Salve a tutti. Eccomi al primo appuntamento con la nuova rubrica dedicata alla musica. Cercherò di proporvi gruppi interessanti, ma poco conosciuti, della scena italiana, e perchè no anche straniera.
La scelta dei gruppi è del tutto casuale e basata sul mio gusto personale: ascolto un gruppo dal vivo, mi piace, ve ne parlo.

Per questo esordio ho deciso di provare a raccontarvi di una band che mi ha folgorato durante un live e a cui poi sono rimasta affezionata.
I København Store sono un simpatico gruppo di aitanti giovani piacentini, uniti da una infinita e del tutto sana passione per la musica. La cosa che mi ha colpito di più è lo stato di trance in cui entrano durante le loro performance live, carichi di passione e forza che esprimono anche fisicamente, tanto da “devastare” lo stage, creando, ove possibile un rapporto molto stretto con il pubblico, salendo e scendendo dal palco. Ma la potenza espressa durante i live si rispecchia totalmente nel loro primo album “Action, please!” (42 Records), otto brani in cui si alternano i suoni più dolci e rassicuranti all’esplosione più caotica di note e accordi che riempiono dal cuore alla punta dei capelli. Il resto lo lascio raccontare a loro, che ho intervistato un paio di giorni fa.
Prima di inziare l’intervista un loro brano, mp3 free delivered per AgoraVox, da ascoltare... Il mio preferito.
R: Un fantasioso resoconto sulla nascita della vostra band e sui suoi componenti?
G: Beh ti diremo tutta la verità...
N: No, io non lo farei.
G: Vai nico comincia tu...
N: Bah guarda... effettivamente non è nulla di che... In pratica abbiamo lavorato per 5 anni in un negozio di Københav, ne avevamo la nausea e quindi abbiamo cercato di esorcizzare la cosa chiamando cosi la nostra band. E’ stato un periodo lungo ed intenso, dove io e Giulio abbiamo imparato a conoscerci..
G: Esatto! Pensa che riuscivamo a parlarci stando zitti. Siamo arrivati a conoscerci così bene che comunicavamo con degli impulsi cerebrali...
N: ...o molto più semplicemente potrebbe essere che in un viaggio di tanti anni fa...4 stupidi hanno deciso di formare questa band in un contesto, uno "store", un pò particolare che sicuramente ci ha ispirato e a modo suo influenzato. Si, direi che la verità è proprio questa.
R: E gli altri dove li avete pescati?
N: Gli altri li abbiamo pescati pian pianino. Alcuni, come Marco (percussioni), erano amici da anni. Da sempre...e non era proprio il caso di lasciarlo giu dal palco.
G: Marco è come Bez degli Happy Mondays
N: O Mauro Repetto degl 883 decidi tu...
G: E’ importante per alcuni equilibri. All’interno della band è fondamentale..
N: Assolutamente!non potrei mai suonare senza di lui.
N: Camillo (batteria) lo abbiamo conosciuto per motivi prettamente artistici e da subito abbiamo capito che era lui la persona giusta. In sintesi è stato un processo di crescita continua.. e last but not the least, Simone (voce), l’ultimo che si è unito a noi.
Laurata in giurisprudenza, con una spropositata passione per la musica, e non solo...
Profilo personale, articoli e statistichesono bruttini ma molto molto bravi ! Bacini a tutti , Giuly
26/09 01:24 - Giulyuhh! i fitness forever, li ho scoperti da poco ma li adoro anche io... poi anche gli altri... (...)
26/09 00:22 - Rosafinalmente qualcuno che ci guidi nel mare magnum dei gruppi emergenti italiani, ho sempre (...)
25/09 15:31 - felicefighi i cobbenaven stor e pure parecchio belli!!! ah quel giulio col suo profilo greco e (...)
25/09 15:16 - Antonia