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 Home page > Attualità > Politica > Un o una Berlusconi al potere per altri 100 anni?

Un o una Berlusconi al potere per altri 100 anni?

Come molti altri, anche io sogno il cavaliere in galera. Non è un mio chiodo fisso, si intende. Normalmente, ho altro da pensare. Si tratta comunque di un pensiero rassicurante. Vedere finalmente Berlusconi in prigione, potrebbe restituirmi un briciolo di fiducia nelle istituzioni.

E` un sogno illusorio, effimero e forse velleitario. Lo so. In un paese sviluppato quale pretenderebbe di essere l’Italia, i costi della manodopera sono già stati tagliati. Persino gli enti più scassati sono con gli organici al minimo storico. Nessuna azienda sarebbe in grado di funzionare, di fronte ad ulteriori perdite di risorse umane. Poche centinaia di migliaia di persone in sciopero o comunque assenti dal lavoro, anche solo per una manciata di giornate, potrebbero mettere in seria crisi l’intero sistema produttivo nazionale. In tali condizioni, il governo cadrebbe di conseguenza. Perché non succede? Come mai nessuno si ribella al ributtante status quo? Le opposizioni non sono più capaci di mettere insieme e di attivare nemmeno poche centinaia di migliaia di lavoratori per due o tre settimane? Purtroppo, la verità è un’altra. In un paese davvero civile e democratico, la Costituzione dovrebbe essere supportata da solide leggi anti-trust e nessuno dovrebbe poter operare nell’ambito di megagalattici conflitti di interessi, come invece sta succedendo da oltre 25 anni a questa parte. Il cavaliere ha acquisito un vantaggio enorme, sproporzionato e pressoché irreversibile, su tutti gli altri. In Italia, la partita dell’opposizione al berlusconismo è stata giocata e persa decine di anni fa e mentre Berlusconi ha in mano oltre il 90% dei media nazionali e locali (alcuni dei quali non sono di sua proprietà ma non possono dirgli di no, per svariate ragioni) si continua ancora con la favola della “par condicio”, come se si combattesse ad armi pari. Mentre il “reuccio” si prende tutto lo spazio televisivo che vuole, come vuole e quando dice lui ... tutti gli altri, sono li` a contare i minuti, per verificare che i tempi siano distribuiti in parti uguali, fra esponenti del governo e dell’opposizione. Tutto ciò senza mettere in conto le massicce dosi di riprogrammazione neuro-linguistica, a cui è soggetta, via etere, la popolazione italiana, da decenni, h24 7/7.

Si è mai visto niente di più disgustoso? Proseguendo con lo stesso approccio e con la stessa mentalità, il potere resterà in mano a chi già lo detiene. Resterà al cavaliere, in qualsiasi situazione e in ogni caso. In tale drammatico contesto, gli italiani sono distratti o si concentrano su questioni frivole e insignificanti. Un po’ come succede nei giochi di prestigio. Il prestigiatore, attraverso gesti, parole e azioni distrae il pubblico, impedendogli di vedere i trucchi, nascosti nella sua performance. La differenza è che l’illusionista a capo del nostro governo è riuscito a trasformare i suoi trucchi in una realtà accettata, stabile e permanente. E mentre lui prosegue imperterrito per la sua strada, come se nulla fosse accaduto, i suoi sudditi si tengono informati per sapere se lui sia in doppiopetto blu a Palazzo Chigi o in scamiciato e bandana a Villa Certosa o in accappatoio a Palazzo Grazioli o nudo, in casa sua, ad Arcore. Lo preferiremmo decisamente in pigiama a righe, dietro solide sbarre. Ma non facciamoci illusioni. In questa Italia, con questi media, comanderebbe sempre lui, indipendentemente dal suo abbigliamento, dalle sue abitudini e dal suo domicilio. Da buoni italiani, amiamo riempirci la bocca di parole grosse. Escort. Dignità. Pinocchio. Basta! Vattene. Se non ora quando. La legge è uguale per tutti.

Ruby? Elezioni. Quest’ultima mi pare particolarmente interessante. Immaginiamo di andare a nuove elezioni politiche. Eleggiamo nuovi leader. Si forma un nuovo governo. Il tritacarne mediato comincia a lavorarselo ai fianchi, fin dal principio. I giornalisti di regime ne criticano l’operato e obbligano un gran numero di esponenti del governo medesimo a scusarsi in continuazione, per mille motivi. Come farebbe il nuovo governo ad andare avanti senza l’appoggio dei media? Quanto durerebbe? Riuscirebbe a convincere anche la chiesa cattolica? Perché, senza l’appoggio della chiesa, non c’è stato esecutivo che abbia potuto veramente governare l’Italia, negli ultimi 150 anni. Per non parlare poi del periodo antecedente all’unità d’Italia. Altro che i 30 anni di Mubarak o i 40 anni di Gheddafi. Perciò, nessuno si fa avanti, nessuno si candida a nuovo premier, nessuno spinge sul serio per far cadere questo governo, perché sanno che, dopo Berlusconi, il prossimo leader politico sarebbe fatto a pezzi, in pochi mesi.

Il nuovo Primo Ministro, come minimo, sarebbe sberlicchiato, deriso e coperto di ridicolo, in un batter d’occhio. Nella migliore delle ipotesi si ritroverebbe alla berlina di un gran numero di individui. Con la carriera politica appesa a un filo e l’immagine personale in caduta libera, ogni giorno di più. Il nuovo governo, agonizzante ancora prima di essere formato, non avrebbe alcuna operatività e sarebbe esposto a ricatti di ogni genere. Gli attuali professionisti della politica lo sanno fin troppo bene. Quindi, per favore, non continuiamo a trastullarci con la storiella che il governo non cade per via di qualche deputato o di qualche senatore che si vende. Il governo non cade perché gli italiani non percepiscono la gravità della situazione e nessun partito, nessun leader dell’opposizione vuole farlo davvero cadere. Tutto il resto fa parte del solito teatrino dei pupi e della vita quotidiana del nostro amato stivale. E non solo per colpa del cavaliere, che non è certo l’unico saltimbanco, sul palcoscenico. Se le condizioni complessive (che richiedono una vera separazione dei poteri legislativo, esecutivo e giudiziario, oltre a completa libertà di espressione per i cittadini e totale autonomia dei media) resteranno quelle che sono in questo momento, solo il cavaliere potrà beffardamente continuare a gestire le sorti politiche dell’Italia o comunque di ciò che ne resta. Solo lui ha in mano le leve del potere, oltre al denaro per comprare quello che vuole. Poi, successivamente, toccherà a qualcuno dei suoi eredi. Probabilmente con un approccio meno arrogante e con mezzi un po’ più sofisticati. Forse accettando un minimo di alternanza, nel tentativo di salvare la faccia con i nostri partner europei. Magari, utilizzando dei prestanome dell’opposizione per brevi intervalli di tempo, tanto per dare l’impressione di essere in un paese democratico. Una volta un Primo Ministro cristiano sociale per sei mesi e di nuovo un o una Berlusconi per cinque o dieci anni. Poi un cattolico moderato di centro per un anno e mezzo e di nuovo un o una Berlusconi per sette o quattordici anni. E così via, in secula seculorum. Amen. Nell’Italia di oggi, le regole democratiche sono immensamente piu` importanti delle persone preposte ad attuarle e, mentre gli italiani erano distratti dalle telenovelas, dai falsi dibattiti, dalle storie di sesso, dalle battute scurrili, dalle corna e da tanto altro ancora, quelle medesime regole sono andate a farsi benedire. Ora, tornare indietro per ripristinarle, ponendo fine al colossale conflitto di interessi in atto, nel frattempo trasformatosi in metastasi istituzionale, appare una impresa mastodontica, fuori dalla portata dei comuni mortali. Per non finire io stesso in galera, non posso scrivere nulla su altre ipotetiche soluzioni che potrebbero raddrizzare le sorti politiche dell’Italia, modificando leggermente i piani e i programmi futuri, dei “reali di Arcore”.

Commenti all'articolo

  • Di Claudio Cilli (---.---.---.72) 25 febbraio 2011 18:54
    Claudio Cilli

    Parole sacrosante. Ma è tutto vero: la casta si rafforza ed è sempre più impenetrabile. Io sono un paria, come la maggior parte degli italiani, e so bene che non potrò mai entrare tra i brahmini. La gente non si lamenta e non scende in piazza perché, come diceva Machiavelli, ha tra le sue caratteristiche quella di avere la memoria corta e non si ricorda che solo qualche anno fa le sue condizioni economiche e sociali erano migliori. Finché arrangiandosi, evadendo le tasse e svolgendo lavori in nero riesce a sopravvivere non scenderà mai in piazza. Bisognerà attendere che inizi a patire la fame perché si svegli. E’ non è neppure detto: c’è anche da fare i conti con il Vaticano ("povero è bello", "sarete ricompensati nell’aldilà", ecc.)

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