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Vinile: Il ritorno.

Giro di Note in Gommalacca.

In un mondo in cui l’accessorio retrò sembra ormai diventato indispensabile per camminare nella giungla urbana senza venire additati e derisi, anche la musica decide di adattarsi alle esigenze dei consumatori riproponendo il sempre affascinante vinile. Il disco in vinile era il principale strumento di diffusione della musica dalla fine degli anni quaranta. Originariamente prodotto in gommalacca, poi realizzato in PVC per ottenere una migliore qualità nel suono, aveva diverse rotazioni al minuto che determinavano il tempo di registrazione per facciata. I più famosi erano chiaramente il 45, il 78 e il 33 giri che arrivava fino a mezz’ora di durata per ogni lato.

Con l’avvento dei supporti magnetici fino ad arrivare ai cd e alla musica disponibile nella rete l’industria musicale cercava un modo per commercializzare il prodotto (gruppo, band, popstar o icona) senza dover incappare in imbarazzanti perdite al momento della distribuzione di un album. Molte case di produzione tra cui la Emi e la Warner Bros hanno così optato per un packaging old style cominciando a diffondere gli album anche nella versione LP. In poco tempo quasi tutti i gruppi del panorama musicale moderno hanno aderito all’iniziativa, mostri sacri di varie ere musicali e generi diversi come Led Zeppelin, Metallica, Radiohead e Coldplay hanno creato appositamente delle edizioni speciali destinate ai fan e agli appassionati di vinile. L’effetto "Alta fedeltà" non accenna a diminuire di intensità nemmeno quando ci si sposta di Paese in Paese, il fenomeno è dilagato negli Stati Uniti soprattutto da quando un famoso negozio online becausesoundmatters.com ha aperto i battenti per proporre l’acquisto dei dischi direttamente da casa. La tecnologia moderna non poteva non metterci del suo quindi, tanto da far storcere il naso agli appassionati e ai collezionisti che ancora popolano i vecchi negozi, nelle fortunate città dove ne sono rimasti, in cerca di rarità.

Sembra infatti che le versioni moderne dell’amato supporto siano di scarsa qualità e che la tecnologia usata per inciderli renda il tutto confusionario, fastidioso e mal fatto. D’altraparte rimane innegabile che anche i ragazzi di età inferiore ai 15 anni si siano avvicinati all’esperienza della musica "tattile" , le vendite dei giradischi hanno raggiunto picchi da capogiro e i megastore non possono esimersi dal dedicare interi reparti al ritorno del disco.


Ormai è noto a tutti che il passato non è del tutto passato nemmeno quando manca poco all’ideazione del teletrasporto, che ciò che era è sempre d’ispirazione a ciò che è, soprattutto se si parla di arti. Un’ultima cosa va decisa comunque, se è davvero necessario riprendere la produzione del disco in vinile o invitare ad accorgersi che gli Lp esistono ancora. Magari proprio in qualche cassetto a casa propria o nel vecchio armadio del nonno. La musica è musica dopotutto, insegna sempre qualcosa.


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