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Reno-Westfalia: il rigore perde anche in Germania

Dopo i risultati elettorali di Francia e Grecia anche quelli che provengono dalla più grande regione federale tedesca il Reno-Westfalia costituiscono un terremoto politico che farà sentire le proprie scosse nei giorni e nei mesi a venire. Secondo le proiezioni basate sugli exit poll delle tv Ard e Zdf di solito molto precise, dopo il voto che si è tenuto domenica: la CDU della Cancelliera Angela Merkel scenderebbe rovinosamente dal 34% al 25,5-26% mentre la Spd si attesterebbe intorno ad un inaspettato 39%. Si tratta da un lato di una forte affermazione della governatrice uscente, Hannelore Kraft già a capo della popolosa (13 milioni di abitanti) regione della Repubblica Federale, e dall’altro della disfatta di Norbert Roettgen ministro federale dell’Ambiente e merkelliano di ferro capolista della CDU per questa tornata elettorale.

Tra gli altri partiti i Verdi si trovano stabili al 12%, i liberali si attestano ad un lusinghiero 8,5%, i Pirati la forza antisistema si piazzano al 7,5% mentre la sinistra radicale Linke si ferma al 2,5% collezionando un magrissimo risultato. A seconda dei punti di vista si tratta di una vittoria storica per la SPD, il più antico partito della sinistra europea, o di una disfatta epocale (politica prima che elettorale) per la CDU. A bene veder infatti queste elezioni non mettevano in gioco solamente la maggioranza del Landtag del Reno – Vestfalia ma costituivano l’ennesima cartina di tornasole del gradimento dei tedeschi sulle politiche rigoriste imposte da Angela Merkel al resto dell’Europa.

Il risultato che proviene dalle urne se fosse confermato risulterebbe molto significativo in quanto sancirebbe una prima crepa tra i disegni dell’esecutivo, improntati a politiche di austerità e l’elettorato tedesco. Fino ad adesso si era detto che più che il governo federale erano gli stessi contribuenti tedeschi a non essere disposti a ripianare i debiti degli stati europei meno virtuosi. Ora si ha plasticamente la percezione di come non si possa tirare troppo la corda. Da domani Francois Hollande e Mario Monti avranno più possibilità di chiedere un cambio di passo ad Angela Merkel, le cui politiche di rigore sembrano ormai accontentare solo il suo governo.

Provocare la fuoriuscita della Grecia dalla moneta unica, oppure imporre politiche che generano periodi troppo lunghi di recessione negli altri mercati europei forse paga nel breve periodo ma non in quello medio lungo. Adesso anche i tedeschi stanno per accorgersene. Speriamo non sia troppo tardi. 

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