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Quello che le donne e gli uomini non dicono (ma puntualmente fanno)

Nessuno studio psicologico accurato, solo esperienza...Con una bella dose di ironia eh.

Ho visto cose che voi umani, come recitava una frase famosa del sempreverde Blade Runner.
 
Prima dei telefilm in cui le donne parlano amabilmente di sesso, si censuravano anche i gesti che a primo impatto non avevano nulla di sconveniente. Questo perchè probabilmente il confronto e il parlare di alcuni argomenti era visto come un pericolo, durante le generazioni si è scoperto che ognuno può ritrovarsi a condividere le stesse esperienze o le stesse abitudini, in poche parole le donne e gli uomini si è scoperto da studi (di chi poi? Ci servono gli studi?) risultano non essere poi troppo diversi.

Un rituale antropologicamente interessante infatti, e qui comincio ad usare il gergo pseudoscientifico da esperto di Focus, è quello del pre- uscita, ovvero del momento in cui ci si prepara per uscire e incontrare gli amici della tribù, il bagno di folla sociale. Mettiamo le cose in chiaro: niente mette ansia come il confronto sociale, non c’è generazione o tempo moderno e passato che tenga. La donna e l’uscita sono una specie di caso umano da studiare, una cosa da Crepet sul divanetto di Vespa, anche se meno noioso: quando una donna decide di uscire innanzitutto si prepara all’evento almeno una settimana prima psicologicamente, soprattutto se è un’occasione particolare. Non è tanto la scelta del vestito, l’abbinamento con le scarpe, che non sono mai abbastanza, ma si tratta di un rito più decisivo e incisivo. Il rito extirpazio pelis, ovvero la dannata ceretta. Sì, dato che tanto i tabù sono caduti anni or sono e gli uomini si permettono di andare in giro con il pelo sulla schiena stile orso bruno dello zoo di Berlino o con le sopracciglia depilate fino allo spasmo mi permetto di parlare di tutto ciò.

Innanzitutto non basta prendere appuntamento dall’estetista, ci vuole un invito formale, possibilmente bollato e in triplice copia di un addetto all’estirpamento che puntualmente cambia il giorno dell’appuntamento. Oppure di solito quando una donna decide di sottoporsi alla normale tortura cinese presa in esame lo fa con uno scopo ben preciso, conta i giorni, medita sul punto di non ritorno e anche sull’universo, poi si decide... di solito troppo tardi. Il giorno del mancato appuntamento dall’estetista coincide perfettamente con il giorno in cui il povero tapino che ti corteggia da due mesi decide di farsi avanti: "Eh no! Ma no, che sfiga...Ehm, guarda oggi proprio non posso il gatto si è incastrato nel water, ma se richiami fra una settimana di sicuro ci sono eh". E non è l’unico tarlo femminile, quello del posto in prima fila nella lotta contro il dannato bulbo anti relazione sentimentale, mai assistito alla vestizione? "Collant o autoreggente...allora il collant è completamente anti sguardo maschile, poi non si sa come mai anche quello a vita bassa mi crea i rotoli sui fianchi, sembro a mollo nella vasca con il salvagente. Però è anche vero che ci sono -10 gradi fuori, l’autoreggente copre fino ad un certo punto e poi da 1000 denari ancora non l’hanno inventato. Uhm".

Tutto codesto argomentare solo per uno strato, per non parlare dell’intimo. E qui c’è poco da dire, quando si sceglie l’intimo ardito ma scomodo c’è da stare sicuri che non ti guarda nemmeno il netturbino, troppo distratto dall’ipod. Indossando la mutanda della nonna effetto pancia piatta snellente anche a livello intestinale, invece, almeno un invito scatta automaticamente, di solito insieme al panico della malcapitata e all’improvviso appuntamento che aveva dimenticato di avere con la nonna, per la tisana della sera, perchè è malata e un tubo dell’acqua perde, sulla manopola del gas acceso.

Per l’uomo il discorso è meno complicato, ma sempre nevroticamente dubbioso: innanzitutto il teorema calzino è conosciuto ormai universalmente, il calzino bianco classico, anche di spugna, ora il materiale non conta più, crea intorno una specie di alone chimico che tiene lontane le donne, scientificamente provato. La donna lo avverte il calzino, lo percepisce da lontano. Per gli uomini il giorno di bucato è il giorno del giudizio, quello in cui dicono “ Ma sì, metto i calzini spaiati tanto sono sotto i pantaloni...chi li vede?” NO, pessimo errore, puntualmente ci si siede con manifesta sicurezza tirando le braccia e mostrando l’orologio alla donna prescelta stendendo anche una gamba...e fine dei giochi. Il discorso canottiera sì o canottiera no poi... con la manica, mezzamanica, da muratore in attesa della calce, colorata, bianca, a righe, oppure senza che fa più uomo con il pelo in vista sotto la camicia aperta (la storia della ceretta è unisex e l’uomo può sempre arrangiarsi così) anche arrotolata sotto le ascelle per aumentare la massa pettorale.
 
L’uomo inoltre è fisiologicamente negato nello scegliere gli abbinamenti dei colori. Ricordo ancora quando aiutai mio fratello per una delle sue serate: “E se mettessi lo stivale texano marrone, con il pantalone cargo beige e la camicia a quadri fucsia?” Mh, John Wayne al gay pride. “Ah, allora che dici del pantalone chiaro con la scarpa pitonata blu e la maglia verde oliva?” Sssì...anche... è buio dove stai andando?...qual è la terza opzione? “Non so, dimmi tu” Sia ringraziato il cielo. In realtà ho assistito anche alla richiesta stranissima della forma della barba. Si, perchè da qualche anno a questa parte chi porta la barba o il pizzetto si diverte a giocare a tetris davanti allo specchio e visto che le donne si tagliano i capelli o li tingono dopo una storia finita male o per semplice voglia di reinventarsi l’uomo doveva pur trovare il palliativo: “Avevo pensato di tagliarlo ai lati e di lasciare solo i baffi e il pezzetto sotto, oppure tagliare sotto e lasciare ai lati” Eh sì, quando poi ho sentito quella delle basette “Pensavo di farle a zig zag” mi è preso direttamente un colpo e in preda alle convulsioni ho cominciato a strisciare via sul tappeto del bagno.
 
Non c’è niente da fare, la mezz’ora prima di un’uscita somiglia più o meno alla prima mezz’ora di Salvate il soldato Ryan, con più intossicazioni da lacca, gel e profumo però.
 
 
 

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