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Venezia, giovani musicisti alla ribalta

Continuano ad essere seguite con interesse le conferenze-concerto del ciclo SVC Giovani, giunte alla quarta edizione, che la Società Veneziana di Concerti organizza al mattino nelle sale Apollinee del Teatro La Fenice.

Preceduta dalla consueta analisi degli autori e del loro tempo a cura di Alessandro Zattarin, il quale con competenza e professionalità nell’avvalersi di strumenti multimediali, riesce a catturare l’attenzione delle classi di studenti convenuti, ha felicemente impressionato il livello artistico della feltrina Silvia Carlin. La giovane pianista ha eseguito una impegnativa composizione di Beethoven (1770-1827), la “Sonata in do maggiore op.53 ‘Waldstein’”, mostrando una sicurezza timbrica ed una padronanza della tastiera da far invidia a molti musicisti affermati. Nell’incontro successivo, il “Quartetto archi e pianoforte” ha affrontato le pagine di due grandi autori quali Gustav Mahler (1860-1911) e Johannes Brahms (1833-1897). 

Come ha sottolineato Zattarin, del primo, ebreo di Boemia legato alle sinfonie (ne scrisse nove come Beethoven), nonché da bambino precocissimo virtuoso di pianoforte, il quartetto ha eseguito in un unico movimento – “Nicht zu schnell- Mit Leidenschaft” (“Non troppo veloce - Con passione”) il “Quartettsatz in la minore, evidenziando una bella sonorità, affiatamento, precisione nelle parti di insieme. Zattarin ha parlato di Brahms come di un maestro fin da giovane del tono crepuscolare, capace di entrare in risonanza con la sensazione di solitudine che ogni essere umano prova. A proposito del brano eseguito, il “Quartetto con pianoforte in sol minore, op.25”, suddiviso in quattro movimenti, Zattarin si è soffermato sull’ultimo, il “Rondò alla Zingarese”. E’ ispirato alla musica popolare ungherese, perché all’epoca l’Ungheria rappresentava per i tedeschi l’esotico. E’ la forma del pensiero avvitato su sé stesso, mentre il finale accelerato è una possibilità contemplata dal canone. La versione del “Quartetto archi e pianoforte” è stata applaudita a lungo, il folto pubblico in sala rendendosi conto della difficoltà della composizione, particolarmente veloce nel Rondò. Massimiliano Tieppo al violino, Francesca Pretto alla viola, Simone Tieppo al violoncello e Andrea Miazzon al pianoforte hanno allora concesso, felici in volto nel sentirsi acclamati, un breve, accattivante bis.

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