Lo scorso 28 febbraio si è concluso il - Progetto Diossina - .
Il progetto doveva coinvolgere tutte le discariche della sola provincia napoletana: discariche da censire e monitorare.
Sono stati coinvolti 33 comuni quando la provincia di Napoli ne conta ben 92.
Afragola 6 discariche; Arzano 2 discariche; Caivano 2 discariche; Casandrino 6 discariche; Casoria 4 discariche; Crispano 2 discariche; Frattamaggiore 3 discariche; Giugliano 45 discariche; Grumo Nevano 1 discarica; Marano 2 discariche; Melito 1 discarica; Mugnano 1 discarica; Nola 3 discariche; Pozzuoli 3 discariche; Quagliano 4 discariche; Quarto 13 discariche; Villaricca 1 discarica.
Per un totale di 99 discariche.
All'appello mancano le discariche che hanno acceso e continuano ad accendere gli animi di tutti i cittadini indignati da tanta indifferenza e prepotenza: Terzigno, con le sue 5 cave e Chiaiano, Pianura con i suo misteri, Bagnoli con i suoi veleni da smaltire, San Giuseppe Vesuviano, Tufino. Saltate e ignorate anche dal Progetto Diossina 2010/2011, non soltanto dalle Istituzioni e dalle Procure.
I rilevamenti – incompleti – che emergono dal progetto la dicono lunga sulla politica ambientale, nazionale e locale, attuata in questi decenni di mal costume e assenza di onestà etica, morale, sociale, e politica.
Il progetto ha rilevato la presenza di: amianto in ben 16 di queste discariche; pneumatici in 40 discariche; pneumatici e amianto in 21 discariche; nelle altre ogni sorta di rifiuto, urbano e industriale.
Il progetto è stato presentato lo scorso dicembre alla prefettura di Napoli, alla presenza dell'assessore all'agricoltura Amendola, del prefetto De Martino, quello di Caserta Monaco, al generale del Corpo Forestale dello stato Fuschetti, ai membri del comitato sicurezza.
Il progetto è terminato il, 28 febbraio 2011, sotto la guida dell'Arpac.
Chiediamo ufficialmente all'Arpac interessata perchè Terzigno, Chiaiano, Tufino e gli altri comuni napoletani sono stati ignorati e non presi in considerazione dal progetto; non ci basta la risposta, scontata, cioè il progetto prevedeva e interessava la sola presenza di diossina: tutta la Campania è avvolta da una nuvola, acre, di diossina perenne.
Intanto la Sapna, Sistema Ambiente Provincia di Napoli spa, costituita da Luigi Cesaro presidente della Provincia di Napoli, forse stanco di sentire dare alla sua società del - carrozzone mangia soldi pubblici – da Sodano, si è messa al lavoro. La società è a socio unico, tale società è soggetta al coordinamento e al controllo dell'amministratore provinciale di Napoli, vale a dire, la società risponde solo a Luigi Cesaro del suo operato, risponde all'uomo che la ha costituita. Lo scorso 25 febbraio 2011, la sapna, telefaxa 26 pagine avendo come oggetto: Bonifica e nuovo stoccaggio nella Cava Sari, Terzigno. In allegato spedisce anche la valutazione tecnica effettuata da una azienda toscana, la BioChemie Lab. Gli indirizzi a cui si rivolge sono: Ministro dell'Ambiente, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Regione Campania e a se stesso, cioè, alla Provincia di Napoli, Comune di Terzigno, Arpac, Asl Nap 3 ( commissariata ), Parco Nazionale del Vesuvio.