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Turismo pulito. Per proteggere i bambini dal turismo sessuale

Estate. Periodo caldo. Tempo per rilassarsi, ma anche per aprire gli occhi e non tacere. Per impegnarsi contro uno pseudo-turismo, quello sessuale. Un crimine infame. Prostituzione, pornografia e traffico minorile. Forme di schiavitù che ci chiamano a un forte presa di coscienza e alla responsabilità.

Lo sfruttamento sessuale verso i minori è una piaga vasta e difficilmente quantificabile.
 
Secondo alcune stime “per difetto, ogni anno sono 2,7 milioni in tutto il mondo le vittime della tratta, di cui l’80% e’ costituito da minori, sfruttate dalle organizzazioni criminali che generano un volume d’affari di 32 miliardi di dollari”.
 
Nel 2008, al terzo Congresso mondiale contro l’abuso sui minori, tenuto a Rio de Janeiro, l’Italia risultò quinta tra i Paesi “esportatori di carnefici” (dopo USA, Germania, Francia, Australia). Quando si parla di sfruttamento sessuale dei minori si parla di un crimine. Oltre che della più bassa forma di umiliazione della dignità umana. I cavilli del caso possono trovarli solo gli sfruttatori dei bambini e i pedofili. Categorie infami e criminali. Non ci sono giustificazioni contro i predatori dei fanciulli. Chi ne ha difende certamente qualche interesse e andrebbe indagato opportunamente o almeno visto con molto sospetto. Le vittime sono i minori e non chi ne abusa.
 
In adesione alla “Convenzione sui diritti dell’infanzia” approvata dall’ONU nel 1989 (e ratificata dall’Italia nel 1991), nel nostro Paese c’è una legge, la n. 269/1998, “Norme contro lo sfruttamento della prostituzione, della pornografia, del turismo sessuale in danno di minori, quali nuove forme di riduzione in schiavitù”, alla quale si sono aggiunte modifiche nel 2006 (legge n. 38 e legge n. 146), perseguendo anche i reati di cittadini Italiani commessi all’estero. E si aggiungono anche le “Misure contro la tratta di persone” (legge 228/2003).
 
Esemplare la prima sentenza in Italia per reati commessi all’estero nel 2007. Così come il caso dell’Italiano condannato l’anno scorso in Colombia per pedofilia anche grazie all’organizzazione per la difesa dei diritti dei bambini Terre des Hommes, attiva in Colombia come in altre parti del mondo, tra cui l’Italia.
 
In Italia siamo in attesa della ratifica anche della “Convezione del Consiglio d’Europa per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e gli abusi sessuali” (Convenzione di Lanzarote), per ora solo firmata. Con essa si introducono strumenti più efficaci per combattere pedofilia e pedopornografia.
 
Certamente non è abbastanza. Ma soprattutto dal punto di vista della prevenzione (un punto che la citata Convenzione mette in risalto). Ovvero informazione, sensibilizzazione e vigilanza.
 
In realtà la prevenzione comincia da ognuno di noi. Da chiunque ha a cuore il benessere dei bambini. Abbiamo il dovere di fare qualcosa, secondo le nostre possibilità e capacità. Ognuno di noi deve sentirsi coinvolto in questa battaglia che può e deve essere vinta. Facendo prendere coscienza dello spregevole fenomeno nelle scuole, nelle varie associazioni, nei media, tra gli amici. Segnalando i casi di cui si viene a conoscenza alle autorità competenti e alle organizzazioni a difesa dei minori. Promuovendo campagne per un maggiore impegno delle istituzioni e ogni altra legittima azione contro questa odiosa attività.
 
In tutto ciò l’industria turistica ha una grande responsabilità. Ad agenzie di viaggio, tour operator, compagnie aeree, aeroporti, hotel, etc. si chiede di adottare ogni possibile misura per combattere lo sfruttamento sessuale dei minori nel campo turistico. Da parte dei turisti si chiede di viaggiare con aziende che abbiano esplicite regole contro il turismo sessuale verso i minori. E che spingano il proprio agente di viaggio ad adottare, se non le ha già, regole chiare contro questo ignobile mercato.
 
Terre des Hommes ed ECPAT (End Child Prostitution, Pornography and Trafficking), un’altra organizzazione internazionale per la protezione dell’infanzia, in occasione dei mondiali 2010, hanno promosso insieme il “Codice di Condotta contro il turismo sessuale”.
 
Firmato anche dal Comune di Roma (prima capitale al mondo ad aderire), il Codice si è inserito in un’ampia campagna contro la tratta dei minori. Il Codice, ideato dalla sezione svedese di ECPAT nel 1996 e lanciato nel 1998 è uno strumento di autoregolamentazione e Responsabilità Sociale d’Impresa per l’industria turistica. Richiede ai tour operator di sensibilizzare e formare dipendenti, viaggiatori, fornitori di servizi (hotel, linee aeree, aeroporti, etc.). Un aiuto per promuovere un turismo che rispetti l’infanzia. I firmatari si impegnano a proteggere i bambini dallo sfruttamento sessuale nelle destinazioni turistiche. Oltre che a favorire la vera natura del turismo, “rigeneratrice e non distruttrice”. I criteri sono:
  1. Creare un regolamento interno sullo sfruttamento sessuale commerciale dei bambini
  2. Formare il personale in patria e nei Paesi di destinazione
  3. Introdurre nei contratti con i fornitori una clausola specifica di comune rifiuto dello sfruttamento sessuale commerciale di minori
  4. Fornire informazioni ai viaggiatori tramite i propri cataloghi, brochures, spot, ticket jackets, siti Web ecc.
  5. Fornire informazioni alle persone chiave che lavorano nei Paesi di destinazione
  6. Produrre un rapporto annuale su queste attività
 
Un altro strumento utile che si segnala è il corso di formazione contro il turismo sessuale con i minori. Organizzato da ECPAT, parte di un progetto finanziato dalla Commissione Europea. Un corso online, veloce e gratuito, al quale può partecipare chiunque sia interessato.

Per ulteriori informazioni sul cosiddetto turismo sessuale si segnala anche l’altro sito dell’ECPAT “Viaggi da non fare”.

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