Approvata la manovra da 45 miliardi di euro, una manovra che colpisce le fasce di reddito già in difficoltà, ovvero le famiglie, i giovani e gli emarginati. La scure è scesa senza pietà.
Vengono colpiti comuni, provincie e regioni, attraverso il pesante ridimensionamento dei trasferimenti. Abolite le provincie sotto i trecento mila abitanti, accorpamento per 1500 comuni, tagli ai fondi assistenziali, alle energie rinnovabili, liberalizzazioni selvagge. E poi le pensioni, la scuola, la deroga sui contratti nazionali. Insomma possiamo dire senza troppe ipocrisie e giri di parole che la Democrazia oggi è morta, mano libera alla preclusione del futuro alle nuove generazioni, tutto sarà ancora più difficile, affrontare quello che verrà domani sarà un rebus che andrà ad incidere profondamente sulla qualità della vita.
I poteri forti, chi possiede capitali, non viene minimamente investito dalla scure dei tagli. Il lavoratore, quello che si alza tutte le mattine per uno straccio di stipendio viene ancora una volta messo all’angolo da una politica che non riesce più a prendere decisioni che abbiano delle virtù, anche minime, capaci di pensare con lungimiranza al destino del Paese Italia.
Hanno preferito tenere ben chiuso il forziere dei capitali dell’industria, della Banca d’Italia, e di tutti quegli anfratti della galassia del potere che domina il nostro Paese. Neanche mezza riga riguardo una lotta seria, e dico seria, all’evasione fiscale, piuttosto che l’abolizione dei tanti privilegi alla chiesa, piuttosto che lo stop alle missioni di guerra in cui è impegnato il nostro esercito, spacciate tutte per missioni di pace.
L’Italia è stanca di avere un Governo incapace di intendere e di volere, che in due giorni approva una manovra decisa e imposta fuori dai confini nazionali, vogliamo qualcosa di più, vogliamo un futuro che ci possa rappresentare, che possa dare una scossa alle passioni, alla voglia di fare, alla cultura.
Un grido si deve levare forte e chiaro. Un grido che unisca le tante anime di un Paese alla deriva, immerso purtroppo in un sonno ancora profondo. Svegliamoci, perchè ci stanno rubando la vita!
Di seguito, in dettaglio, la scheda completa della manovra:
TFR RITARDATO 2 ANNI PER STATALI
Il pagamento con due anni di ritardo dell’indennità di buonuscita dei lavoratori pubblici è un’altra delle misure prevista nella bozza di decreto.
Tremonti Giulio Stato Sociale Irpef Berlusconi Manovra economica