche sui campi di Serie B.
È bastata una frase di ASAP Rocky per riaccendere l’interesse su un classico intramontabile della musica italiana. Il rapper statunitense, tra le voci più influenti della scena mondiale, ha definito Adriano Celentano “il primo mumble rapper”, collegando la sua sperimentazione degli anni Settanta a una cifra stilistica che avrebbe preso piede solo molti decenni dopo.
Prisencolinensinainciusol: quando il suono viene prima del significato
Negli anni Settanta Celentano pubblica Prisencolinensinainciusol, brano costruito su parole prive di senso ma modellate sull’intonazione dell’inglese. In un’epoca in cui la lingua era poco conosciuta in Italia, quel pezzo non puntava alla comprensione testuale, bensì a una voce usata come ritmo. Rocky legge proprio qui l’anticipo di una tendenza che oggi associamo al mumble rap, dove intonazione, flow e musicalità possono contare quanto — se non più — delle parole.
L’eco contemporanea della sperimentazione
Per ASAP Rocky, quella scelta di lavorare sul suono prima della semantica rappresenta l’intuizione che avrebbe anticipato decenni dopo una parte dell’estetica del rap moderno. Non si tratta di una paternità formale, ma di un collegamento culturale: in Prisencolinensinainciusol la voce diventa strumento, le sillabe materia ritmica, l’energia prevale sulla grammatica.
@commentimemorappabili Per ASAP Rocky è Adriano Celentano il primo mumble rapper
Ci sono anni che definiscono una carriera, e per Federico Olivieri, in arte Olly, il 2025 è stato esattamente questo. Dopo aver trionfato al Festival di Sanremo e aver infranto ogni record di streaming in Italia, il suo successo ha varcato i confini nazionali, attirando l’attenzione di una delle testate più autorevoli al mondo. Il cantautore ligure, che si descrive come un artista con il bisogno costante di “sentirsi vivo”, ha raggiunto la vetta del pop italiano senza perdere la sua autenticità.
Olly aveva già intuito la portata di quest’anno, definendolo “irripetibile” in un’intervista. Pochi giorni dopo, la consacrazione è arrivata dagli Stati Uniti: il New York Times ha inserito Olly tra gli eventi salienti del panorama musicale mondiale. La testata, che in passato aveva riconosciuto il successo di Måneskin e Angelina Mango in seguito al loro passaggio all’Eurovision, ha puntato i riflettori su Olly per il suo impatto in Italia.
Il brano che ha catturato l’attenzione è stata la ballata rock “Balorda Nostalgia”, vincitrice di Sanremo. Il quotidiano statunitense ha evidenziato come questa hit sia stata una delle canzoni più popolari in Italia, citando l’impressionante cifra di oltre 121 milioni di ascolti registrati solo sulla piattaforma Spotify. Numeri da capogiro che dimostrano come la musica di Olly sia diventata virale, rendendolo l’artista di riferimento del 2025.
Nonostante il clamore internazionale e la vittoria a Sanremo, Olly ha preso una decisione sorprendente: ha rifiutato di rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest che si sarebbe tenuto a Basilea. Il suo posto è stato preso dal secondo classificato, Lucio Corsi. Una scelta fatta senza pentimenti e giustificata dalla priorità data al suo pubblico di casa.
Olly ha spiegato che, in quel momento, il tour europeo non era la mossa più “premiante” e che preferiva concentrarsi sul legame con i fan italiani. Questa strategia ha ripagato: il suo album, Tutta vita (sempre), è rimasto in Top 10 per ben 55 settimane consecutive, raggiungendo la vetta della classifica per 11 settimane. I suoi concerti nei palazzetti sono andati rapidamente sold out.
L’artista genovese, pur godendosi l’anno record, ha già lo sguardo rivolto al futuro. Oltre alla realizzazione di un nuovo album e l’intenzione di creare un hub creativo nella sua città, Olly ha annunciato il grande ritorno sui palchi nella primavera del 2026, con date evento già tutte esaurite.
Tra queste spiccano i tre concerti monumentali allo Stadio Luigi Ferraris di Genova (18, 20 e 21 giugno), che riapre i battenti alla musica dal vivo dopo 22 anni (l’ultimo concerto fu quello di Vasco Rossi nel 2004). Seguiranno due imperdibili tappe nel sud Italia: all’Ippodromo di Capannelle a Roma il 30 giugno e alla storica Reggia di Caserta il 3 luglio. Se il 2025 è stato l’anno della consacrazione, il 2026 sarà quello della definitiva affermazione come star da stadio.
Per non perdervi aggiornamenti sul nuovo album di Olly, sui suoi progetti futuri e tutte le novità sul mondo dell’intrattenimento, continuate a seguire Mister Movie!
Richard Gere non è solo una leggenda del cinema, ma anche un attivista di lunga data, un ruolo che condivide apertamente con sua moglie, Alejandra Silva. La coppia, che risiede stabilmente in Spagna, ha recentemente messo la propria notorietà al servizio di una causa cruciale in Italia: il censimento delle persone senza dimora. Hanno infatti inviato un video per ribadire la loro vicinanza alla campagna “Tutti contano”, promossa da FioPsd in collaborazione con Istat, per raccogliere dati fondamentali su un fenomeno sociale troppo spesso ignorato.
L’impegno di Richard Gere nei confronti degli homeless è una priorità assoluta. L’attore, convertitosi al Buddismo negli anni ’70, si è posto un obiettivo incredibilmente ambizioso: porre fine alla condizione dei senza dimora in Spagna entro sei anni. Questo focus sull’esclusione sociale è condiviso pienamente da Alejandra, imprenditrice e attivista con una solida formazione internazionale.
Alejandra, infatti, non è nuova a questo tipo di iniziative. Oltre ad aver fondato la Beautiful Life Foundation (dedicata ai bambini bisognosi), ora collabora attivamente con il marito sponsorizzando Rais Fundación, una ONG spagnola che mira a migliorare la qualità della vita delle persone in estrema esclusione. La loro partecipazione alla campagna italiana sottolinea che le disuguaglianze e la necessità di dati precisi sono sfide che travalicano i confini nazionali.
Il censimento “Tutti contano” è vitale per aggiornare i dati ufficiali e comprendere la portata del dramma generato dalle crescenti disparità sociali. L’indagine si svolgerà in 14 città metropolitane italiane, tra cui Milano, Roma, Napoli, Palermo e Venezia, e sarà articolata in tre giorni cruciali a gennaio 2026.
La rilevazione avverrà in due momenti distinti. Il 26 gennaio è prevista la conta visiva delle persone senza dimora. Nei giorni successivi, il 28 e 29 gennaio, si passerà all’indagine campionaria, che prevede interviste approfondite rivolte a una parte delle persone individuate. Questo approccio a doppia fase è essenziale per ottenere stime accurate e significative.
Per un progetto di tale portata, il coinvolgimento della cittadinanza è fondamentale. La campagna mira a mobilitare circa 10.000 volontari, i quali saranno affiancati da 20 coordinatori metropolitani e 200 responsabili. Le candidature sono aperte tramite un apposito form online fino al 20 gennaio, e i partecipanti riceveranno formazione dedicata, copertura assicurativa e un attestato di partecipazione.
L’iniziativa non ha attirato solo l’attenzione della coppia Gere-Silva. Molti volti noti italiani hanno già aderito, amplificando il messaggio: da Luciana Littizzetto a Carlo Lucarelli, passando per Ascanio Celestini e i conduttori Antonello Dose e Marco Presta. Una task force di personalità del mondo dello spettacolo unita a importanti organizzazioni del terzo settore (come Caritas, Croce Rossa Italiana e diverse università) per dare voce a chi non ne ha.
Per non perdervi tutti gli aggiornamenti sulle iniziative sociali sostenute dalle star internazionali e sul loro impatto, continuate a seguire Mister Movie.
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