Qualche giorno fa la popstar Madonna, in un’intervista a Oggi, si è concessa una battuta su Silvio Berlusconi:
Cosa penso di Berlusconi? Non vorrei parlarne adesso. Ma il settimanale inglese Economist ha detto già tutto, no?
Niente che valga un post. Se non ci fossero le reazioni suscitate nel Pdl e raccolte in queste ore da Klaus Davi. Che offrono lo spunto per un commento semiserio, filosofico-patetico, in corsivo. Non sul parere di Madonna, di cui non ci interessa nulla, ma sulle capacità argomentative di due sottosegretari del governo, di un vicecapogruppo vicario dei deputati e di un deputato del Pdl.
1. Reazione del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Daniela Santanchè
Madonna ha offeso milioni di connazionali.
Non quanto un ministro che fa il dito medio, un altro che manda affanculo il presidente della Camera dall’interno dell’Aula di Montecitorio, un altro ancora che dà del "cretino" a un ulteriore ministro mentre espone la manovra finanziaria firmata da entrambi. O un sottosegretario del governo che fa il dito medio in uno studio televisivo fingendo di toccarsi un anello.
A questo punto spero che il suo film se lo veda da sola.
Imperativo categorico secondo Santanchè: Se una popstar critica il governo, deve fallire sul piano artistico. Appunto: Meglio se ricorrendo a forme vendicative sul modello dello "specchio riflesso", o comunque mutuate da quelle comunemente in uso tra i bambini tra i 5 e gli 8 anni.
Va contro la scelta democratica di milioni di italiani che hanno voluto e votato con convinzione questo governo.
Che importa se un parere va pro o contro la "scelta democratica di milioni di italiani". Un parere non comporta il tradimento di impegni elettorali. Non quanto essere stati candidati premier avversari del premier in carica, averne detto peste e corna e poi essere entrati a far parte del suo governo.
Mi auguro a questo punto che gli italiani pensino di lei quello che lei pensa di loro.
Occhio per occhio, dente per dente. La altrimenti detta "legge del taglione". Utile per applicare l’imperativo categorico.
E che, quindi, il suo peraltro stroncatissimo film se lo veda da sola.
Altra formulazione dell’imperativo categorico. Questa volta è la "formula dell’umanità". L’ispirazione resta kantiana.
Quello che fa più male è che queste celebrità siano particolarmente attente a lanciare i loro prodotti e, senza scrupoli, facciano il loro marketing sulla pelle degli italiani. Un po’ come il tuo leader, un imprenditore che nel 1994 ha lanciato un partito presentandolo apertamente come un prodotto di marketing e, proprio come si fa per un prodotto di marketing, lo ha infiocchettato di promesse che non si sarebbero mai realizzate.
2. Reazione del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Carlo Giovanardi
Molto intelligente l’attacco all’Italia e a Berlusconi della signora Ciccone.
Captatio benevolentiae alla rovescia. Serve a mettere in chiaro da subito che ci sarà dell’ironia malriuscita.
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gli "italiani" non si sentono affatto offesi dal riassunto di Madonna...anzi
13/09 14:03 - vittorio Cucinelli