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Radicali, fiducia e voti. Io Segretario d’Aula alla Camera del PD vi spiego come è andata

La notizia è che Berlusconi perde 4 deputati della maggioranza e scende a quota 316 cosa che gli renderà ancora più impossibile governare fuori dai voti di fiducia. 

Siccome però noi siamo la reincarnazione di Tafazzi il punto centrale del nostro dibattito (si fa per dire) è l'ennesima querelle con i radicali. Bene allora le cose stanno così: tutti noi sapevamo che l'impresa di far mancare il numero legale era un'impresa quasi impossibile
 
Occorreva che al netto di tutte le defezioni dichiarate nella maggioranza, altri tre deputati non votassero la fiducia. Tutti sapevamo che gli unici tre che avrebbero potuto farlo (perché in numerose sedi avevano manifestato tale dubbio) erano Milo, Pisacane e Sardelli. Occorreva che tutti e tre non votassero la fiducia (non uno o due, ma tutti e tre). La sorte ha voluto che fosse sorteggiata per la chiama la lettera "S". Quindi dopo pochi minuti il primo ad essere chiamato è stato Sardelli che non ha votato. Ho sperato davvero che tra i tre ci fosse un accordo ed ho atteso il momento di Milo. Purtroppo Milo alla chiamata ha risposto votando "Sì". A quel punto a tutti coloro che conoscevano la situazione è stato chiaro che la partita era chiusa. 
 
La chiama è andata avanti e, a pochi voti dalla fine della prima chiama, sono arrivati i radicali e poi le minoranze linguistiche che hanno votato no. Dopo il voto del primo radicale (Beltrandi) ci sono stati 17 deputati della maggioranza che hanno votato "Sì". Erano tutti deputati che certamente avrebbero votato sì, tra cui molti membri del governo. 
 
Alla fine della prima chiama, sono entrato in Aula mi sono recato dagli uffici della Presidenza (che sono, ovviamente, neutri e che non contano a mano ma leggono il risultato elettronico i quali mi hanno comunicato l'esito del voto al termine della prima chiama: 322 votanti. 315 "sì" e 7 "no" (5 radicali e 2 minoranze linguistiche). Questo vuol dire che al termine della prima chiama la maggioranza aveva ottenuto il numero legale da sola a prescindere da coloro che avevano votato "no". 
 
Nella seconda chiama un solo deputato si aggiunge a quelli che avevano votato nella prima chiama: Pisacane (irrilevante ai fini del numero legale) e così la maggioranza sale a 316. Questi sono i numeri ed i fatti veri, ufficiali. 
 
Conosco i radicali. So perfettamente che se si riuniscono per decidere su una questione di tale importanza lo fanno ben consapevoli di cosa potrebbe comportare il loro voto, quindi sono certo che avrebbero votato (magari non tutti convinti) anche se invece fosse stato chiaro che il loro voto sarebbe stato determinante. Ritengo questa scelta come quella sulla fiducia a Romano una cazzata assoluta ma in questa come nell'altra occasione è evidente che la cazzata non è stata in alcun modo decisiva. 
 
Aggiungo che ho trascorso (e non da solo) circa trenta ore (notte compresa) a organizzare tutto fin nei minimi dettagli per garantire una possibile vittoria e che questa decisione dei radicali ha reso la circonferenza delle mie palle ben più ampia dell'asteroide che doveva colpire la terra. Ma facciamo tutti politica (o almeno così dovrebbe essere...) ed abbiamo il dovere di guardare i fatti. 
 
I fatti dicono in modo incontrovertibile che la scelta dei radicali è stata del tutto ininfluente. Alla luce di questo avrei sperato in un coro di dichiarazioni che mettessero in risalto l'ulteriore indebolimento di Berlusconi. Ed invece no. È partita, guidata dalla solita Bindi la caccia al radicale (chissà se dopo questa nota non toccherà anche a me da parte del Presidente del Partito...). 
 
La delegazione radicale (che è tale per accordo convenuto ad inizio legislatura con i vertici del Partito e che quindi si presuppone abbia già in origine un suo livello di autonomia) si è autosospesa dal gruppo (aggiungendo un ulteriore grado di autonomia nelle scelte) in attesa di un chiarimento politico con i vertici del PD. Questo chiarimento non c'è mai stato
 
Come ricorderete subito dopo il caso Romano, dopo un incontro con la Presidenza del Gruppo, sia i radicali sia Franceschini avevano ritenuto indispensabile che maturasse, attraverso un incontro con i vertici del PD, tale chiarimento politico. Questo non è mai accaduto. Se questo impegno assunto con loro vi fosse stato forse, ripeto forse, oggi le cose sarebbero andate diversamente. Invece siamo qui di nuovo ad ascoltare il moltiplicarsi di labbra che pronunciano la parola "espulsione". 
 
No chi pensa di risolvere i problemi politici con le scorciatoie regolamentari e con le punizioni esemplari non solo non troverà mai il mio consenso ma dimostra pochezza in termini di lungimiranza politica e mette a serio rischio il disegno originario del PD. Ho detto questo quando la questione riguardava una delle persone più lontane dalle mie idee politiche, come la Binetti, lo ribadisco a maggior ragione in questa occasione. Oggi sono i radicali e con lo stesso sistema domani potrebbe essere il dissidente Follini, il rottamatore Renzi, il conservatore Ichino e magari anche molto più modestamente il sottoscritto... 
 
Abbiamo iniziato la legislatura che eravamo più di 220, oggi siamo 205. Mi torna in mente quella filastrocca che fa: se prima eravamo in dieci a cantare mapin mapon ora sono rimasto solo a cantare mapin mapon.... Spero che la notte porti un generale rinsavimento! Sono stanco... Me ne vado a letto e.... "l'ultimo chiuda la prota!"
 
Roberto Giachetti - Deputato e Segretario d'Aula Gruppo PD
Questo articolo è stato pubblicato qui

Commenti all'articolo

  • Di Damiano Mazzotti (---.---.---.68) 15 ottobre 2011 09:58
    Damiano Mazzotti

    A forza di cazzate ininfluenti si è distrutto il nostro bel paese....

    Comunque è chiara anche la responsabilità dei vertici del PD che non ha saputo dialogare e negoziare..

    Come è vero che pochi sottolineano l’ulteriore indebolimento del governo Berlusconi...

    Come ai tempi di Mussolini capiremo troppo tardi e gli italiani saliranno sul carro del prossimo vincitore quando qualcuno dall’estero ci verrà a dare una mano...

    Non ci resta che sperare che almeno stavolta ci sia più di uno di origine italiana...

    Se fossi stato il Presidente della Repubblica avrei fatto cadere questo governo e avrei fatto nascere il primo governo tecnico italiano e forse europeo affidato a un premio Nobel:

    Carlo Rubbia, che è stato "mobbizzato" per la sua coerenza e la sua critica della vecchia e sporca energia nucleare (in tutti i sensi, affaristico e per le radiazioni delle scorie).

  • Di (---.---.---.38) 15 ottobre 2011 10:09

    Questo articolo, veramente ottimo (bravo Giachetti), mette in luce una volta per tutte due cose:

    1) tutta la balla dei radicali che avrebbero aiutato il governo era - appunto - una balla. Se 322 parlamentari avevano già votato - fra cui 7 radicali+altri e il quorum era a 315 vorrei chiedere a chi ha sollevato tutto il casino se è solo ignorante (cioè non sa contare) oppure se è in malafede.

    2) Il fatto che la Bindi e altri ex popolari si siano scatenati così ci dice, inequivocabilmente, che c’è un profondo astio CATTOLICO verso l’unica forza politica presente in Parlamento indisponibile agli inciuci con Santa Madre Chiesa.

    Contro i talebani de noantri, ai radicali va tutta la mia solidarietà.

    • Di daddo (---.---.---.125) 15 ottobre 2011 10:52

      un’ignoranza così sarebbe offensiva per chiunque, a contare si impara almeno alle elementari, alcuni parlamentari possono aver anche disimparato nel frattempo ma non credo perché almeno la grana se la san contare eccome! Malafede, non c’è dubbio, e tu stesso indichi perché! Solo un appunto però, i radicali presenti e votanti erano solo 5, non 7 

  • Di (---.---.---.92) 15 ottobre 2011 10:15

    Non vuol dire niente se i loro voti, o presenza, non hanno contato sul risultato finale, ma è una questione di coerenza politica e di rapporti con il Pd.Per me hanno fatto la solita "cazzata" per far vedere che loro sono"diversi". Grazie radicali.

  • Di (---.---.---.38) 15 ottobre 2011 13:20

    intendevo 7 (cioè 5 radicali) + 2 (svp)

  • Di paolo (---.---.---.96) 15 ottobre 2011 13:35

    A Di Daddo voglio dire che il Presidente della Repubblica ha il potere di sciogliere le camere in base all’art.88 della costituzione ,quando sussistano , tra le altre , una situazione di forte crisi economica mal gestita dal governo oppure una assenza di maggioranza parlamentare che determini una palese ingovernabilità . Ci sono poi alcune restrizioni temporali in ragione della scadenza del suo mandato e la prassi costituita di sentire prima il parere dei due presidenti delle camere .

    Quindi non è vero che Napolitano non ha questo potere , c’è solo da stabilire se sussistano o meno i requisiti per farlo .
    A mio modestissimo parere direi di si (ad abbundantiam) ma l’attuale presidente , contrariamente alla decantata stima diffusa che ci propinano i media , non ha né la statura morale né politico istituzionale per farlo .Ci regala soltanto generici richiami e appelli alla solidarietà che lasciano , per la loro scontatezza ,il tempo che trovano ,mentre la barca affonda.
    In una situazione di emergenza istituzionale come questa ci serviva ben altro .

    • Di daddo (---.---.---.125) 16 ottobre 2011 12:07

      Orpo, hai ragione! Ma:
      1 "DI" ci sarai, I’m the original :))
      2 il presidente della camera c’era punto andato da Napolitano mi pare non più di 10 giorni fa, o forse proprio per il default sul bilancio dello Stato, ma, tant’è, Napolitano, che credo sappia e sappia incarnare il suo ruolo di garanzia e di esser presidente degli italiani di ogni schieramento, non so perché ha ritenuto di mandare, questo sì, una sorta di comunicazione alle camere, mi pare neanche in veste ufficiale ma sottoforma di dichiarazione alla stampa. E credo anche che, poichè l’ordinamento è fatto anche di equilibri di poteri, finché qualcuno non li spazza via, che se pure la maggioranza è risicata alla camera (e comunque c’è) al senato è più ampia e, anche, Schifani non è Fini. Quindi che doveva fare Napolitano? Sciogliere solo la Camera, cosa anche ammessa, ma su basi soggettivissime del pensiero di una parte del paese, contro un governo che ha avuto a suo tempo più del 60% dei voti, tagliando in due la funzione parlamentare, per avere così: lo stesso governo di berluscones ancora più accanito che mai, lo stesso senato, e nuove elezioni solo per la camera, così magari a trovarsi in una situazione di parlamento fatalmente paralizzato dove senato e camera si bocciano le leggi a vicenda? Una tale situazione, oltre che portare presto il paese finanziariamente e istituzionalmente ai livelli del burkina faso, avrebbe probabilmente prodotto anche una guerra civile.
      3 come vedi, voler fare sempre il ct della nazionale davanti al televisore, è sport nazionale, e potrebbe anche andar bene finché rimane un hobby 

    • Di daddo (---.---.---.125) 16 ottobre 2011 12:13

      e comunque quello che avevi detto di Napolitano prima era che doveva far cadere il governo, non sciogliere le camere, che è un’altra cosa ma comunque, a mio parere, impraticabile...

    • Di (---.---.---.91) 16 ottobre 2011 17:27

      Attento Paolo a discutere con i radicali, sono privi di qualsivoglia logica politica, conoscono solo quella dell’arraffamento del potere ad ogni costo e questa è la spiegazione del fatto che i gruppi parlamentari da destra a sinsitra sono pieni di ex radicali, l’unico rimasto al suo posto è Pannella, il capo spirituale di tutti non ha mai avuto bisogno di cambiar partito per essere al centro della scena.

    • Di daddo (---.---.---.125) 16 ottobre 2011 17:32

      gran bell’anonimo di un attenzionatore, è facile nascondersi dietro l’anonimato per sparger fango gratuitamente. vergognatene! 

    • Di (---.---.---.91) 16 ottobre 2011 18:56

      Ti rode e ti attacchi all’anonimato!?! perché cosa cambia se dico che mi chiamo gennaro esposito?!?

    • Di (---.---.---.91) 16 ottobre 2011 19:00

      e tu che ti firmi daddo chi saresti!?!?

    • Di daddo (---.---.---.125) 16 ottobre 2011 19:09

      mi dispiace che butti fango gratuitamente gennaro esposito, è un gesto vile gennaro esposito! non m’importa se ti chiami così o meno, ma se hai un cavolo di nickname, usarlo permette a tutti di vedere la qualità di altri tuoi eventuali "illuminanti" e spero non calunniosi interventi, così ci si può fare anche un’idea del tuo non essere o essere solo un quaquaraqquà 

    • Di (---.---.---.92) 18 ottobre 2011 18:43

      Che ti dicevo Paolo? proprio come sostieni tu "... prima ti trascinano al loro livello e poi ti battono per l’esperienza.

  • Di urighi (---.---.---.62) 15 ottobre 2011 15:18

    I due delle minoranze linguistiche sono entrati dopo aver visto entrare i radicali.....

    • Di daddo (---.---.---.125) 16 ottobre 2011 11:42

      certo, in una fila di gente c’è chi entra prima e chi dopo. è scontato. in più hanno dichiarato di aver già deciso da tempo se votare e come. Ma poi, davvero è incredibile questa ostinazione alla ricerca del capro sacrificale, innocente per giunta. Ma perché nessuno ha speso una virgola su un blog o un giornale per prendersela con Scilipoti, Razzi e l’IDV che ce li ha portati in Parlamento? Qualcuno ha ancora un po’ di senso critico o quando si apre la caccia al radicale (l’ha aperta la Bindi già alleata con l’IDV alla prossima tornata per corteggiare Casini?) tutti impugnano il fucile? 

  • Di (---.---.---.172) 15 ottobre 2011 18:46

    Avevo scritto un commento, ma sembra che sia stato censurato.
    Se questo è l’andazzo, anche la libertà di pensiero consentita dal nuovo rivoluzionario strumento di comunicazione, diventa molto incerta, specie se affidata a gruppi o a persone ideologicamente e dogmaticamente schierate..
     Dalla sponda ereticale . Roel

    • Di Francesco Raiola (---.---.---.222) 15 ottobre 2011 21:49
      Francesco Raiola

      Caro Roel nessuna censura da parte nostra, probabilmente avrà avuto un problema tecnico (o lo avremo avuto il sito). Provare a chiedere invece di gettarsi in fantomatiche accuse? Se non contiene contenuti offensivi non cancelliamo alcun commento, anzi la invitiamo a ripostarlo.

      Grazie
  • Di Sandro kensan (---.---.---.220) 15 ottobre 2011 22:30
    Sandro kensan

    Bene, mi pare che adesso le cose siano più chiare. Però i radicali potevano rendere più semplice la vita a uno come me che vuole capire come sono andate le cose, semplicemente non andando in aula. Invece ci sono andati scatenando i teodem o i clericali, che hanno fatto un sacco di confusione e confondendo pure me.

    Detto questo secondo me era meglio unirsi ai bacia-preti e lottare insieme anche se la battaglia era persa.

  • Di Giuseppe D’Urso (---.---.---.85) 16 ottobre 2011 18:29

    Il problema cari signori è che la sinistra (o in questo caso l’opposizione) no ha bisogno di Berlusconi nè dei berluscones per farsi del male.La cosa grave è che il male prodotto da questi incapaci si ripercuote sugli italiani. Certo siamo messi proprio male se bisogna far ricorso alle strategie regolamentari per mettere in crisi il governo! La sinistra, e ricomprendo in essa anche quella parte dei radicali che è stata eletta nelle liste del PD, non ha alcuna capacità di coesione. Ci sono le prime donne che appaiono come per incanto a dire sciocchezze. Tutto ed il contrario di tutto. Veltroni vuole il governo tecico, Bersani non l’ho ancora capito; D’Alema è troppo filosofo ed etereo per parlare alla base e così via.
    Sta di fatto che l’incapacità del dialogo e laprepotenza degli autoreferenziati hanno creato un’ulterore spaccatura che, in definitiva fa solo comodo al Berlusconi ed ai sui accoliti.
    La prossima mossa sarà il processo breve, saranno le intercettazioni e qualche altra sciocchezza che interessa qualcuno non ben definito, ovviamente lo faranno con la fiducia e gli strateghi del PD dovranno trovare qualcuno e qualcosa con cui prendersela.
    In ogni caso, ritengo comunque di censurare il comportamento dei radicali perchè se si fa parte di un gruppo ed è in gioco la credibilità di quel gruppo anche se non se ne condivide la stategia si deve assecondare la scelta se non altro per spirito di appartenenza accomunati, in tal caso, dall’idea di metere in crisi questo governo.

    • Di daddo (---.---.---.141) 17 ottobre 2011 13:35

      da http://www.emmabonino.it/news/9651


      SELEZIONE AGENZIE DI LUNEDI 17 OTTOBRE

      RADICALI/BONINO: "CAPRO ESPIATORIO DI OPPOSIZIONE SENZA POLITICA"

      Italpress - "L’accoglienza riservata a Pannella nella manifestazione di sabato è il frutto delle falsità e delle bugie date a milioni di persone, come ha fatto ancora ieri sera Fabio Fazio, senza avere la minima possibilità di dire nulla. Si tratta di uno spaccato rabbioso e furibondo guidato da giornali e politici frustrati perché ancora una volta la politica della trappola parlamentare, inventata questa volta da Casini, per l’ennesima volta è fallita. Ed è l’unica politica che hanno in comune, dal momento che su tutto il resto, dalla riforma elettorale, all’economia, alla giustizia, alla politica estera, i partiti dell’opposizione non sono d’accordo su nulla. A tenerli insieme è solo la caccia a Berlusconi dal momento che poi, come dice Enrico Letta, sono pronti a fare un governo Maroni, Alfano, Casini,Bersani". Lo ha detto a Radio Radicale la vicepresidente del Senato Emma Bonino. "Avendo perso per l’ennesima volta - ha detto Bonino - avevano bisogno di un capro espiatorio su cui riversare tutta la loro rabbia e impotenza e, invece di combattere questo governo già morto e nefasto con la contrapposizione di un progetto politico, siamo alle imboscate. Ma quando si ragiona per calcoli e non per convinzioni, sarebbe almeno il caso di farli bene questi calcoli".

      "Io avevo detto a Rita Bernardini che personalmente non avrei partecipato alla prima chiama - ha spiegato ancora la vicepresidente del Senato - perché ritengo che questo governo senza maggioranza politica deve trovarsi da sé quella numerica, e poi perché era evidente che, in particolare se avessero fallito ancora una volta, avrebbero dovuto scaricare sul capro espiatorio radicale tutta la valanga della loro frustrazione e della loro prepotenza arrogante, e che noi saremmo stati messi in condizioni di non poter neanche reagire e di essere vittime solo di palate di disinformazione. Siccome l’obiettivo delle opposizioni è far fuori i radicali, io non penso che sia segno di mediocrità decidere che magari in qualche trappola non si cade, quindi avrei fatto un altro tipo di valutazione".

  • Di paolo (---.---.---.24) 17 ottobre 2011 19:31

    Di daddo ,tornando a bomba ,avevo detto che il Presidente può sciogliere le camere se " sussistono i requisiti " ,come da prassi . Non ottenere la fiducia sul documento più importante di tutti gli atti parlamentari ,ossia l’approvazione del rendiconto , mi sembra che come requisito basti e avanzi . E difatti ,in un caso precedente(Goria) ci sono state le immediate dimissioni spontanee del premier, prima che il Presidente sia intervenuto . Ma per Silvio le regole e la prassi non contano nulla e allora Napolitano doveva intervenire per riaffermare un principio di rispetto istituzionale.
    E anche la prassi ha valore istituzionale .

    Circa i radicali è fuor di dubbio che hanno pagato il prezzo di essere gli anti cristo in una opposizione che flerta con gli scudocrociati , ma è altrettanto vero che se le vanno a cercare con il lanternino .
    Non era un problema di votare o meno la fiducia , con una procedura che già di suo era un oltraggio al Parlamento , ma si trattava di un gesto di valenza politica , ossia lasciare l’aula e non ascoltare le parole del premier . Questo era il segnale politico forte, che da parte mia suggerirei di fare in modo permanente a questa mediocrissima e inadeguata opposizione .I radicali hanno trovato il modo di distinguersi anche su una cosa di questo tipo e poi si lamentano che li hanno messi alla berlina .
    Dopo tutti i danni che hanno fatto infestando il parlamento di onorevoli "sui generis" ,era come minimo un atto dovuto .
    ciao

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