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di Vincenzo Fatigati lunedì 31 ottobre 2011 - 0 commento oknotizie
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Morire in provincia di Napoli: ecco come la camorra gestisce questo florido mercato

In questi giorni, dedicati alla commemorazione dei morti, in molti ci rechiamo ai cimiteri. Pochi però spiegano come la criminalità organizzata cerca di gestire questo grosso mercato: imponendo tangenti o monopolizzando il giro d'affari delle agenzie di pompe funebri, speculando all’interno dei cimiteri senza rispettare le norme igieniche previste dalla legge, ma soprattutto infiltrandosi nei diversi consorzi. Insomma la camorra non solo ci fa avvicinare più rapidamente al giorno della nostra morte, ma una volta defunti cerca di gestire questo florido mercato.

Un paio di mesi fa la troupe del programma “Le Iene” si era recata a Casoria per fare un’inchiesta sul caro estinto. Non appena il giornalista Golia, accompagnato dalla fotoreporter e autrice Frigo, entra all’interno dell’agenzia di pompe funebre per fare al titolare la semplice domanda: “Come mai costa tanto morire a Casoria?” piomba il signor Maurizo L. (40enne pregiudicato di Casoria), intrufolatosi all'improvviso nella stanza e scippa la camera, scappando dal retro, cioè dalla porta d’emergenza. Solo tre ore dopo si presenta spontaneamente ai carabinieri consegnando la videocamera distrutta, chiaramente senza cassetta, causando un danno da 5000 euro

Insomma un furto un po’ strano che ci induce a pensare che porsi questo tipo di domande in certe zone non è proprio cosa gradita. Difatti dopo, solo grazie al sostegno della compagnia dei carabinieri di Casoria, si è potuta continuare l’intervista al titolare dell’agenzia funebre che – come documentato dalla stessa trasmissione - non sembrava affatto entusiasta da questo tipo di domande al punto che ha dato la colpa dell’aggressione ricevuta dal giornalista all'insistenza delle sue domande, più che all'azione del pregiudicato. 

Golia ha documentato qualcosa che noi tutti possiamo constatare se alziamo la cornetta telefonica e chiediamo a qualsiasi agenzia di pompe funebri di Napoli di recarsi in provincia: “Io a Casoria non vengo perché altrimenti mi sparano”. In questo modo ha risposto il titolare di un’agenzia di Napoli al giornalista. Insomma sembra un mercato chiuso, nonostante lo stesso titolare dell’agenzia casoriana - a microfono acceso e in presenza della polizia - assicura che lui non detiene monopolio.

Certo è che a Casoria morire costa di più degli altri comuni (si arriva anche al prezzo di 4000 euro, cioè quasi tre volte in più di Napoli).

Anche nell’ipotesi in cui dovesse venire un’azienda da Napoli il prezzo finale è sempre lo stesso, perché – come spiega un’intervistato - bisogna pagare “i diritti territoriali” (cioè quella che noi chiamiamo tangente). Non c’è solo una monopolizzazione delle attività sul territorio di residenza, ma c’è talvolta - in alcuni comuni - una gestione poco chiara anche all’interno degli stessi cimiteri, che può essere più o meno organizzata. Un’immagine esemplare di ciò è offerta dal pentito Mario Toller, che iniziò a collaborare con la giustizia dopo che suo figlio fu ucciso in un agguato, dichiarando ai magistrati che addirittura – quando si era recato in cimitero - si avvicinarono degli affiliati ricordandogli che per ottenere un loculo nel cimitero di Fuorigrotta doveva rivolgersi all’allora boss Davide Leone. Immagine esemplare. Nessuno è escluso da questa legge.


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Napoli Camorra Caro estinto

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