Terremoti disastrosi, tsunami di violenza inaudita, esplosioni di vulcani che mettono in crisi il movimento aereo di mezzo mondo, previsioni di ipotetica fine del mondo (2012) esorcizzata ma ricordata in continuo con uno spot pubblicitario in televisione, petrolio che zampilla ed inquina in maniera per ora inarrestabile i fondali oceanici ed infine una crisi economico-finanziaria europea e/o forse mondiale dai contorni preoccupanti.
Il futuro ci appare incerto, confuso. Cominciamo però a mettere ordine per lo meno nei contenuti scientifici più assodati e confermati nella nostra epoca.
Il moto di rotazione che la Terra compie attorno al proprio asse, da ovest verso est, ha la durata di 23h 56m 04s e viene definito giorno sidereo. Tale intervallo di tempo non deve essere confuso con quello che è il giorno solare, la cui durata media è di 24h.
Il giorno solare dura mediamente circa quattro minuti in più rispetto al giorno sidereo a causa del moto di rivoluzione della Terra intorno al Sole. Dopo aver compiuto una rotazione di 360° intorno al proprio asse (in 23h 56m 04s), la Terra deve ruotare di un altro piccolo angolo per ritornare nella stessa direzione rispetto al Sole, perché nel frattempo si è spostata lungo l’orbita che percorre intorno ad esso, e impiega circa quattro minuti per ruotare di tale piccolo angolo.
Le forze di marea esercitate su un pianeta dal Sole o dai suoi satelliti mutano la velocità di rotazione del pianeta (si tratta generalmente di un rallentamento), in particolare il periodo di rotazione siderale della terra aumenta a causa delle forze di marea del Sole e della Luna.
Anche il cambiamento di ripartizione della materia sul pianeta (sollevamento di massicci montuosi, scioglimento dei ghiacciai continentali), può modificare la velocità di rotazione.
La variazione del periodo di rotazione della Terra influisce sulla durata del giorno che attualmente supera le 24 ore medie di alcune frazioni di secondo. È così necessario aggiungere periodicamente un secondo, detto secondo intercalare, affinché il tempo universale resti sincronizzato col ciclo diurno.
Nel 2008 il Naval Observatory di Washington che controlla di fatto buona parte degli orologi atomici di riferimento nel mondo, ha deciso di aggiungere alle 24 ore un secondo.
L’intervento degli scienziati americani è stato necessario per tenere conto del progressivo rallentamento della rotazione della Terra causato da fatti naturali come l’azione di marea esercitata dalla forza gravitazionale della Luna, oppure dal Sole, ma anche da grandi eventi analoghi allo tsunami in Indonesia nel dicembre 2004. Del resto è un evento che è già avvenuto in epoche passate, infatti uno studio dei depositi mareali di circa novecento milioni di anni fa raccolti in varie parti del mondo, dallo Utah all’Indiana, dall’Alabama all’Australia, dimostra che allora il giorno era di circa 18 ore.