La nostra insistenza per fa luce sulla morte di Niki Aprile Gatti ucciso nel carcere di Sollicciano, ufficialmente suicidato, è andata a buon frutto. Il senatore Elio Lannutti ha presentato la terza interrogazione parlamentare e con insistenza chiede che si faccia luce sui tanti punti oscuri della vicenda. Niki Aprile Gatti non è stato ucciso dalle solite "mele marce", ma da quei Poteri che sono riusciti a far insabbiare la morte e soprattutto attuando il metodo del "silenzio" stampa. Questa interrogazione dovrebbe far sobbalzare l'Italia intera ma i mass media tacciono. Il Governo non può tacere, perchè se ci sarà l'ennesimo silenzio allora vorrà dire che si accerterà la complicità delle Istituzioni. Eppure basterebbe una risposta alla domanda: che fine ha fatto l'Inchiesta Premium?
LANNUTTI - Al Ministro della giustizia. -
Premesso che:
il 24 giugno 2008 Niki Aprile Gatti, 26 anni, muore dopo appena 4 giorni dal suo arresto nel carcere di Sollicciano (FI) apparentemente per un suicidio inspiegabile, in cui sebbene le indagini a quanto risulta all'interrogante paiono mostrare l'impossibilità di tale spiegazione la Procura di Firenze chiude le indagini archiviandole come un suicidio;
con la decisione del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Firenze di archiviare l'indagine sulla sua morte (nonostante la dura opposizione di sua madre, Ornella Gemini, spesso definita "madre-coraggio" per la straordinaria tenacia dimostrata durante questa durissima battaglia), Niki Aprile Gatti torna ad essere a tutti gli effetti, ma contro ogni logica, un "suicida";
Gatti viveva a San Marino dove lavorava come informatico per il gruppo di aziende oggetto dell'inchiesta Premium che vede incriminate la Oscorp SpA, Orange, OT&T e TMS, tutte residenti a San Marino, la Fly Net di Piero Mancini, Presidente dell'Arezzo Calcio, più altre società con sede a Londra;
Gatti, incensurato, viene arrestato dopo essersi costituito e aver chiesto di testimoniare nell'inchiesta Premium, ma non viene trasferito al carcere di Rimini così come avviene per gli altri 17 arrestati, ma, solo fra tutti, nel carcere di massima sicurezza;
apparentemente la morte di Niki Aprile Gatti è il più classico dei suicidi perché viene trovato impiccato ad una corda costruita con strisce di jeans e lacci di scarpe nel bagno della cella numero 10, IV sezione, del carcere, ma ancora oggi tante cose continuano a far pensare che si tratti di un suicidio simulato;
continua a destare sospetti il fatto che la morte di Gatti sia avvenuta durante o subito dopo l'ora d'aria in cui c'è piena libertà di movimento nel carcere. Così come li desta la misteriosa sparizione della prima richiesta di opposizione all'archiviazione presentata da Ornella Gemini, madre di Niki Aprile Gatti;