• lunedì 13 febbraio 2012
  • Agoravox France Agoravox Italia Agoravox TV Naturavox
  • Fai di AgoraVox la tua homepage
  • Contatti
AgoraVox Italia
NOVITÀ
Agoravox TV
  Home page > Attualità > Cronaca > Terremoto dell’Aquila: la distruzione e la diaspora
di errico centofanti mercoledì 1 luglio 2009 - 5 commenti oknotizie
6%
Articolo interessante?
 
94%
(35 Voti) Votate quest'articolo
  • Fare una donazione
  • Stampa
  • Lasciare un commento
  • Marquer et partager

Terremoto dell’Aquila: la distruzione e la diaspora

In cima a una collina, sulla linea di confine tra Francavilla e Pescara, hanno impiantato gli spalti e il palcoscenico di un teatro all’aperto per mettervi in scena “Le Troiane” di Euripide nella fascinosa interpretazione diretta da Claudio Di Scanno. Lo spettacolo, prodotto da Drammateatro, che è la miglior formazione attualmente attiva in Abruzzo, è bellissimo e chiunque ne avesse la possibilità farebbe bene a non lasciarselo sfuggire. Per chi vive all’Aquila o, piú precisamente, accanto a quel che ne resta, dovrebbe trattarsi di un momento d’evasione dalla tragica quotidianità in atto dopo il terremoto del 6 Aprile.

 
All’Aquila, da quasi tre mesi, in ambito domestico o lavorativo o in qualsiasi altro, non c’è una sola conversazione che non ruoti intorno al terremoto. Sebbene governanti e mass-media veicolino rappresentazioni trionfalmente rassicuranti, la realtà di ogni giorno, le prospettive e le coscienze sono tutt’altro che normalizzate. Il trauma del 6 Aprile e le sue conseguenze intridono e condizionano, senza scampo, la vita quotidiana di tutti. Si vorrebbe, ogni tanto, non star lí a rimuginare sui morti, sui crolli e sul profluvio di speranze cessanti e disillusioni emergenti. Tornare a teatro, dopo tanto tempo, avrebbe potuto aiutare a “staccare la spina”, almeno per un po’. È andata diversamente. Perché, ovviamente, il teatro, prima ancora che per sviluppare emozioni estetiche, è fatto per eccitare gli spettatori alla riflessione, a riflettere su se stessi e sul proprio ruolo nel seno della comunità.
 
Come accade per qualsiasi opera d’arte, le motivazioni e le intenzioni dei drammaturghi e degli artisti che reinventano scenicamente i copioni non compongono mai strutture rigide, che in loro stesse trovino ragione e definizione, ma creano sistemi di pensiero aperti e flessibili, dai quali la sensibilità di ciascuno può e deve trarre materia per liberare i propri flussi ragionativi. Il testo di Euripide racconta una storia già allora antichissima, cioè il crudele dopo-guerra imposto dai greci ai troiani, ma in realtà intende suscitare l’indignazione dei propri concittadini a fronte delle analoghe tragiche crudeltà appena perpetrate nell’isola di Melo. Claudio Di Scanno focalizza la sua messinscena sulla tragedia della deportazione delle donne troiane, tratteggiandola in modo da farne la metafora di quella sconfitta della civiltà che sono le deportazioni a noi contemporanee, a cominciare da quelle di matrice nazista. Tra gli spettatori c’è chi, recando dentro di sé il prima il durante e il dopo del terremoto, s’ingegna a interagire con lo spettacolo facendone, inevitabilmente, “Le Troiane” nell’epoca della loro riproducibilità sismica.
 
È fin dalle prime battute, quando Poseidone dice «addio, città che un giorno fosti felice; addio,bella cerchia di torri», che la tragedia del dopo-guerra troiano comincia a trascolorare in metafora del dopo-terremoto aquilano. Piú tardi, Ecuba, superlativamente impersonata da Susanna Costaglione, mentre dal trono regale va precipitando nella deportazione in terra straniera, dirà, davanti le mura abbattute di Troia: «il tuo gran nome perderai presto; distrutta, tu cadi; e noi strappano schiave dalla patria». Stanno qui gli aspetti piú terribili del dopo-terremoto aquilano: la gravissima (e probabilmente irrimediabile) distruzione del centro storico e la diaspora (quasi certamente definitiva) imposta a tutti i suoi abitanti.

pagina successiva >>

di errico centofanti mercoledì 1 luglio 2009 - 5 commenti oknotizie
6%
Articolo interessante?
 
94%
(35 Voti) Votate quest'articolo
  • Fare una donazione
  • Stampa
  • Lasciare un commento
  • Marquer et partager

Parole chiave

Abruzzo

Commenti all'articolo

Lasciare un commento


(Per creare dei paragrafi indipendenti, lasciare fra loro delle righe vuote.)

Attenzione : questo forum è uno spazio di dibattito civile che ha per obiettivo la crescita dell’articolo. Non esitate a segnalare gli abusi cliccando sul link in fondo ai commenti per segnalare qualsiai contenuto diffamatorio, ingiurioso, promozionale, razzista… Affinché sia soppresso nel minor tempo possibile.

Sappiate anche che alcune informazioni sulla vostra connessione (come quelle sul vostro IP) saranno memorizzate e in parte pubblicate.

I 5 commenti che ricevono più voti appariranno direttamente sotto l’articolo nello spazio I commenti migliori

Un codice colorato permette di riconoscere :

  • I nuovi iscritti
  • I reporter che hanno già pubblicato un articolo
  • L’autore dell’aritcolo

Se notate un bug non esitate a contattarci.

Pubblicità

Pubblicità

Sondaggio

Siete d’accordo con l’iniziativa #occupyscampia?


Voter

Palmares

Pubblicità

  • Groupe Agoravox sur Facebook
  • Agoravox sur Twitter
  • Agoravox sur Twitter
  • Agoravox Mobile

AgoraVox utilizza software libero: SPIP, Apache, Debian, PHP, Mysql, FckEditor.


Sito ottimizzato per Firefox.