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Madagascar: un italiano tra i presunti trafficanti di organi linciati dalla folla

Un orrore svoltosi in una sola notte: un bambino trovato mutilato, mentre i presunti colpevoli venivano rilasciati dalla polizia. Così la folla ha agito da sola, linciando tre uomini, di cui un italiano, per poi dare loro fuoco.

Il Ministero degli Esteri lo ha confermato questa mattina: tra gli uomini linciati nella mattina di ieri ci sarebbe un italiano. Un franco-italiano, precisa invece il Madagascar Tribune. Ricostruendo anche l'andamento dei fatti: la scomparsa di un bambino di otto anni aveva infatti portato alla cattura di un malgascio che, nella notte tra il 2 e il 3 ottobre, era stato rilasciato per insufficienza di prove.

Un gruppo organizzato dagli abitanti dell'isola di Nosy Bé avrebbe quindi iniziato la caccia all'uomo al fine di recuperare i due altri sospetti, stavolta stranieri (i cosiddetti vahaza). Sulla spiaggia avrebbero visto in faccia l'orrore: al corpo del bambino lì ritrovato mancavano diversi organi (senza scendere nei macabri particolari). Basti dire che il bambino era stato congelato e poi gettato sulla battigia.

Verso le 5-6 della mattina seguente, due uomini sono stati trovati dalla folla inferocita. Portati al villaggio e malmenati, avrebbero confessato il proprio reato, prima di venir - pare - bruciati vivi. Un crimine, quello del traffico d'organi, non nuovo nel paese, classificato nel ranking per il traffico di esseri umani come Tier 2 Watch List, ossia come governo che si sta sforzando per contrastare il fenomeno, ma che continua ad essere a forte rischio (qui la lista per paese).

La stessa unità di crisi del Ministero degli Esteri invita a muoversi nel paese con grande prudenza, vista l'instabilità politica. Non è un caso che al centro della questione scoppiata a Nosy Bé vi sia anche la polizia paramilitare guidata da Gen Guy Randriamaro Bobin, che rimane l'autorità in capo alla quale anche la BBC ha chiesto chiarimenti sull'accaduto. Saranno proprio le forze paramilitari - secondo l''invito del Presidente Andry Rajoelina a occuparsi di riportare l'ordine e la sicurezza sull'isola di Nosy Bé.

Restano dubbi sulla vicenda: sia riguardo l'uccisione del bambino, sia riguardo il linciaggio. Non è ancora chiaro se gli uomini siano stati davvero arsi vivi. Le autorità italiane hanno solo potuto recuperarne i documenti, anche perché il governo locale golpista non è riconosciuto dall'Italia, che ha la propria sede consolare a Pretoria, in Sudafrica. Al macabro "rituale" avrebbero partecipato 4000 persone.

Certa è invece l'identità dell'uomo linciato, pubblicata da Repubblica. Si chiamerebbe Roberto Gianfalla. Poche notizie sul web, eccetto un profilo Facebook, citato anche da Leggo, sul quale comunque lasciamo le riserve del caso. Se il dubbio rimane, di certo rimane anche l'orrore.

 

Foto: Maurits Vermeulen/Flickr

Commenti all'articolo

  • Di (---.---.---.111) 4 ottobre 2013 23:35

    ESEMPLARE...QUESTO E’ IL COMPORTAMENTO CHE CI VORREBBE NELLE VENE DEGLI ITALIANI...INVECE DI ESSERE PECORE SOTTOMESSE SEMPRE A PECORINA PRONTI A FARSI SFONDARE DA CANI E PORCI NOSTRANI, EUROPEI, E OLTRE OCEANO... LA FOLLA E’ UNA CREATURA INDOMINABILE SE PRENDE IL SOPRAVVENTO SUL MALE..MA SIETE PERSONAGGI DA CIRCO PER RENDERVI CONTO IN QUALE SOCIETA’ STATE VIVENDO...VI NASCONDETE DIETRO UN CELLULARE ALL’ULTIMA GENERAZIONE PER RITROVARVI SEMPRE NELLO STESSO CIRCOLO VIZIOSO DI SCHIAVI SOTTOMESSI E SILENZIOSI... 


    MAI VISTO NIENTE DI PIU’ RIVOLTANTE...VI HANNO BATTUTO PERFINO GLI SPAGNOLI IN QUANTO A SANGUE NELLE VENE...VOI AVETE ACQUARAGIA NELLE VENE..

    YOUR NIGHTMARE..

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