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Megavideo e Megaupload addio: stop ai film in streaming

E' terminata, almeno per il momento, l'era del file-sharing e dello streaming. Continua la stretta dei Federali Usa contro tutti i filmati presenti su Internet abusivamente e coperti da copyright. A farne le spese oltre al colosso Megavideo (Megaupload) anche i siti di sharing come Filesonic e Fileserve. Ma il popolo della Rete non ci sta.

Sembra essere terminata l'epoca dello streaming, Megavideo chiude per azione del Fbi. Seguono la stessa sorte anche altri siti minori, Presto anche i filmati presenti su Youtube e coperti da copyright saranno oscurati. Un durissimo colpo per tutti gli appassionati della Rete, che amavano trascorrere il tempo guardando film o serie televisive. Magavideo rappresentava al meglio la libertà assoluta su Internet.

Spesso capitava di poter visionare un film in streaming ancor prima che la produzione fosse in programmazione nelle sale cinematografiche italiane; bastava accontentarsi della lingua originale accompagnata da sottotitoli.

Naturalmente non era certo per filantropia telematica che Megavideo trasmetteva lo streaming, ma si trattava di un giro d'affari difficilmente quantificabile, vista la possibilità di abbonarsi e non dover più sottostare al limite di settantadue minuti imposto dalla versione free; ostacolo che si superava facilmente riavviando il modem e cancellando cronologia e cookie dalla memoria cache del browser. 

Anche se Megavideo rassicura che presto sarà di nuovo online attraverso un'inedita piattaforma, al momento la Rete sembra impotente davanti alla censura federale americana. Bisogna tuttavia evidenziare il paradosso dei federali a stelle e strisce, impegnati in questa intransigente crociata telematica, mentre l'Afghanistan somiglia sempre più a un inferno, giacché è ancora in atto la cosiddetta "guerra al terrorismo".

Viene da chiedersi il motivo per il quale ci sia un accanimento nei confronti del Popolo della Rete, mentre sono ancora attive operazioni d'intelligence che richiederebbero il massimo sforzo operativo da parte di tutti componenti del Fbi. E' probabile che l'immenso giro d'affari prodotto dallo streaming abbia convinto il governo Usa a censurarlo, per poi concedere successivamente un tacito nulla osta (speriamo), a patto di poter ottenere anch'esso una sostanziosa fetta dei guadagni prodotti.


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