COMUNICATO
STAMPA
Solo
inchiodando gli ignoranti alle loro “amenità” si può
sconfiggere la disinformazione. Il Cirn rifiuta sterili posizioni
aventiniane.
Il
Sottosegretario Guido Bertolaso e il Professor Enzo Boschi insorgono
contro le idiozie di quei moderni stregoni che trovano cassa di
risonanza in certa nostrana stampa incompetente ed ideologizzata, che
propala solo talebana disinformazione. La soluzione non è però
quella aventiniana dell’oscuramento della corretta informazione
istituzionale, ma quella di replicare e controbattere con ogni mezzo
questo deprecabile atteggiamento che attraverso la diffusione di
notizie false, tendenziosamente spacciate per scienza alternativa o
per informazione non allineata tanto danno hanno causato e causano
all’Italia.
(Roma
11 settembre 2010 ) - Il Comitato
Italiano per il Rilancio del Nucleare
prende atto con soddisfazione che anche a livello istituzionale
comincia ad esserci insofferenza per il modo con cui degli
incompetenti ideologizzati, ma con l’etichetta di giornalista,
diffondono idiozie spesso anche strumentali in materia di
informazione scientifica.
Ci
riferiamo alla presa di posizione del Sottosegretario Guido Bertolaso
e del Professor Enzo Boschi riguardo alle immaginifiche, ma false,
argomentazioni di improvvisati cultori della materia, amplificate da
una irresponsabile stampa incompetente ed ideologizzata, che hanno
portato ad un tale grado di manipolazione dell’opinione pubblica
che persino la Magistratura ne è stata influenzata, con la
conseguenza che ha aperto un fascicolo per la mancata previsione del
terremoto del 6 aprile 2009 , invece di indagare per verificare se
sussistesse l’ipotesi della fattispecie della diffusione di notizie
false, tendenziose, atte a turbare l’ordine pubblico oltre che tali
da ingenerare ingiustificato allarme nella popolazione, dal momento
che l’impossibilità di prevedere i terremoti è un
assunto scientifico incontrovertibile. Anche i cosiddetti “segni
premonitori” risultano infatti tali solo a posteriori, nel senso
che molto spesso vengono riscontrati senza che faccia seguito alcun
fenomeno neppure di lieve entità. In altre circostanze i
fenomeni catastrofici si verificano senza che si sia verificato
nessuno di quei segnali non correttamente definiti premonitori.
Non
a caso anche il terremoto del 6 aprile 2009 è stato previsto a
posteriori dal momento che l’allarme spurio era stato dato per una
diversa località, non per quella dove poi si è
effettivamente verificato. È infatti ipotizzabile che i più
elevati livelli di radon che sarebbero stati riscontrati fossero
dovuti ad effetto strizione (spremitura) nel particolare sito a
seguito di un precedente effetto sismico locale, piuttosto che a
reali segni di un futuro evento, per giunta in altro sito.
Quisquiglie. È il sole che gira intorno alla terra. In base a
questa verità di fede Galileo venne condannato.
«La
responsabilità pregressa di questo stato di cose - afferma
Giorgio Prinzi, Segretario del Comitato Italiano per il Rilancio del
Nucleare - è anche e soprattutto
di noi tecnici, in particolare di quelli che, occupando posizioni
“delicate” di rilievo, sono più attenti alle sottigliezze
diplomatiche ed agli equilibrismi nelle prese di posizioni in modo da
non mettere a repentaglio il loro spesso anche ben remunerato
incarico, e per questo evitano dichiarazioni chiare, nette ed
inequivocabili. Saranno pure ingegneri o uomini di scienza, ma se
serve a salvaguardare la poltrona divengono anche loro sostenitori
del “creativo” concetto di convergenza delle rette parallele».
«Per
queste ragioni - prosegue il Segretario
del Cirn - rifiutiamo l’ipotesi di uno
sciopero bianco dell’informazione primaria e, al contrario,
fortemente reclamiamo un’azione di contrasto con tutti i mezzi
possibili all’informazione spazzatura, al pontificare di maghi e
stregoni ai quali in passato abbiamo in senso collettivo lasciato
campo libero, non contrastandoli adeguatamente. L’incompetenza
degli operatori dell’informazione ha solo reso parossistica questa
nostra vigliacca “diplomazia”, ai cui effetti devastanti oggi è
difficile porre riparo».
Certo,
la quasi totalità dei giornalisti professionisti non ha
preparazione tecnica e scientifica, ma certe idiozie che anche in
questi giorni leggiamo in cronaca presuppongono una intenzionale
confezione da parte di esperti in materia. Si ha l’impressione che
vengano confezionate ad arte da persone esperte sia nella materia
trattata che in manipolazione dell’informazione in modo da renderle
allettanti per ideologizzati incompetenti, disposti ad accettarle
acriticamente come verità di fede e farne oggetto, in quanto
tali, di evangelizzazione delle masse.
Oggi
però vogliamo porre l’enfasi sulla responsabilità
dell’informazione primaria a monte e in questo spirito segnaliamo
un lancio
Ansa
(http://www.ansa.it/web/notizie/canali/energiaeambiente/rinnovabili/2010/09/ 08/visualizza_new.html_1785319424.html)
in cui le grandezze specifiche e le relative unità di misura
sono correttamente citate. Non volevamo crederci. Una imperfezione
nello scrivere “Mwp” (megawatt di picco) in luogo di “MWp”
perché i simboli che indicano grandezze derivanti da nome
proprio (Watt) vanno per convenzione riportati in maiuscolo, anche se
la singola grandezza scritta per esteso (watt) ha l’iniziale
minuscola. Il cronista che ha commesso l’errore non sarà
certo stato ammonito per questo (ammesso che qualcuno in redazione se
ne sia accorto), semmai sarà stato licenziato in tronco perché
indegno dell’ignoranza generalizzata tra i suoi colleghi che in
genere scrivono in materia facendo confusione tra chilowatt e
chilowattora. Scusateci, non siamo riusciti a frenarci dalla battuta.
Renzo
Riva, Referente Cirn per il Friuli Venezia Giulia,
segnala, attraverso comunicazioni interne, una lettera a firma del
professor Carlo Cerofolini,
pubblicata giorno 7 settembre a pagina 27 del quotidiano “Libero”
e un dibattito telematico
(http://www.lavoce.info/commenti/281...) a commento di un
articolo
http://www.lavoce.info/articoli/-en...
a firma di Giorgio Ragazzi sulla bufala delle fonti di energia
cosiddette rinnovabili. Notiamo più volte la firma di Rinaldo
Sorgenti, che riteniamo essere il
Vicepresidente di Assocarboni,
molto attivo nel difficilissimo sforzo di diffondere corretta
informazione.
Anche
per questi motivi abbiamo proposto e sosteniamo come candidato alla
Presidenza della costituenda Agenzia per
la Sicurezza Nucleare l’ingegnere
Marino Mazzini, Full Professor of
Nuclear Safety Department of Mechanical, Nuclear and Production
Engineering University of Pisa, che,
oltre avere competenza e professionalità notevoli, ha il
pregio di “cantarla per le rime” a chi se lo merita. Naturalmente
anche lui viene considerato dalla stampa ideologizzata un eretico,
almeno da ignorare e passare sotto silenzio visto che la condanna al
rogo non può essergli comminata dal momento che la pena di
morte è stata abolita e, soprattutto, perché la pratica
sarebbe altamente inquinante. E se poi il professor
Mazzini, vista la sua attività,
fosse anche pericolosamente radioattivo? Meglio allora stargli e
tenerlo alla larga.
«Da
noi - commenta sarcasticamente
l’ingegner Giusto Buroni del Cirn Lombardia -
si cerca invece un oncologo da mettere alla testa dell’Agenzia per
curare il cancro che “gli esperti” prevedono verrà agli
Italiani al solo sentir pronunciare la parola “nucleare”».
Bene,
anzi male. Perché male, peggio malissimo? Perché la
stampa sanfedista, quella che si
comporta come i giudici del Santo Uffizio
e che condanna per verità ideologica quanti esprimono opinioni
diverse da quelle talebane ecoambientaliste, censura e discrimina,
contro ogni regola deontologica e contro i principi stessi di una
stampa libera e democratica in presunta difesa dei quali assistiamo a
frequenti “imbavagliamenti” di protesta, al contrario non si
vergogna di a sua volta sistematicamente imbavagliare gli eretici,
quei “cani infedeli”
che giudicano le rinnovabili un cancro da estirpare al più
presto perché pernicioso per il sistema elettrico e per la
sopravvivenza di una sana economia. Avviene pertanto che mentre
vengono riprese le frottole di Ermete
Realacci che definisce una
frottola il benefico influsso sul costo
finale del chilowattora ottenibile con la ripartenza del nucleare,
passerà sotto silenzio - almeno così ha fatto sino ad
oggi - le repliche di chi, come noi, contesta queste affermazioni
accreditate dalla stampa ideologizzata.
«Ermete
Realacci e quanti riportano la sue
dichiarazioni - sostiene l’ingegner
Giorgio Prinzi - fingono di ignorare, ma
fuori dalla realtà come sono potrebbero ignorarlo davvero, che
il cancro delle tanto decantate fonti
alternative trova brodo di coltura solo
sulle generosissime regalie che gravano in bolletta, tanto che per
accaparrarsele si sarebbero in taluni casi, come ipotizzato dalla
Magistratura, mossi persino interessi mafiosi e piduisti. Ed ancora,
sempre in bolletta paghiamo i costi dell’abortita opzione nucleare,
che non avendo prodotto e non avendo come da norma accantonato il
capitale necessario ai costi finali, ora grava anch’esso in modo
spurio ed aggiuntivo sul costo in bolletta già pesantemente
penalizzato dal cancro delle rinnovabili. La responsabilità
dei Realacci ed ecoambientalisti vari è gigantesca, ma la
stampa ideologizzata che li sostiene finge di non accorgersene.
Vergogna!
Ma ne saranno capaci?»
Il
Comitato Italiano per il Rilancio del
Nucleare coglie l’occasione per
richiamare quanti, come “Fare
Ambiente” e il suo Presidente
Vincenzo Pepe, assumono posizioni
“diplomatiche”, e, fingendo di ignorare che le fonti alternative
sono un cancro per il sistema, affermano che esse possono convivere
con le altre opzioni, nucleare compresa di cui peraltro si dicono e
sembrano convinti sostenitori. Certo, il professor
Pepe ha in questo modo sforato il
bavaglio della stampa ideologizzata, come avvenuto in un’altra
recente occasione in cui ha approvato, sia pure con illusione di
portarla su posizioni filonucleare, un’azione di Green Peace presso
una piattaforma petrolifera nell’Artico. La nostra coerente
posizione, il non strizzare compiacenti l’occhio a Green Peace e a
consimilari sodalizi ci relega invece alla morte civile. Certa stampa
non ci riprende. Semplicemente ci ignora.
«Caro
professor Pepe - puntualizza
il Segretario del Cirn
in questo modo e con questo illusorio approccio “diplomatico”
si fa solo il gioco degli ecoambientalisti antinucleari. Le posizioni
possibiliste, che non evidenziano il danno che le rinnovabili
provocano, traggono in inganno la già manipolata e
disorientata opinione pubblica, che è stata turlupinata e
crede in esse. Per noi, invece, chiunque si schieri contro la
ripartenza del nucleare è un pericoloso demagogo con cui non è
assolutamente possibile avere nulla da spartire, neppure come
approccio diplomatico, che alla prova dei fatti si traduce in
arrendevolezza. Pazienza, continueremo a subire il “democratico”
bavaglio impostoci. A Lei complimenti per avere in questo modo avuto
spazio in cronaca».
RECAPITI
CIRN
Comitato
Italiano per il Rilancio del Nucleare
06.7049.6222
339.12.67.704
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