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 Home page > Attualità > Politica > Giappone: nucleare da esportazione e manzo radioattivo

Giappone: nucleare da esportazione e manzo radioattivo

Come una tecnologia, considerata inutilizzabile in patria, possa miracolosamente diventare ottima da promuovere e vendere all’estero.

In un articolo apparso di recente su “asahi.com” (dal titolo “Government, industry refocus on nuclear plant exports”) si legge testualmente “Il governo – giapponese – di comune accordo con l’industria di settore ha rivitalizzato ogni sforzo, al fine di promuovere l’esportazione di centrali nucleari, nonostante abbia proibito la costruzione di nuovi reattori in patria, a seguito dell’incidente alla centrale nucleare di Fukushima No.1”. Nello stesso articolo (anche se non nello stesso ordine) troviamo anche “Il Ministero dell’Industria ha calcolato che il mercato di nuove centrali nucleari nel mondo raggiungerà il valore di “16 trillion Yen” entro il 2020”. “Fra le economie emergenti, solo l’Indonesia e la Thailandia hanno congelato la costruzione di centrali ...” e ancora “... i paesi in via di sviluppo si aspettano di soddisfare la crescente domanda di energia elettrica attraverso l’uso di centrali nucleari”. “Il governo, a partire dal momento del Grande Terremoto di Tohoku (11 marzo 2011 – che ha causato il disastro alla centrale nucleare di Fukushima) si è aggressivamente adoperato al fine di promuovere l’export di tecnologia nucleare”.

I critici dell’attuale governo, peraltro in liquidazione, per via delle dimissioni del Primo Ministro (On. Naoto Kan), parlano di doppio standard, nell’eliminare le centrali in casa, per rifilarle a qualche altro paese, in fase di espansione economica. Il Professor Tatsuhiko Kodama (Università di Tokyo) si è spinto oltre. Ha criticato aspramente l’Amministrazione Kan e ha definito la Dieta “dysfanctional” (la Dieta è il Parlamento giapponese) per non aver ancora fissato degli standard nazionali chiari e comuni a tutti gli enti locali, nel campo della decontaminazione da radiazioni nucleari e tutto ciò che ne consegue. La popolazione appare sembre più contraria al nucleare. Ma, il potere della relativa lobby continua a macinare business, senza sosta. L’accordo sulla costruzione di nuove centrali nucleari, firmato con il governo del Vietnam, ne è la prova. Questo specifico caso, ci fornisce un interessante esempio anche sul come operino le lobby, in relazione alla politica e non solo nel campo dell’energia. L’intreccio fra affari e politica non si sviluppa solo sulla base di singoli eventi occasionali o di azioni estemporanee che avvengono di tanto in tanto. Al contrario, si alimenta e si fortifica quotidianamente e quasi a dispetto di cosa accade nel mondo esterno. Persino gli incidenti gravi possono essere strumentalizzati e tornare utili, prima o poi.

Prendiamo il caso della carne di manzo, radioattiva. Oltre 1500 capi di bestiame contaminati da radiazioni (anche per essere stati alimentati con fieno radioattivo) sono stati macellati, venduti sul mercato nipponico e distribuiti alla popolazione, in almeno 37 Prefetture. Il controllo sulla radioattività del fieno era facoltativo e così pure quello sulla carne di manzo. Subito dopo lo scandalo, la vendita di bovini provenienti dalla Prefettura di Fukushima (e da altre aree limitrofe) era stata proibita. Nel giro di poche settimane il mercato di quella carne è stato ri-aperto. Le autorità competenti si sono affrettate a dichiarare che “... non si tratta assolutamente di tornare a vendere carne con valori di radioattività superiori a quelli previsti dalla normativa in vigore, perché saranno fatti i dovuti controlli”. Ed è appunto sul piano dei controlli che le lobby ottengono sempre ciò che vogliono ottenere. Infatti, come spiega anche The Japan Time (“Ban on beef shipment lifted”) è vero che la vendita di bovini è nuovamente possibile e legale, ma il manzo proveniente dalle Prefetture di Fukushima, Iwate e Tochigi può risultare ancora radioattivo.

Quindi, come si potrà garantire la salute e la salvaguardia dei diritti dei consumatori? Semplicemente, attraverso dei controlli a campione, effettuati dalle Prefetture medesime. In ogni allevamento si dovrà testare almeno un capo di bestiame, ogni tre mesi. In tale quadro di ritrovata concordia nazionale, un quadro dal sapore bucolico, romantico e vagamente crepuscolare, il governo ha annunciato la notizia con frasi trionfalistiche, pronunciate in conferenza stampa, dal faccione tondo e sorridente del Chief Cabinet Secretary Yukio Edano e accolte da convinti applausi dei lobbisti, presenti in sala. E vissero tutti felici e contenti (ma solo perché non avevano notato il doppio ruolo dei politici che, in quelle Prefetture, sono contemporaneamente i protettori degli interessi dei contadini e sono anche le autorità di gestione della cosa pubblica. Infatti, tali sporadici controlli a campione, sulla carne, saranno effettuati dalla lobby che – in qualità di produttore – vuole assolutamente riportare quella carne di manzo sulle tavole dei consumatori. Ossia dalla medesima lobby che – in qualità di controllore – dovrebbe poi individuare il manzo radioattivo, impacchettarlo e smaltirlo o eliminarlo come un rifiuto tossico e nocivo, attraverso complicatissime procedure non ancora ben definite e costi di smaltimento quasi inaccessibili o proibitivi). Un finale da favola. A dimostrazione dei favolosi risultati che possono essere raggiunti da una potente lobby, operante sul territorio.

Commenti all'articolo

  • Di paolo (---.---.---.53) 29 agosto 2011 17:40

    Mah ! Non ho ben capito il nesso tra la decisione di uscire dal nucleare (progressivamente)e il fatto di non poter vendere la tecnologia acquisita(know-how) all’estero , là dove non sussiste il divieto di utilizzo .

    Senza rifare la storia della tragedia di Fukushima , la questione non è stata la carenza di tecnologia , ma una serie di eventi straordinari che si sono abbattuti su una centrale carente di tecnologia moderna ,addirittura obsoleta se è vero che era candidata alla chiusura ,colpevolmente rimandata dalla TEPCO . Oltre ad altri colpevoli comportamenti successivi.

    Non credo però che il Giappone intenda vendere componenti obsoleti di centrali costruite quasi mezzo secolo fa ( come Fukushima). Molto più probabilmente vorrà esportare l’eccellenza produttiva (riconosciuta)della nuova impiantistica nucleare(terza o più generazione),sulla quale nessuno può dire che è inadatta .Puoi contestarne il principio di opportunità , ma non che si tratti di  " ..tecnologia inutilizzabile .. ".
    Semmai troverei autolesionista che un paese che ha raggiunto un patrimonio di conoscenza e di tecnologia in un determinato settore ,lo gettasse alle ortiche . 

    La scelta di non ricorrere al nucleare in Italia (presa sull’onda della tragedia giapponese) , non è stata presa in funzione di una analisi tecnica che ha dimostrato l’inutilizzabiltà della moderna tecnologia nucleare di cui il Giappone è tra i maggiori rappresentanti ,ma è stata una scelta civile di principio , possiamo anche definirla politica,presa dal popolo italiano e che il nostro governo ha dovuto (obtorto collo) ingoiare . 
    ciao

  • Di Lio Giallini (---.---.---.248) 30 agosto 2011 09:06
    Lio Giallini

    Non possiamo continuare a parlare di “una serie di eventi straordinari” in riferimento a terremoti superiori al settimo grado della scala Richter. La scienza moderna deve essere in grado di mettere in conto anche eventi che si verificano regolarmente ogni 100 o 200 anni, come appunto il Grande Terremoto di Tohoku e il conseguente tsunami. Altrimenti si rischia di continuare a ragionare con una logica tipica dell’eta` del bronzo.

     

    Inoltre quando “un patrimonio di conoscenza e di tecnologia” produce normalmente quantitativi industriali di scorie radioattive che resteranno tali per migliaia di anni e, in caso di incidente (come quello avvenuto alla centrale nucleare di Fukushima) genera 23 milioni di macerie e detriti radioattivi, centinaia di piccoli centri evacuati, 6 citta` fantasma, migliaia di chilometri quadrati di territorio inabitabile per decine di anni, radioattivita` nel riso che ha raggiunto anche un gran numero di risaie a oltre 200 Km. di distanza dal sito in questione, grave inquinamento in ampie (e non meglio identificate) aree dell’Oceano Pacifico, migliaia di bambini con le urine radioattive, pesce radioattivo, verdure radioattive, carne radioattiva e l’elenco potrebbe continuare all’infinito ... penso che una tecnologia che contiene in se` anche solo la potenzialita` di simili catastrofi (indescrivibili a parole) debba necessariamente essere considerata “tecnologia inutilizzabile”.

     

    In quanto alle centrali di “terza o di quarta generazione” si tratta di luoghi comuni e di stereotipi senza senso, che sono solo la premessa di nuovi, futuri, spaventosi incidenti nucleari.

     

    Io non pretendo di avere il monopolio della verita` su un argomento cosi` complesso come e` quello inerente al nucleare. E accolgo con favore e con piacere, ogni opinione, soprattutto quelle diverse dalla mia. Ma, abito in Giappone da quasi 16 anni e credo di poter valutare cosa sia accaduto l’11 marzo 2011,  perche` sia accaduto e quali siano le conseguenze.

     

    A tutti gli amanti del nucleare, consiglio un breve viaggio nella Prefettura di Fukushima. Non occore visitate la centrale nucleare in frantumi. Basteranno solo una ventina di minuti all’interno della cosidetta “area di evacuazione obbligatoria” per capire la differenza fra i discorsi teorici sulla bellezza della tecnologia nucleare e la tragica realta` di coloro che l’hanno sperimentata sulla propria pelle e ne pagano le conseguenze, giornalmente. Grazie.

     

    Cordiali saluti

  • Di paolo (---.---.---.132) 30 agosto 2011 11:51

    Lio ,( a parte lo spam nel tuo commento che deve essere dovuto al copia incolla senza utilizzare il blocco notes di windows ) ,con il mio commento non intendevo ricominciare una discussione sul nucleare e comunque gli eventi che si sono abbattuti sulla centrale di Fukushima (per quanto lo standard sismico del Giappone sia elevatissimo) sono eventi straordinari ,soprattutto perché concomitanti nelle dimensioni puntuali che si sono evidenziate.


    Dicevo che la mia osservazione prescinde da argomenti pro o contro il nucleare ,questo semmai attiene ad una scelta di fondo(chiamala civile o politica) che ciascuno stato intende prendere . Noi abbiamo scelto di non farlo , altri decidono di farlo .Ma gli argomenti che tu sostieni nulla hanno a che fare con la validità tecnologica dell’impiantistica nucleare e non si può dire che è una tecnologia "inutilizzabile" .E’ assolutamente utilizzabile perché è ancora la forma principale di produzione dell’energia elettrica nel mondo e molti paesi la ritengono anche la più ecocompatibile .Altri invece intendono dismetterla (vedi Germania).
    Da un punto di vista strettamente tecnico , nessuna altra tecnologia impiantistica avrebbe resistito meglio e stiamo parlando di una tecnologia (quella di Fukushima) vecchia di mezzo secolo.La diga che era vicino alla centrale è stata spazzata via come tutto quello che c’era nel raggio di chilometri . Se radi al suolo un’impianto chimico sei sicuro che i danni siano inferiori ? Ci sono prodotti chimici composti non decadono ,rimangono nell’ambiente per sempre e ti assicuro che le conseguenze possono essere anche anche peggiori.
    Poi ad aggravare le conseguenze ci si è messa anche la Tepco con tutti i casini che ha combinato .Sono cose da mettere in conto .
    Quindi ,per favore ,cerchiamo di uscire da posizioni preconcette . Io ho soltanto obiettato ad una affermazione che ritengo sbagliata unicamente da un punto di vista tecnico , non ho argomentato a favore del nucleare (per inciso ho votato SI al referendum , dichiarandomi anche prima del voto) .
    E’ soltanto una questione di onestà intellettuale.

    ciao


     .
  • Di paolo (---.---.---.132) 30 agosto 2011 11:58

    Faccio una postilla ,perché la lettura è risultata un po’ sgranata a causa dello spam .

    Non ho bisogno di fare un giro nell’area "di evacuazione obbligatoria di Fukushima" per capirne gli effetti e il fatto di abitare in Giappone non qualifica ad una conoscenza tecnica .
    riciao
  • Di Lio Giallini (---.---.---.248) 30 agosto 2011 13:14
    Lio Giallini

    Tutti i commenti ai miei articoli sono sempre graditi e benvenuti. Mi dispiace per il "paste up" sbagliato della mia reply. Quindi, riscrivo il testo precedente.

    Non possiamo continuare a parlare di "una serie di eventi straordinari" in riferimento a terremoti superiori al settimo grado della scala Richter. La scienza moderna deve essere in grado di mettere in conto anche eventi che si verificano regolarmente ogni 100 o 200 anni, come appunto il Grande Terremoto di Tohoku e il conseguente tsunami. Altrimenti si rischia di continuare a ragionare con una logica dell’eta` del bronzo.

    Inoltre, quando "un patrimonio di conoscenza e di tecnologia" produce normalmente quantitativi industriali di scorie radioattive che resteranno tali, per migliaia di anni e, in caso di incidente (come quello avvenuto alla centrale nucleare di Fukushima) genera 23 milioni di tonnellate di macerie e detriti radioattivi, centinaia di piccoli centri evacuati, 6 citta` fantasma, migliaia di chilometri quadrati di territorio inabitabile per decine di anni, radioattivita` nel riso che ha raggiunto anche un gran numero di risaie a oltre 200 Km. di distanza dal sito in questione, grave inquinamento in ampie (non meglio identificate) aree dell’Oceano Pacifico, migliaia di bambini con le urine radioattive, pesce radioattivo, verdure radioattive, carne radioattiva e l’elenco potrebbe continuare all’infinito ... penso che una tecnologia che contiene in se`, anche solo la potenzialita` di simili sciagure (indescrivibili a parole) debba necessariamente essere considerata "tecnologia inutilizzabile".

    In quanto alle "centrali di terza e quarta generazione" si tratta di luoghi comuni e di stereotipi senza senso, che sono solo la premessa di nuovi, futuri, spaventosi incidenti nucleari.

    Io non pretendo di avere il monopolio della verita` su un argomento cosi` complesso, come e` quello inerente al nucleare. E accolgo con favore e con piacere, ogni opinione, soprattutto quelle diverse dalla mia. Ma, abito in Giappone da quasi 16 anni e credo di poter valutare cosa sia accaduto l’11 marzo 2011, perche` sia accaduto e quali siano le conseguenze.

    A tutti gli amanti del nucleare consiglio un breve viaggio nella Prefettura di Fukushima. Non occorre visitare la centrale nucleare in frantumi. Basteranno solo una ventina di minuti, all’interno della cosiddetta "area di evacuazione obbligatoria", per capire la differenza fra i discorsi teorici sulla bellezza della tecnologia nucleare e la tragica realta` di coloro che l’hanno sperimentata sulla propria pelle e ne pagano le conseguenze, giornalmente.

    Grazie. Cordiali saluti

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