Un tardo pomeriggio, in una Bologna stanca, nervosa. Afa rarefatta, sole intenso ma incerto. Incontro Cristiano Governa e ancora non so bene cosa dire, come le idee frullano ma non si fermano. Qualcosa da bere, occhi vivaci che guardano ovunque, cercano.
Giornalista, collabora con l’inserto ‘Centro Nord’ del Sole24Ore, ma ha scritto per diversi quotidiani e periodici tra cui le edizioni cittadine de La Stampa (Il Domani di Bologna), La Repubblica e Il Corriere di Sera.
Scrittore, ha pubblicato diversi racconti, l’ultimo in ordine temporale nella raccolta curata da Giulia Belloni ‘Giovani Cosmetici’, Sartorio, 2008 (‘Come Mork e Mindy’) e romanzi, tra i quali ‘Il catechista’, Aliberti editore, 2007 ( su Carmilla).
Infine numerose collaborazioni con la Cineteca di Bologna, il Centro Internazionale della Canzone d’Autore, ha curato rassegne, corsi di scrittura (maggiori dettagli su wikipedia).
Prendi la cronaca nera di un quotidiano, una famiglia su cinque fra quelle che si credono “improvvisamente colpite dal male” ci vivevano già nel male e ci stavano da Re; ne parlano come di un sogno infranto, ne hanno nostalgia quasi.
[…] Non abbiamo nemmeno più dittatori seri, reazionari o boia etnici ai piedi dei quali strisciare, ma agenzie di moda, fattucchiere televisive, consulenti d’immagine, calciatori, veline… Non adoriamo Hitler o Stalin, ma dei Gianni e Pinotto armati fino ai denti, intrattenitori mediatici, piccoli animatori turistici prestati al teatrino del potere, paragoni di pagine d’autore.
(pag.178 – Il catechista)
Il mio primo sc(i)ncontro con Cristiano Governa risale alla lettura proprio de ‘Il catechista’ e prima ancora di ‘Come Mork e Mindy’. E proprio dal romanzo pubblicato da Aliberti si intuisce un preciso approccio, spiegato dall’autore stesso in un’intervista:
Ebbene sì, sono anni che di fronte a qualunque libro presentato, film girato o disco registrato, sento gli autori affermare che il loro intento era quello di portare “…un contributo di ottimismo e di speranza. Ché ce n’è tanto bisogno”.
Ma siamo sicuri? No, perché io, devo dirvi la verità, di certi ottimismi per endoscopia ne avrei un po’ abbastanza. E se ci fosse bisogno di scoramento? […] E se dunque, per concludere, accettare la sconfitta, la catastrofe della contemporaneità fosse un modo più efficace per fare luce e guardare avanti? Per ripartire?
Ma poi, dov’è che vorreste andare?
(Fonte: Carmilla)
Le narrazioni però, ho scoperto col tempo, sono una delle tante espressioni di un uomo acuto, sensibile, che non sconta nulla anzi, e vive tra notizie e storie intensamente, con onestà e spirito critico (quel tipo di criticità che è figlia della consapevolezza, del ragionare e decidere).
interessantissima intervista. Complimenti!
26/06 13:17 - ThePopuli.itTaxes driver [parte seconda] - 4 Feb.
Taxes driver [parte prima] - 3 Feb.
La sottile linea gialla - 16 Gen.