MILANO – Nuova udienza per il processo Mediatrade per Silvio Berlusconi che è arrivato in tribunale alle 10 di stamane. La nuova udienza preliminare, a porte chiuse, è facente parte di un'inchiesta su presunte irregolarità di compravendita dei diritti Tv del gruppo Mediaset che vede il premier accusato di appropriazione indebita e frode fiscale. Le indagini iniziarono nel 2005 a seguito delle perquisizioni degli uffici della Mediatrade S.p.a.
In aula dichiarazioni spontanee
Durante l'intervento della difesa di Paolo Del Bue, Frank Agrama e Gabriella Balladio, Berlusconi ha chiesto di intervenire. “A conferma di quanto l'avvocato ha rappresentato dichiaro che effettivamente gli intermediari svolgevano un importante ruolo commerciale e cioè quello di farsi carico di tutta quella attività di distribuzione di diritti televisivi sul mercato italiano, francese e altri che le majors non erano attrezzate per svolgere direttamente” - sottolineando che la trasmissione del materiale e il doppiaggio dei film per la TV erano attività di competenza dell'intermediario e “assai rilevanti rispetto alla cessione dei diritti”. In definitiva il premier ha confermato la tesi difensiva a favore di Frank Agrama adottata dall'avvocato R. Pisano.
All'ingresso del tribunale
Prima dell'ingresso in tribunale il premier si è soffermato con i cronisti, commentando la notizia dell'uccisione di Osama bin Laden in Pakistan. Con fare molto recitato, annaspando, ha parlato genericamente di terrorismo e di grandiosità della notizia e prendendo la palla al balzo ha ribadito con tono vittimistico: “sono pure invenzioni e rappresentano l'ennesima dimostrazione di una volontà, quella della Procura di Milano, che già per 24 volte mi ha portato a processo con le accuse che gli stessi magistrati che poi hanno fatto il giudizio hanno dichiarato infondate. Sarebbe bastato che uno di questi colpi fosse andato a segno per eliminare dalla vita politica chi nella vita politica c'è perché il popolo lo ha scelto attraverso elezioni democratiche".
Le indagini Mediatrade
Le indagini iniziano nel 2005 a seguito delle perquisizioni degli uffici della Mediatrade S.p.a. Il Pm sostiene che Berlusconi sarebbe il socio occulto, dell'imprenditore egiziano Frank Agrama. A detta della procura, l'obbiettivo dei due soci era di prelevare denaro a Fininvest e Mediaset per nasconderlo al fisco italiano e americano. Pare che il sodalizio fosse in auge anche durante la carica di presidente del consiglio. Nell'ultima udienza, la procura di Milano nelle persone di Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro, rinviare a giudizio il cavaliere con il figlio Piersilvio (vice presidente Mediaset), il presidente, Fedele Confalonieri e altre 11 persone.
Misure di sicurezza esagerate e pochi sostenitori
Il palazzo di giustizia, in via Briguglia, era presieduto. Transenne e agenti in equipaggiamento anti sommossa circondano l'edifico; il settimo piano è stato chiuso e reso accessibile a pochi. Ad accogliere l'imputato Vip il solito gruppetto di 10/20 affezionados/ingaggiati gli unici a cui è stato concesso di avvicinarlo. Presente anche un gruppo di sostenitori della magistratura e della democrazia che sono stati allontanati dalle autorità con la scusante di evitare scontri. Una donna manifestante indignata ha dichiarato: “è scandaloso che ci allontanino e che ci impediscano di manifestare liberamente - precisando - Non stavamo facendo nulla di male, non stavamo urlando slogan, avevo solo la Costituzione in mano, quella che sto mostrando adesso, e sono stata allontanata dalla polizia. Certo è che in questo paese diventa veramente difficile difendere i magistrati e la Costituzione stessa".
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