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Lino Barbieri, far ridere l’Italia ai tempi dell’anniversario della sua unità

Far coabitare comicità e il mondo che ci circonda, forte di un’esperienza forte come quella del Bagaglino, è l’intento di Lino Barbieri, che sarà in scena al Teatro Totò di Napoli con il suo nuovo spettacolo, “Scusate se insisto”, in scena da giovedì 17 a domenica 27 marzo. Scritto da Lello Marangio e diretto da Gaetano Liguori, lo show comico-musicale è un pretesto, appunto, per raccontare il tessuto sociale e l’attualità nella quale viviamo.

Monologhi, certo, ma anche la parodia che talvolta prende corpo nella forma canzone saranno le armi che Barbieri userà per far ridere il suo pubblico. La canzone, dicevamo, e infatti, l’attore sarà accompagnato sul palco palco dalla band Animamia (5 musicisti, già al fianco di Audio 2 e Adriano Pappalardo) e dal corpo di ballo (6 ballerine) diretto da Ettore Squillace e metterà in scena parodie come “Attenti all’ASL” di Lucio Dalla a “L’ingegnere e i sette vani” e “Il signore degli spinelli” di Riccardo Cocciante, passando per i classici di Vasco Rossi, Renato Zero, Ray Charles e Pino Daniele. Ma non solo. Le manie dell’uomo, il progresso che ci ha portato al viagra, piuttosto che a pensare un futuro su Marte e non potevano mancare la televisione e i suoi cambiamenti, in negativo, e uno dei grandi contenitori da cui da sempre i comici attingono: la politica, più cabarettistica del cabaret stesso.
 
 
Barbieri porterà sul palco del teatro napoletano i suoi aletrego: Giorgio Pilastro – un cinico costruttore senza scrupoli che rende lecito ogni illecito – e Remo Contro, un eterno ribelle, un bastian contrario che dice no ad ogni cosa. Contribuirà alla narrazione, uno schermo che fotografa, in maniera burlesca e irriverente, le disavventure croniche del Belpaese: dalle stragi del sabato sera, ai problemi della Sanità; dalle separazioni facili che generano i poveri del terzo millennio, alla voglia spasmodica di apparire, fino ai social network che hanno cambiato il nostro modo di vivere.
 
Un racconto, insomma, di questa nostra Italia e chissà che il fatto che la data di inizio dello spettacolo coincida con l’anniversario dell’unità d’Italia, sia solo un caso. 
 

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