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Who watches the Watchmen?

Il film tratto dal fumetto rende davvero nel ritorno moderno e commerciale?

Trama:
 
Il mondo è sulla crisi della guerra nucleare dopo la degenerazione della guerra fredda fra Stati Uniti e Unione Sovietica. I Minutemen, uomini e donne assoldati per proteggere le strade e l’umanità alla fine degli anni trenta sono quasi tutti caduti vittime dei loro vizi e dopo il fallimento della nuova formazione che comprendeva ancora: dalla formazione precedente il Comico (Jeffrey Dean Morgan) Il Dottor Manhattan (Billy Crudup scienziato ora divenuto essere superiore in grado di vedere nel passato e nel futuro e sfuggire al tempo), Gufo Notturno II (Patrick Wilson), Ozymandias (Matthew Goode) di un’intelligenza sovraumana e la passione per Alessandro Magno e Ramsete II, Spettro di Seta II (Malin Akerman la figlia della precedente eroina) e Rorschach (Jackie Earle Haley mascherato per passione e giustiziere solitario) il mondo è sull’orlo del baratro e della distruzione. L’orologio cosmico segna meno cinque minuti alla fine del creato e la morte del Comico nell’ottobre del 1985 scatena la paura in Rorschach che qualcuno voglia eliminare i guardiani rimasti. Scattano le indagini del solitario uomo senza volto, che porteranno i Watchmen a interrogarsi sul come agire.
 
Il progetto del film di Watchmen ha avuto una vita travagliata, proprio come l’importante trama nascosta dietro al fumetto. E’stato proposto a Terry Gilliam, rimaneggiato da Aronofsky e rifiutato da Moore che ha gentilmente chiesto di non partecipare, come già successe per l’altra sua creatura riproposta in pellicola: V per vendetta.

Con immensa abilità e coraggio, supportato dal successo travolgente di 300, Zack Snyder ha lavorato alacremente per rendere il più possibile fedeli le scene, i personaggi e il succo amaro del contesto politico e sociale di Watchmen.
Impresa titanica lavorare con gli indizi che già sono difficili da notare in versione cartacea e che molte volte solo chi conosce il fumetto può cogliere: e allora spazio all’uso dello smiley macchiato di sangue che nel fumetto era nascosto in ogni pagina e qui viene riproposto in molteplici versioni da quelle tessili alle forme nel terriccio, alle piramidi e ai triangoli legati all’Egitto la cui maestosità è parte integrante di uno dei personaggi.
 
Purtroppo il gran numero di film sfornati negli ultimi anni su altrettanti eroi con superpoteri ha soffocato un po’ la scalata di Watchmen al successo ed è un peccato perchè quasi nessuno dei "guardiani mascherati" (perchè questo sono) ha realmente dei superpoteri. Sono persone allenate, che hanno imparato e scelto di proteggere l’umanità, un’umanità che non li riconosce, che non comprende realmente il loro valore e che preferisce autoflagellarsi e autodistruggersi piuttosto che farsi aiutare.


Un altro elemento di enorme importanza è il contesto politico sociale, completamente reinventato da Moore che salva Nixon e sacrifica i due giornalisti del Washington Post facendoli morire, fa abrogare al presidente il XXII emendamento che limita il mandato, sposta l’invasione dell’Afghanistan da parte dell’Unione Sovietica al 1985 e sceglie un mondo a cinque minuti dall’apocalisse nucleare per ambientare la saga degli ormai disprezzati Watchmen, che sono controllati a vista e sbeffeggiati per la loro inutilità. Sono problemi quotidiani quelli dei protagonisti, problemi sentimentali, di autostima, crisi familiari, brutti ricordi, incidenti tragici,depressioni, malattie. Il cattivo di turno è malato di tumore, il capo dei buoni è geneticamente modificato e non concepisce il tempo tanto da non interessarsi più alla vita umana, l’eroina sexy ha problemi sessuali e una madre alcolizzata, lo sfigato intelligente rimane uno sfigato intelligente un po’ sottovalutato, l’intelligente genio degli affari è braccato dagli investitori e come al solito l’incompreso e violento nei modi, ma ligio al dovere e forte di principi morali è l’unico che dovrebbe essere ascoltato invece puntualmente viene preso per paranoico. Il senso di giustizia, il potere dell’intelligenza, la morale, ma anche il saper contare su se stessi sono i temi principali che emergono da Watchmen, come in un libro di Thompson la fragilità e le contraddizioni della razza umana sono sbattute in faccia con poca delicatezza, per stimolare la riflessione e svegliare gli animi di chi non vuol vedere o decide di non sentire.
 
Leggermente irritanti alcuni elementi di genere come le battute arcaiche del Comico, impietosa la scelta della canzone - capolavoro Halleluja quando Gufo Notturno e Spettro di Seta II finalmente riescono a passare la notte insieme, dato che la prima volta la défaillance di lui aveva destato imbarazzo non era il caso di buttarsi sui doppi sensi, che anche se non voluti risultano pessimi. Geniali e degni di innumerevoli film noir dell’epoca d’oro Hollywoodiana i titoli di testa, creati dalla yu+Co con la storia degli eroi mascherati dal primo gruppo degli anni trenta i Minutemen, con tutti gli episodi in cui sono stati protagonisti ricostruiti come set fotografici, fino a quello attuale con i protagonisti principali del film.


 
La figura di Rorschach resta quella più riuscita poi, plasmato direttamente della letteratura di Chandler ed Hammett, l’onnisciente narratore della storia, che regala al mondo il suo contributo e la speranza dell’esistenza e resistenza della rettitudine umana, in un mondo oscuro.
 
Per questo articolo ho voluto l’opinione di chi il fumetto lo conosce a menadito, perchè io purtroppo non sono riuscita ad averlo tutto, riporto la sua visione della cosa virgolettata per spiegare il punto di vista di chi si reca a vedere un film con i giusti presupposti: "per il fan della graphic novel è una gioia per gli occhi, che si risolve però solo in un semplice ’attendere lo step successivo’... si sa già quello che accade, l’eccitazione sta nella sua resa su schermo o su come viene compresso il testo, in quale misura, quale dialogo è identico e quale no, quale viene modificato ad hoc... è come uno ’trova le differenze’ su un disegno che sai a memoria, e sebbene l’aderenza al testo a volte sia impressionante, non sempre coinvolge, il distacco formale del fumetto resta ma non il coinvolgimento sentimentale che riusciva a smuovere soprattutto nell’intonazione di certe battute o nell’interpretazione di certi attori, non basta la somiglianza incredibile (o no: vedi ozymandias che resta davvero indigesto, sebbene nell’economia del film resti un personaggio azzeccato) l’effetto videoclip di alcune sequenze musicali è effettivamente scioccante... peccato per il disastro commerciale".
 
Ringrazio Giacomo Lucarini per il contributo dato con cognizione di causa e invito tutti ad andare al cinema... se non vi basta c’è da sapere che sebbene il film sia già molto lungo per tutti i fan a luglio negli Stati Uniti uscirà nelle sale la versione estesa, che verrà venduta anche in dvd.

Commenti all'articolo

  • Di Enrico (---.---.---.226) 19 marzo 2009 09:42

    Da appassionato della storia ho trovato il film davvero eccellente, duro, crudo, ma capace di commuovere e far riflettere, con una menzione speciale alla colonna sonora, davvero indovinata, insomma, un ottima trasposizione della graphic novel.

    • Di cafenoir (---.---.---.52) 19 marzo 2009 12:17

      Anche a me è piaciuto molto, sono convinta che vada rivisto perchè ci sono degli indizi nascosti in ogni inquadratura che è bello scoprire...proprio come le tavole dei fumetti...Certo alcune scene sono molto crude, credo in definitiva che abbiano fatto bene a vietarlo ai minori di 14 anni. Anche se oggi giorno purtroppo sono già abituati ad un certo tipo di violenza non è il caso di fomentare...
      E’ stato fatto un lavoro stupendo comunque, concordo in pieno

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