Riporto per intero, quanto ho ricevuto dall’amica Luigia, una che scrive dall’Aquila e non è sempre in letargo virtuale: ritiene che la sua terra non è solo quella dove risiede. L’articolo che mi segnala e che io ho scelto, l’ho ripreso tale e quale da un sito Basta morte sul lavoro, altri lo hanno riportato. Il titolo è : "Il pollo Amadori vale di più della salute di un’operaia, parola della UIL". Questa volta non riporto “morti sul lavoro” ma rogne legali, per chi denuncia, come se non avesse altro da fare e lavoro e futuro garantito tra due guanciali. Non aggiungo niente, perché chi mi conosce e mi ha letto nel passato, anche recente, sa cosa ne penso sulla morte e sulla vita, del lavoro… e non mangio carne, con buona pace della produzione. Lunga vita ai polli e alle pollastre con Ballata Operaia… per gli Operai: “Gli operai hanno ancora una forza per non farsi fregare dalla gente per bene che con tante parole e con tante promesse, li frena, li tiene…”
L’azione della Rete per la sicurezza sul lavoro all’Amadori di Cesena (quello dei polli/tacchini) ha evidentemente lasciato il segno. Non è questa volta il padrone direttamente a mettere in campo la rappresaglia ma lo fa attraverso il sindacato confederale nella persona di Scarponi, segretario provinciale della UIL che ha denunciato 3 attivisti per avergli offeso “l’onore e il decoro” durante la diffusione di un questionario tra le operaie. Noi pensiamo invece che questo sindacalista abbia offeso l’onore e il decoro delle operaie di Amadori. I malori di 170 operaie sono state oggetto anche di alcune interpellanze al Consiglio Comunale di Cesena da parte di Davide Fabbri, Capogruppo Consiliare dei Verdi a Cesena che aveva denunciato: “si è assistito nel corso del tempo – a partire da marzo 2007 ad oggi – a diversi malori di lavoratori all’interno dello stabilimento di San Vittore; in totale quasi 170 lavoratori hanno accusato preoccupanti situazioni di malessere a livello respiratorio e oculare (male alla testa, capogiri, gola secca, trachea irritata, irritazione agli occhi, bruciore alle narici, nausea, vomito); 37 di questi lavoratori hanno accusato sintomi gravi da dover ricorrere ad interventi del Pronto Soccorso dell’Ospedale; tali malesseri hanno provocato la chiusura per quattro giorni di alcuni reparti produttivi dell’Azienda Avi.Coop del Gruppo Amadori”.
“Nuovi malesseri tra i lavoratori dello stabilimento avicolo Amadori di Cesena, dopo i circa 170 casi analoghi del 2007″. A denunciarlo e’ il segretario nazionale della Flai-Cgil Antonio Mattioli che chiede la sospensione dell’attivita’ lavorativa.