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Pesticidi in frutta e verdura. Alla faccia della dieta...

Con l'arrivo della bella stagione e le temperature che si alzano è ripartita la campagna mediatica che suggerisce, al solito, di consumare molta frutta e verdura, privilegiandola ad altri alimenti più "pesanti". Ma possiamo stare davvero tranquilli? Secondo il PAN Europe (Pesticide Action network) no

Lattuga, pomodori, cetrioli, mele, peperoni, fragole e molti alti prodotti contengono elevate quantità di pesticidi. Il Pan è una rete di oltre 600 organizzazioni non governative, di 60 Paesi, impegnate per promuovere l'utilizzo di prodotti ecologici e privi di sostanze chimiche nocive, correlate a problematiche di salute assai serie: diminuzione della fertilità, aumento di alcuni tipi di tumore, pubertà precoce, diabete e obesità.

Naturalmente non è possibile generalizzare perché gli alimenti che finiscono nelle nostre tavole generalmente sono soggetti a rigorisi controlli di qualità. A livello europeo è l'EFSA (European Food Safety Authority) a valutare i rischi relativi alla sicurezza degli alimenti e stabilire una dose giornaliera accettabile (DGA) di additivi o pesticidi "che può essere ingerita giornalmente per tutta la vita senza rischi significativi per la salute". Tuttavia, come è noto, molta frutta e ortaggi provengono da Paesi non appartenenti alla Comunità Europea. Chi garantisce che lì sono altrettanto rigorosi nei controlli? 

Ebbene, lo studio del Pan rivela che gli alimenti su cui sono state trovate maggiori tracce di residui di pesticidi interferenti (fino a 30 quelli individuati) sono lattuga, pomodori, cetrioli, mele, pesche, peperoni e fragole. Meno contaminati risultano banane, carote, piselli e in generale gli ortaggi protetti da una buccia più spessa. I dati sono stati ricavati dalle tabelle ufficiali dell'EFSA e ulteriormente verificati attraverso una serie di analisi.

Cosa fare, dunque? Preferibilmente meglio acquistare alimenti coltivati con tecniche "biologiche", ove non dovrebbero essere utilizzati pesticidi o fertilizzanti chimici. Altra indicazione è quella di lavare tutto con acqua e bicarbonato e di eliminare, ove possibile, la buccia.

Commenti all'articolo

  • Di Damiano Mazzotti (---.---.---.92) 19 giugno 2012 16:23
    Damiano Mazzotti

    Sui cibi prodotti in Italia i controlli ci sono eccome, soprattuto in alcune regioni dove le amministrazioni funzionano... invece dovremmo chiederci perchè su tutti i cibi importati questi controlli non si vogliono fare... e perchè da molto etiche non si riesce a capire bene da dove viene quel determinato prodotto... forse i supermercati hanno troppa convenienza a comprare tutta la "robazza" che c’è in giro per il mondo, pur di pagarla poco e guadagnarci di più...

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