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Dal 4 all’11 marzo riflettori puntati sui 153 milioni di orfani nel mondo

Dal 4 all'11 marzo ricorre la World Orphan Week, organizzata da SOS Children, una settimana di sensibilizzazione mirante a puntare i riflettori sul numero di orfani nel mondo.

Per epidemie, malattie, povertà, disastri naturali e conflitti, infatti, sono 153 milioni - secondo World Orphans - i bambini e le bambine che hanno perso uno o entrambi i genitori.

La mancanza di figure di riferimento parentali li rende facili prede di sfruttamento e abusi, li espone al rischio di malnutrizione e conseguentemente ad alti livelli di mortalità, ne favorisce l'abbandono scolastico. Inoltre, specialmente nell'Africa subsahariana, una delle maggiori cause di decesso è il contagio da HIV, che fa registrare alcuni tra i più alti livelli di orfanità. SOS Villaggi dei bambini stima che il numero di persone sieropositive nell'area sia di 25 milioni.

Attraverso la World Orphan Week, SOS Children organizza iniziative miranti alla raccolta di fondi per concedere loro diritto a cibo, alloggio, educazione e assistenza sanitaria. Interviene nei villaggi tramite iniziative che prevengano le morti premature di uomini e donne con figli (distribuendo medicinali, facendo educazione sessuale, diffondendo norme igieniche fondamentali).

Quest'anno si punta ad aiutare la comunità di Chipata in Zambia, per mezzo dell'adesione all'iniziativa "Join the Chipata Challenge". Chipata è la maggiore città della regione orientale della Zambia, e conta un numero di orfani pari a un bambino su sei.


La recente costruzione di una ferrovia che collega la Zambia alla costa del Mozambico, passando per il Malawi, favorisce gli spostamenti della popolazione e quindi la diffusione della sieropositività, aumentando in maniera impressionante il numero di contagi. 

L'Unicef stima che nel 2008 il numero di bambini al di sotto dei 18 anni rimasti orfani a causa dell'HIV sia di 12 milioni.

Dall'Italia, è possibile offrire un aiuto concreto mediante una donazione a SOS Villaggi dei bambini, che permette l'adozione di un bambino a distanza o di un'intera famiglia per pochi euro al mese.

E intanto, il 3 marzo, all'University of Mississippi Medical Center, il medico associato Hannah Gay ha guarito una bambina di 2 anni e mezzo affetta dal virus dell'HIV. È il primo caso di cura avvenuto con successo nel mondo.

L'inizio di un cambiamento epocale ?

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