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di Dino Brancia (sito) sabato 5 settembre 2009 - 6 commenti oknotizie
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Roma. La discarica di Malagrotta, la più grande d’Europa, è al collasso

Comune di Roma, XVI Municipio quartiere Malagrotta, oltre alla discarica più grande d’Europa e al futuro gassificatore ci sono: un inceneritore per i rifiuti ospedalieri, una raffineria e quattro impianti per lo stoccaggio dei carburanti. Tutte strutture che secondo la legge Seveso del 1999 vanno monitorate. Il gassificatore di Roma, che è ancora sotto collaudo e sembra sia finito sotto l’occhio della magistratura, è costato all’imprenditore proprietario del terreno circa 350 milioni di euro, la metà della spesa, sembra essere stata recuperata con il contributo dello stato sul Cip6 e smaltirà fino a 500 tonnellate di combustibile da rifiuti al giorno e genererà energia per 36 megawatt che verranno venduti sul mercato. Praticamente la sua lungimiranza ha pagato tre volte.

La poca lungimiranza, la miopia permanente che contraddistingue i politici italiani e il modo superficiale con cui affrontano le emergenze, porta alla situazione in cui versa la Capitale e l’Italia. Circa 30 anni fa si presentò, alle allora dirigenze, il problema di rintracciare un’area per smaltire i rifiuti urbani prodotti nella capitale, che cresceva demograficamente sempre di più e nella Provincia, anch’essa in crescita, e, a tal fine, si rivolsero ad un imprenditore, lungimirante, per avere in locazione i circa 240 ettari di terreno, per allestire una discarica.

I politici di allora, come i politici di oggi, si dimostrano lungimiranti solo quando si tratta di curare i loro profitti ma lo sono poco quando si tratta di salvaguardare la collettività, la salute pubblica, nonché le tasche dei contribuenti, che si trovano a pagare tasse sempre più alte a fronte di servizi di cattiva qualità. 
 

L’ imprenditore aveva, nella zona di Malagrotta, circa 240 ettari di terreno che mise a disposizione degli amministratori della Regione Lazio, del Comune di Roma e della Provincia, con un guadagno non quantificabile come si può evincere dalla trasmissione Reporter in onda su rai tre
 
In questa montagna, tutt’oggi, ci finiscono i rifiuti di Roma, Ciampino, Fiumicino e della Città del Vaticano, ogni giorno vengono scaricate tra le 4500 e le 5000 tonnellate di rifiuti urbani, inoltre, ci sono: un inceneritore per i rifiuti ospedalieri, oltre a circa 330 tonnellate di fanghi e scarti di discarica prodotti ogni anno, in più vengono smaltiti anche i rifiuti speciali degli aeroporti di Ciampino e Fiumicino.

Senza un vero programma di smaltimento e con la raccolta differenziata, tanto di tendenza nel momento delle elezioni, che avanza a ritmi del tutto insufficienti rispetto alla produzione giornaliera di rifiuti, nel tempo, quello dei rifiuti, è divenuto un problema spinoso per tutti gli amministratori che si sono succeduti al Comune, alla Provincia e alla Regione tanto che, ad un certo punto, si è pensato di risolvere il problema con il commissariamento della gestione. Dopo  9 anni di commissariamento straordinario, in realtà, la situazione non è migliorata affatto.
 
Sembra che l’unica soluzione da adottare sia quella di continuare a nascondere le tonnellate di rifiuti sotto un tappeto di terra, proprio come fanno le collaboratrici domestiche quando non hanno tempo sufficiente per fare le pulizie per cui sono pagate, con una differenza, da non trascurare, che queste persone lavorano per circa 10euro l’ora e questo può accadere per una volta, se il datore di lavoro si accorge della birichinata, rischiano il posto di lavoro.
 
Mentre invece, i politici con il loro modo superficiale di gestire la cosa pubblica, contribuiscono ad avvelenare e portare alla morte i cittadini. E per questo modo sconsiderato di fare politica percepiscono compensi stratosferici e nessuno li manda via, anzi se qualche volta l’elettore prova a non riconfermarli, loro, i politici hanno sempre posti di rilievo riservati ai trombati di turno con la conseguenza che questo diventi un male incurabile difficile da sdrucire.

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Discarica Rigassificatore

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