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Vito, Rocco e Antonio: la scorta di Falcone. Ricordiamo anche loro

Nel giorno del ricordo della morte di Giovanni Falcone, ricordiamo anche loro: Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Morinari, tre uomini, altre tre vite uccise dalla mafia. 3 Medaglie d'oro al valore civile.

La strage di Capaci, il pomeriggio del 23 maggio 1992, che tutti ricordano con dolore ma anche con passione, con la passione per un uomo che ha combattuto contro un grande nemico invisibile, quale la mafia, ha visto la morte anche di questi 3 agenti (tutti pugliesi) della Scorta, tre uomini coraggiosi.

Vito Schifani 1965-1992

di Palermo, 27 anni, sposato con Rosaria di 22 (di cui tutti ricordiamo il pianto in Chiesa durante i funerali e le parole toccanti "io vi perdono, però vi dovete mettere in ginocchio, se avete il coraggio di cambiare…") e con un figlio di pochi mesi. Era lui alla guida della Fiat Croma marrone che scortava il magistrato Falcone e la moglie Francesca nella loro Croma bianca dall'aeroporto di Punta Raisi a Palermo. Vito era un atleta, quella sera aveva una gara, specializzato nei 400 metri e, non a caso, lo Stadio delle Palme di Palermo è stato intitolato a suo nome.

 

Rocco Dicillo 1962-1992

di Triggiano, Rocco lascia l'università dopo aver superato il concorso di Polizia. Dall'89 entra a far parte del servizio Scorta. Già in quell'anno aveva rischiato di perdere la vita nell'attentato fallito dell'Addaura, ma nella strage di Capaci era seduto posteriormente in quella sfortunata macchina marrone. L'ottava edizione della Biennale Dicillo lo ricorda ancora, attraverso l'arte, per sottolineare l'importanza della legalità e l'impegno nel sociale.

 

Antonio Montinari 1962-1992

di Calimera, era seduto alla destra di Schifani, era il capo della scorta: 30 anni, sposato con Tina Martinez e due figli. Aveva lavorato 4 anni a Bergamo nel 113, poi alla sezione Volanti. Si racconta che avesse chiesto un cambio di turno quel giorno per scortare il suo magistrato. Così racconta il fratello, Brizio, in un'intervista: "Ci siamo visti l’ultima volta al funerale di papà, io rientrato da Firenze e lui da Palermo. Mentre la salma era ancora in casa, in un’altra stanza, mi raccontava dettagli e specificità di Giovanni Falcone. Traspariva la stima e la dedizione al personaggio". 

 

A partire da un libro di Rosaria Schifani e Felice Cavallaro e dalle testimonianze dei familiari delle vittime, la regia di Claudio Bonivento ha firmato un film per la tv, andato in onda il 18 maggio su La7 che vuole ricordare i tre poliziotti (interpretati da Antonio Vito Di Bella, Francesco Venditti e Lorenzo Roma). Nel cast Tony Sperandeo e un cameo di Massimo Ghini.

Per chi non l'avesse visto, ecco l'intero video.

Chiudo con le parole di Antonio Montinari: «Chiunque fa questa attività, ha la capacità di scegliere tra la paura e la vigliaccheria. La paura è qualche cosa che tutti abbiamo: chi ha paura sogna, chi ha paura ama, chi ha paura piange. È la vigliaccheria che non si capisce e non deve rientrare nell'ottica umana» e, ancora, scherzando avrebbe anche ironizzato con un fotografo sulla possibilità che qualcuno lo avrebbe prima o poi fatto saltare in aria... sappiamo bene, purtroppo, che è andata così.





IL RACCONTO: L’attentatuni di Capaci. Palermo si risveglia, Falcone muore

 


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Commenti all'articolo

  • Di (---.---.---.157) 23 maggio 2012 18:30

    Il 23 maggio, a vent’anni dalla strage di Capaci, nella quale persero la vita Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta, Rocco Dicillo, Antonio Montinari e Vito Schifani, tre medaglie d’oro al valore civile e tutti pugliesi, si è svolta nella sala Consiliare del Comune di Mola di Bari la commemorazione in loro favore alla presenza di alcune scolaresche delle scuole elementari e medie.

    Una iniziativa intesa a ricordare tutte le vittime di ogni forma di violenza, mafiosa e non. Soprattutto di quella violenza perpetrata da chi si ammanta di perbenismo. Una forma di violenza ancora più insidiosa perché subdola e difficilmente rintracciabile.

    Senza alcuna retorica e per non dimenticare nessuno e in segno di omaggio per la tragica morte di Melissa a soli sedici anni che abbiamo inteso questo intervento. In segno di solidarietà con tutti i familiari e per onorare i tanti che hanno perso la vita per difendere le istituzioni e le nostre vite.

    A volte viene da pensare a come sarebbe questo mondo se scomparisse il disvalore del denaro sostituito da altri e più pregnanti valori.

    dacquaviva.vincenzo@libero.it

  • Di (---.---.---.21) 23 maggio 2012 21:35

    Grazie Giovanni, grazie Francesca, grazie Vito, grazie Antonio e grazie Rocco. Rimarrete un esempio in questo paese, soli contro tutti, sotto tutti i punti di vista. Solo noi, inermi facevamo il tifo per voi e lo continueremo a fare. Grazie per aver donato tutto ciò che avevate (LA VITA) per far cambiare questo paese, il ns conforto per chi avete lasciato ormai da 20anni.-

  • Di (---.---.---.80) 15 aprile 2013 13:08

    soli contro tutti.... purtroppo....!!
    gente semplice, animo grande...

  • Di (---.---.---.144) 11 febbraio 01:49

    grazie colleghi, grazie per l’esempio che ancora oggi rimane vivo in tutti quelli che credono nella giustizia ed in uomini come Giovanni, Paolo e tanti altri come loro.

    Sono un collega dell’Arma dei Carabinieri e lavoro su una gazzella del 112 a Roma, ogni volta che vedo uno dei tanti film che rappresentano quel giorno, quel tragico giorno mi commuovo come se fosse appena accaduto.
    Sono sette anni che vado in vacanza in Sicilia e sette anni che puntualmente mi reco sul luogo della strage e vi penso, a voi e le vostre famiglie, e a tutti quei giudici che come il grande Giovanni hanno fatto il loro dovere fino all’ultimo giorno.
    Grazie ancora e Viva la Legalità 


  • Di (---.---.---.144) 11 febbraio 01:49

    grazie colleghi, grazie per l’esempio che ancora oggi rimane vivo in tutti quelli che credono nella giustizia ed in uomini come Giovanni, Paolo e tanti altri come loro.

    Sono un collega dell’Arma dei Carabinieri e lavoro su una gazzella del 112 a Roma, ogni volta che vedo uno dei tanti film che rappresentano quel giorno, quel tragico giorno mi commuovo come se fosse appena accaduto.
    Sono sette anni che vado in vacanza in Sicilia e sette anni che puntualmente mi reco sul luogo della strage e vi penso, a voi e le vostre famiglie, e a tutti quei giudici che come il grande Giovanni hanno fatto il loro dovere fino all’ultimo giorno.
    Grazie ancora e Viva la Legalità 


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