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Mondiali femminili: Japanese Nadeshiko sul tetto del mondo di calcio

La metà forte, volitiva, dotata di vera assertività della società nipponica è quella femminile. Il trionfo in Coppa del Mondo di Calcio (Germania 17 luglio 2011) è solo una conferma di ciò che sapevamo già.

La nazionale di calcio femminile del Giappone, nota come “Nadeshiko Japan” ha battuto ai rigori la nazionale degli Stati Uniti d’America per 3 a 1 (risultato di parità 2-2 dopo la fine dei tempi supplementari). Al di fuori dei contenuti tecnici della partita (che è opportuno lasciare a commentatori più esperti dello scrivente) ci sono delle considerazioni di fondo che meritano di essere esplicitate. “Yamato Nadeshiko” nella tradizione giapponese rappresenta la bellezza femminile per definizione. Una bellezza naturale, senza fronzoli, senza eccessi. Un mix di grazia e di stile tradizionale.

La rappresentazione visiva di tali concetti è ben espressa dall’immagine del fiore omonimo. In epoca moderna, post seconda guerra mondiale, tale immagine del fiore rosa con sfumature violacee avrebbe dovuto ispirare e promuovere una immagine di donna elegante e bella ma anche remissiva e sottomessa all’uomo. La società nipponica resta fortemente maschilista. Sono bravi a mascherarlo ma, la realtà e` sotto gli occhi di tutti. I ragazzi giapponesi sono meno disciplinati delle ragazze, studiano mediamente di meno e, alla fine sono quelli che fanno carriera e occupano le posizioni di vertice, nelle aziende, in politica e, in generale, nella società.

La maggioranza delle corporation qui in Giappone ha solo uomini dirigenti. In posizioni da executives non hanno nessuna donna oppure ne hanno una o due da usare come paravento delle pari opportunità, perché la loro clientela è composta all’80% da un pubblico femminile. Quindi è meglio non esagerare. In altre parole, i ragazzi sono privilegiati fin dalla nascita. Le ragazze sono discriminate fino alla morte. Ovviamente c’é un prezzo da pagare. Non è gratis. Le ragazze faticano molto di più dei loro coetanei masculi, i quali sembrano sempre più somiglianti alle loro mamme, che li coccolano ben oltre l’età dell’adolescenza. Al contrario, le femmine emergono aggressive, reattive, poco disponibili alla sottomissione. Gente che non molla mai e che sta letteralmente soffrendo il proprio stato di sudditanza gerarchica e sociale. Soffrendo e ingollando amaro si fortificano nel carattere e si formano nello spirito. Non è affatto un caso che la nazionale maschile di calcio del Giappone non abbia mai (ancora) superato i quarti di finale in Coppa del Mondo. Mentre le Nadeshiko Japan sono già in cima alla vetta.

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