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WikiModa Vox: la Kelly e la Birkin, la nascita delle borse culto di Hermès

Borse abbinate a personaggi di culto la Kelly e la Birkin di Hermès sono accessori che definiscono uno status, ecco come sono nate.

Si ritrovano al braccio di ogni celebrità vivente, le borse che da sempre sono la campagna pubblicitaria di Hermès più concreta e riuscita di sempre. La Kelly e la Birkin sono legate a doppio filo ai personaggi che hanno prestato il loro nome alla casa di moda francese, nata nel 1837 grazie a Thierry Hermès, sellaio parigino. Nei suoi primi anni di attività il marchio produceva bardature e finimenti da cavallo, dallo sport agli accessori di moda il passo è stato breve, con Lola Prusac designata stilista indiscussa nel 1929, e ancora oggi le fantasie e la lavorazione della pelle della maison si rifanno alla tradizione equestre.
 
 
 
Il modello Kelly, quello più classico in circolazione, è nato in realtà in modo indipendente dall’attrice di cui ha preso il nome. La deliziosa Grace Kelly fu immortalata nel 1956 dal magazine Life, mentre indaffarata nell’evitare i paparazzi stringeva al braccio il prezioso accessorio. Chi se non lei potè da allora rappresentare l’eleganza delle linee e l’eterna qualità della pelle martellata e dei dettagli in argento. Se non siete in grado di comprarla, costa più o meno 2000 euro, potete affidarvi al noleggio, con circa 500 euro al mese potete sfoggiare la borsa culto e farvi vanto per le strade della vostra città (con la speranza di non rovinarla e non essere costretti a tenervela spendendo il quadruplo).
 
Il modello Birkin invece, cela due storie un po’ diverse fra loro. Una da sogno, nella quale si racconta che la bellissima Jane Birkin in viaggio su un aereo da Parigi a Londra per lavoro, intenta a frugare nella sua borsa fece cadere fogli e foglietti, prontamente raccolti da Dumas, allora stilista di Hermès. Impietosito dalla quantità di scartoffie strabordanti ingestibili, Dumas prese in prestito la borsa e la restituì alla proprietaria con una tasca zippata in più che da allora divenne standard. Durante il volo Birkin confessò di non essere riuscita a trovare una borsa che fosse elegante e nel contempo funzionale, da allora il modello prese il suo nome.
 
 
Il regista Litvak ha una versione più succosa, nel 1981 Birkin fu contattata dalla maison per il prototipo della borsa, quando intenta ad allontanarsi con il prezioso oggetto fu fermata e in imbarazzo si accorse di doverla pagare la terra tremò e da quel momento in poi nessuno tolse alla cantante-attrice il 10% di sconto su ogni oggetto e capo firmato Hermès.
 
Storie di vita vissuta, da star, in vent’anni di Birkin e in più di cinquanta di Kelly sono state realizzate molte versioni: in coccodrillo opache e in vernice, con tracolla o senza, di diverse misure, in pelle di struzzo o stampate. Il prezzo di mercato per la Birkin Bag è circa 5000 euro, ma la famosa lista d’attesa esiste davvero e potreste aspettare per sempre. Al giorno d’oggi purtroppo il classico ha fatto un po’ spazio al pop trash, basta inorridire di fronte alla versione con scritta giapponese di Lady Gaga.
 
Non si può dire che Gaultier, ora stilista di punta della casa di moda, non abbia senso dell’umorismo. Una nuova funzione contenuta tempo fa nel sito di Hermès US permetteva di scaricare in PDF i profili della famosa Kelly e ricrearla in casa tagliando e assemblando i vari pezzi. Il cartone non sarà la pelle, ma chissà se un buono stilista non possa metterci mano per meno di quello che costa in negozio.

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