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Giappone: pubblica opinione e propaganda nucleare

In un contesto di falsificazione sistematica dell’informazione, la propaganda di regime sostituisce la verita` e l’opinione pubblica diventa complice dei peggiori misfatti.

Questo ultimo scandalo, che ha colpito la lobby nucleare nipponica e che sta crescendo di ora in ora, era cominciato quasi in sordina. Poche settimane fa, si era scoperto che la Kyushu Electric Power Company (società che fornisce energia elettrica alle Prefetture di Kagoshima, Fukuoka, Oita, Nagasaki, Kumamoto, Saga e parte di Hiroshima) allo scopo di “agevolare” la riapertura della centrale nucleare di Genkai (Prefettura di Saga) aveva “invitato” i propri dipendenti a spedire email e fax, a titolo personale e privato, durante un dibattito pubblico, trasmesso in TV, riuscendo a “dimostrare” che una larga maggioranza dei cittadini era favorevole, alla immediata riattivazione dei reattori nucleari di Genkai. A seguito di tale grave tentativo di manipolazione dei dati relativi all’opinione pubblica, in tema di nucleare, sono scattate delle indagini, che stanno rivelando una realta` ben più complessa, di quanto le peggiori previsioni potessero far presagire. E siamo solo alle prime fasi. Siamo alle zolle in superficie. Cosa verrà fuori quando cominceranno a scavare un po’ a fondo?

Le parti in causa, per il momento, sono il M.E.T.I. (Ministry of the Economy, Trade and Industry), la N.I.S.A. (Nuclear and Industrial Safety Agency), la A.N.R.E. (Agency for Natural Resources and Energy), le compagnie che gestiscono le centrali nucleari e l’opinione pubblica giapponese o, meglio, ciò che si vorrebbe spacciare, come tale. Il Ministro dell’Economia, del Commercio e dell’Industria, signor Banri Kaieda, fu il primo politico di professione a parlare in favore della riattivazione delle centrali nucleari, fermate dopo l’incidente di Fukushima, per manutenzione. Quindi, è costretto a fare la voce grossa. Si mostra sorpreso. Offeso dagli eventi. Ha promesso che sarà nominata una indipendente commissione di inchiesta. Ci chiediamo quanta reale indipendenza possa avere una commissione, formata da individui “nominati” dal governo. Ma, così va il mondo. Anzi, così andava, fino a due ore fa. Cosa è successo? Pare che la NISA, nel 2006, abbia chiesto alla Shikoku Electric Power Company di manipolare un incontro con la popolazione locale, a Ikata (Prefettura di Ehime) sede della omonima centrale nucleare. Come se non bastasse, successivamente si è appreso che, in occasione di un symposium sponsorizzato dal governo giapponese, nell’agosto del 2007, a Omaezaki (Prefettura di Shizuoka) la medesima agenzia (NISA) ha richiesto anche alla Chubu Electric Power Company di condizionare pesantemente l’opinione pubblica, attraverso uno specifico, ricorrente, piano di azione. La NISA è una agenzia governativa, che dovrebbe garantire la sicurezza delle centrali nucleari. Dovrebbe anche supervisionare le procedure attuate per implementare le infrastrutture e quant’altro legato alla sicurezza. La NISA che avrebbe anche il compito ispettivo di regolamentare tutte le attività di produzione di energia nucleare, risulta invece l’organizzazione che ha aiutato le compagnie private (che si arricchiscono vendendo energia nucleare) a manipolare l’opinione pubblica, a spese dei cittadini nipponici. In occasione di incontri con la popolazione residente nei pressi di qualche centrale nucleare, la NISA (che utilizzava denaro pubblico per finanziare quegli eventi) faceva in modo che la maggioranza dei partecipanti, fosse pilotata dalla compagnia di gestione della centrale.

Posti riservati ai dipendenti, domande favorevoli o neutre, risposte pre-confezionate, distribuzione di questionari preparati ad hoc, diffusione dei dati rilevati attraverso sondaggi di opinione taroccati o eterodiretti, tutto ciò e tanto altro ancora, pur di promuovere il nucleare, dimostrando che è sicuro, per la popolazione e per l’ambiente. Non è affatto una coincidenza che, dopo tali eventi, la maggioranza dei partecipanti abbia sempre espresso pareri favorevoli al nucleare, con picchi di gradimento, dall’80% all’87%. Dopo questo ulteriore scandalo, la gente fa sempre più fatica a fidarsi del governo, dei suoi rappresentanti, delle sue agenzie e della produzione di energia, attraverso l’uso di reattori nucleari. Fino ad oggi, le indagini sono state condotte dalla ANRE che dipende appunto dal METI e i conti non tornano.

In verità non occorre fare nessun calcolo. Si tenga presente solo quanto riportato dall’Agenzia Kyodo e pubblicato su “The Japan Times” (“Utility execs are major LDP donors”). Per anni e anni, fra i maggiori contribuenti al finanziamento dei partiti – primo fra tutti il Partito Liberal-Democratico LDP – sono stati i dirigenti delle nove compagnie che gestiscono il nucleare in Giappone. Si tratta di milioni e milioni di Yen all’anno, prelevati (probabilmente) dalle tasche dei cittadini (che devono comunque pagare le bollette della luce), incassati dalle compagnie di gestione dell’energia elettrica e delle centrali nucleari, trasferiti nelle casse dei partiti, attraverso “libere donazioni” fatte da singoli intermediari (dei semplici dirigenti di quelle medesime compagnie) coinvolti nel business.

Ecco che i conti quadrano perfettamente e lo schema risulta chiaro a tutti. Senza bisogno di ulteriori spiegazioni si capisce anche come mai un territorio di appena 378.000 Km. quadrati (poco piu` grande dell’Italia) sia tempestato di centrali nucleari.

Nella foto: Nobuaki Terasaka direttore del NISA

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