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Il Natale 2025 porta con sé indiscrezioni scottanti sul destino di Alfonso Signorini al timone del Grande Fratello. Secondo Gabriele Parpiglia, Mediaset avrebbe “congelato” la posizione del conduttore dopo le rivelazioni di Fabrizio Corona nel format Falsissimo, inclusi audio e immagini sulla gestione del reality. Signorini, sebbene sotto contratto fino al 2027 sarebbe quindi stato messo in sospeso.
Le indiscrezioni parlano di una ripartenza totale: il cast iniziale sarebbe stato cancellato, con provini riavviati sotto una nuova direzione interna a Mediaset per garantire trasparenza. Irene Ghergo risulterebbe l’unica autrice confermata, aprendo scenari di profonda rivoluzione per il GF VIP 2026. Al momento, però, l’azienda non ha rilasciato comunicazioni ufficiali.
Endemol Shine Italy ha annunciato verifiche interne e tutele legali per il marchio, in risposta alle polemiche scatenate da Corona e agli esposti (tra cui Codacons). Signorini, ha scelto il silenzio mediatico, scomparendo dai social mentre procedono le indagini giudiziarie. Resta da capire se queste dinamiche porteranno a cambiamenti definitivi nel progetto.
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— Gabriele Parpiglia (@Parpiglia) December 27, 2025
<script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>In attesa di posizioni ufficiali da Mediaset ed Endemol, lo scandalo continua a tenere banco. Segui MisterMovie per aggiornamenti sul mondo del Grande Fratello e dello spettacolo italiano.
Il Milan batte l’Hellas Verona, si riprende la vetta della classifica e Massimiliano Allegri decide di festeggiare a modo suo: interrompendo le interviste per non fare tardi al ristorante. Il post-partita della gara delle 12:30 si è trasformato in un siparietto virale quando il tecnico livornese, visibilmente frettoloso, ha chiesto di chiudere il collegamento tra lo stupore generale.
A rendere l’episodio ancora più succoso è l’identità dell’ospite che attendeva l’allenatore. Non un familiare qualunque, ma l’ex presidente della Juventus Andrea Agnelli, avvistato in tribuna a San Siro proprio per seguire il match del suo storico amico.
#Agnelli a San Siro per #MilanVerona, poi a pranzo con Allegri
Il Natale al cinema non è più lo stesso senza i suoi cinepanettoni, ma Christian De Sica non ha intenzione di restare a guardare. Dal 2 gennaio, l’attore romano tornerà su Prime Video con la seconda stagione di Gigolò per caso, affiancato da Pietro Sermonti e Sabrina Ferilli. Un appuntamento che profuma di tradizione, dedicato a tutti quei fan che sentono la mancanza delle sue iconiche commedie natalizie.
Intervistato da Repubblica, a 74 anni, De Sica non si risparmia e, in occasione del lancio della serie, riflette sullo stato della commedia italiana e sulle sfide del presente.
Uno dei temi più cari all’attore è la libertà di far ridere, oggi messa a dura prova dalle nuove sensibilità sociali. Secondo De Sica, il limite tra ironia e offesa è diventato troppo sottile, finendo per limitare la creatività:
“Il politicamente corretto a noi comici ci ha castrati”, ha dichiarato senza giri di parole. “Nei miei film spingevamo sul turpiloquio o su temi che spaventavano, ma abbiamo raccontato l’Italia meglio di tanti film autoriali.”
L’attore sottolinea come, fortunatamente, le piattaforme streaming offrano oggi una “mano più libera” rispetto alle sale cinematografiche, permettendo di osare ancora su temi delicati come la sessualità.
Parlando dei colleghi contemporanei, De Sica non nasconde la sua ammirazione per Checco Zalone, definendolo l’unico “beato lui” ancora capace di essere autenticamente scorretto. La sua scelta per le feste è chiara e controcorrente:
Nonostante il successo dei nuovi progetti, il cuore di De Sica batte ancora per il genere che lo ha reso un re del botteghino. Alla domanda se tornerebbe a girare un classico film di Natale, la risposta è un entusiasta “Ne farei ancora”.
Un segnale per i produttori e una speranza per il pubblico che, per ora, potrà consolarsi con le nuove avventure di Gigolò per caso.
Oggi la vediamo affrontare con sicurezza le inchieste più complicate de Le Iene, ma il percorso di Veronica Ruggeri è iniziato lontano dai riflettori, tra i tavoli di un bar e lo studio universitario. Ospite del podcast Vox On Air (Vox Investigazioni), la conduttrice ha ripercorso la sua gavetta, svelando i retroscena di un periodo fatto di grandi sogni e altrettante rinunce economiche.
Dopo il diploma al liceo scientifico di Borgotaro, nel parmense, Veronica si divideva tra i libri di economia e marketing e il lavoro come barista per pagarsi gli studi. La prima vera svolta arriva con la partecipazione a Miss Italia, dove conquista la fascia di Miss Miluna Emilia Romagna.
Tuttavia, il destino ha bussato alla sua porta durante uno spettacolo di paese: è lì che avviene l’incontro con Mix Carola, ex collaboratore de Le Iene. Quella conversazione le dà la spinta decisiva per lasciare la provincia e tentare la fortuna a Milano, tuffandosi in un ambiente lavorativo frenetico e inizialmente molto complesso.
Con estrema onestà, Veronica ha raccontato quanto fosse precario il suo equilibrio finanziario all’inizio della carriera a Mediaset. Senza entrate regolari, l’inviata ha ammesso di aver vissuto momenti di vera ristrettezza, arrivando a soluzioni drastiche pur di non mollare:
“Mi sono ritrovata, spero che Pier Silvio Berlusconi non ascolti questo podcast, a rubare la carta igienica a Mediaset. L’ho fatto perché arrancavo, era molto difficile. Mangiavo lì a mezzogiorno e la sera, non uscivo praticamente mai”.
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A 21 anni, la Ruggeri ha saputo trasformare la necessità in virtù. Pur di restare a Milano, accettava i sacrifici di una vita vissuta quasi interamente dentro gli studi televisivi, sfruttando ogni istante per imparare il mestiere osservando i colleghi più esperti. Quel periodo di privazioni, lontano dalle comodità, è stato il trampolino necessario per trasformarla in uno dei volti più autorevoli e amati della televisione italiana attuale.
Il mondo del cinema e l’immaginario collettivo dicono addio a una delle figure più rivoluzionarie del XX secolo. La notizia, giunta tramite la sua Fondazione, annuncia la scomparsa di Brigitte Bardot, l’attrice che per decenni è stata molto più di una star: è stata un mito fondativo della modernità mediatica, un simbolo di libertà e un’attivista instancabile.
La Fondazione Brigitte Bardot ha espresso “immensa tristezza” per la perdita della sua fondatrice e presidente, figura che scelse di rinunciare alla sua prestigiosa carriera per dedicare energie e vita al benessere animale.
Brigitte Bardot non fu solo una sex symbol, fu un vero e proprio terremoto culturale. Nata in una famiglia borghese parigina, il suo destino cambiò quando, giovanissima, apparve sulla copertina della rivista Elle, dove fu subito soprannominata B.B. A scoprirla fu il futuro marito, l’aiuto regista Roger Vadim, che la introdusse nel mondo del cinema.
Il sodalizio artistico e sentimentale della coppia esplose nel 1956 con il film d’esordio alla regia di Vadim, “Et Dieu… créa la femme” (tradotto in Italia come Piace a troppi). La pellicola, con Bardot protagonista di un mambo febbrile a Saint-Tropez, non solo fece scandalo, ma divenne un successo globale, segnando l’inizio della “bardolâtrie” e contribuendo a infrangere i tabù morali dell’epoca.
Il suo stile informale, fatto di pantaloni aderenti e magliette attillate, definì il prêt-à-porter e fu imitato dalle ragazze di mezzo mondo. Bardot incarnò una femminilità nuova, così destabilizzante per l’ordine sociale tradizionale che intellettuali di spicco, come Simone de Beauvoir, colsero in lei l’ambivalenza tra l’essere oggetto del desiderio e il segno di una possibile emancipazione femminile.
La carriera di B.B. conta una cinquantina di film, incluse due collaborazioni fondamentali che ne cementarono la fama. Louis Malle la chiamò per Vita privata (1962), una storia che rispecchiava il suo rapporto sempre più difficile con la fama. Ma è con Jean-Luc Godard e Il disprezzo (Le mépris, 1963) che la sua immagine raggiunge l’apice artistico. Nel film, tratto da Moravia, l’ormai leggendario corpo dell’attrice viene ripreso canonicamente a Capri, in una delle scene più celebri del cinema, il monologo di nudo che aprì il film.
Lasciando dietro di sé una scia di successi e due matrimoni (uno dei quali con Vadim, l’altro con l’attore Jacques Charrier, padre del suo unico figlio), Brigitte Bardot si ritirò dalle scene nel 1974, a soli quarant’anni. L’ultimo film, Una donna come me (1973), diretto ancora da Vadim, non destò più lo scandalo del suo esordio, dimostrando che la società era cambiata, in parte proprio grazie ai suoi film.
Dopo il ritiro, l’ex stella del cinema si è dedicata interamente alla difesa dei diritti degli animali, fondando l’omonima organizzazione. Le sue movimentate vicende sentimentali, tra cui i matrimoni con Gunter Sachs e il legame con Serge Gainsbourg, avevano riempito per anni le cronache rosa, ma la sua ultima e più lunga unione fu con Bernard d’Ormale, politico del Fronte Nazionale, sposato nel 1992.
Nonostante l’annuncio della sua morte, giunto “quasi a sorpresa”, B.B. aveva rassicurato i fan lo scorso dicembre, affermando di essere “guarendo” dopo un intervento subito a ottobre. Negli ultimi anni, Bardot divideva il suo tempo tra la celebre residenza di Saint-Tropez, La Madrague, e la campagna di La Garrigue, dove viveva “come una contadina”, circondata dai suoi animali, in “silenziosa solitudine” e lontano dalla tecnologia. Un addio che chiude il sipario su un’epoca.
Continuate a seguire Mister Movie per tutti gli aggiornamenti, i tributi e gli approfondimenti sulla leggendaria B.B.
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