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M5S-Lega: partiti di latta e di sgoverno

Ricordate il partito di lotta e di governo? Il concetto voleva rappresentare un soggetto politico capace di far quadrare la lotta, dunque la protesta, con l’iniziativa (progressista) di governo. Dalla metà degli anni ‘70 dello scorso secolo a oggi abbiamo assistito a diverse proposizioni di governo susseguitesi nel tempo, dal craxismo in poi, con un unico attributo ben distinguibile: l’imbroglio mediatico. Lontani anni luce, dunque, dall’originale enunciato berlingueriano.

Tutto iniziò con Craxi il quale ebbe il demerito di rendere scientifico il già diffuso, per dire il vero, malaffare democristiano sino a beccarsi il lancio in faccia delle monetine. Molti pensarono, illusi: “Ora si cambia”. Costoro non avevano fatto i conti, però, col cosiddetto “italiano medio”, quello della famosa maggioranza silenziosa, colui che, per intenderci, gode del malaffare diffuso postulando di ricavarne prima o poi un qualche vantaggio personale.

Defunto (politicamente) Craxi, ecco assurgere ai vertici della Repubblica lui, Silvio Berlusconi, già beneficiario dei generosi lasciti craxiani. Ci troviamo, allora, umili schiavi del nuovo “uomo forte” della politica italiana, colui che ha ridefinito in maniera ancora più spregiudicata e spregevole l’antico concetto di ”ad usum nostrorum tantum”, qualsiasi cosa significhi.

Da Berlusconi a Renzi il passaggio è automatico, si potrebbe osare definirlo uno scontato esempio di evoluzione darwiniana. Ecco il nostro eroe Matteo, dunque, replicare la favola di Fedro, gonfiandosi quanto la nota rana dopo aver ottenuto oltre il quaranta per cento dei voti alle elezioni europee. Ma come accadde alla povera rana della favola, il Renzi presto scoppiò.

A chi potevano rivolgersi, a questo punto, gli ex democristiani, ex craxiani, ex berlusconiani, ex renziani per tener fede alla loro immutata fiducia nell’imbroglio? Dai e poi dai, vaffa su vaffa, reddito di cittadinanza su reddito di cittadinanza, flat tax su flat tax, eccoli approdare, i poveri elettori, sulle sponde dove li attende il traghettatore della palude stigia, impersonato da un comico dalla criniera bigia e fluente, mentre sulla sponda opposta saranno presto attesi, e accolti, dal “Cerbero” Salvini, propugnatore d’odio e di violenza.

Il partito di lotta e di governo è sparito, lasciando il campo, dalla teorizzazione originaria a oggi, al partito di latta, rappresentato dagli inutili grillini, al partito di sgoverno del neofascismo salviniano. Dobbiamo solo rassegnarci, oppure i tanti, troppi rinunciatari finiti nel non voto avranno finalmente un moto d’orgoglio proponendo alla parte più sensibile dell’elettorato una proposta di governo serio e capace, avulso da ogni imbroglio mediatico?

Chissà. Tra le sponde della palude stigia, quella grillina da un lato e quella cerbero-salviniana dall’altro, si potrebbe organizzare un servizio di salvataggio dei profughi indicando loro un porto sicuro e accogliente dove sbarcare. Caronte permettendo.

Commenti all'articolo

  • Di pv21 (---.---.---.247) 11 agosto 19:40

    STOPPARE > Giusto 15 mesi fa il Presidente S Mattarella, vista la precaria situazione economica e politica, prospettava la formazione di un Governo Tecnico “neutrale” pronto a dimettersi per far posto ad una regolare maggioranza Parlamentare.

    Governo tecnico che si sarebbe comunque concluso a dicembre per andare poi al voto.

    Come alternativa avrebbe potuto anticipare le elezioni in autunno, ma avendo la preoccupazione di non approvare in tempo la prevista manovra finanziaria, con conseguente esercizio provvisorio.


    Questo tipo di scenario si sta riprospettando ancora oggi e, come allora, le diverse forze partitiche si dichiarano contrarie.

    Forse non ricordano (?) la quota raggiunta dallo spread a fine 2014, il rischio default ed il “rigore” della cura dettata.


    Eppure necessita un governo dalla chiara e ferma volontà di tracciare una linea di STOP.

    Con il rimpallo di “dichiarazioni retoriche e slogan mediatici” non si supera La crisi – Atto secondo che da anni …

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