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Libia video di Gheddafi e rivolte: chi comanda adesso?

Mentre sto scrivendo è comparso il messaggio video di Muammar Gheddafi atteso da diverse ore.

Definirlo sconcertante vuol dire essere pietosi con chi non conosce il significato del termine.

Pochi secondi trasmessi dalla TV di stato libica in cui il Rais, mandante quantomeno morale del massacro del suo popolo in questi giorni e responsabile riconosciuto di altri massacri anche fuori della sua nazione, appare all'interno di un'autovettura tenendo in mano un grande ombrello e con un bizzarro copricapo troppo grande per la sua testa, solo per pronunciare poche parole in cui dichiara di non essere fuggito come "affermava qualche cane" (testuale) ma di essere ancora a Tripoli. Non è certamente quello che ci si aspettava o si temeva. Non aveva l'aspetto di un capo di stato con ancora una minima capacità di controllo ma sembrava piuttosto un povero disgraziato smemorato appena recuperato grazie ai buoni uffici di "Chi l'ha visto".

Aldilà della scarsissima impressione di forza che mostra Gheddafi in queste immagini che stridono con l'allucinante violenza operata sui manifestanti, un'analisi attenta dei fotogrammi porta diverse perplessità; ovviamente la prima domanda che ci si pone è se risponde a verità la presenza del dittatore a Tripoli, difficile dire anche se effettivamente al momento stava realmente piovendo sulla capitale libica.

Quello che è più interessante notare, è come le riprese siano ambientate in una situazione "di strada" e quanto Gheddafi appaia in stato di confusione e insolitamente dimesso rispetto alle sue abitudini. Non sono condizioni in cui si presenterebbe nessuno in un momento in cui bisogna dimostrare forza e dominio. Personalmente ho avuto più l'impressione di un uomo in condizione di "ostaggio" trasportato forzatamente via da un posto all'altro. Utilizzato non per dimostrare al popolo libico la sua presenza ma piuttosto per trasmettere un messaggio all'esterno della Libia.

Appena poco prima venivamo a sapere di uno stato di preallarme militare della nostra nazione, presentato come una normale misura precauzionale. Effettivamente sarebbe un'atteggiamento di prudenza plausibile; nella mia esperienza diretta, avendo prestato il servizio di leva durante gli "anni di piombo" so per esperienza diretta che eventi di pericolo potenziale comportavano un rafforzamento dei servizi di vigilanza.

Quello che però mi ha colpito è che si sia dato ordine alla nave Elettra di avvicinarsi alle coste libiche; quest'unità della Marina Militare, presentata come nave attrezzata con radar e generiche strumentazioni elettroniche è in realtà quella che potremmo definire una "nave spia". Tecnicamente definita come "Unità Supporto Polivalente per Sorveglianza elettronica" ha il compito di "intercettare, analizzare e valutare segnali radio ed emissioni elettromagnetiche al fine di ricavarne informazioni da fornire all’intelligence, alla squadra navale e/o a supporto di operazioni speciali. Grazie alla ridotta segnatura acustica è in grado di avvicinarsi ad obiettivi sensibili senza farsi notare, intercettare le informazioni e riferire."

Sappiamo di plausibili, anche se non confermati, appelli degli ufficiali libici alle truppe di supportare i manifestanti che vanno ad aggiungersi a quanto confermato sulle defezioni dal controllo del potere centrale libico in favore della popolazione, con il caso eclatante dei due jet atterrati a Malta con richiesta di asilo. Ma le forze armate libiche non sono nemmeno lontanamente paragonabili per capacità militari e logistiche a quelle egiziane, né tantomeno per presenza nello spirito nazionale.

Dopo la breve "comparsata" di Saif Al Islam Gheddafi in Tv che ha coinciso con il massacro di Tripoli, si sono rincorse voci di una resa dei conti fra lui ed il fratello Mutassim, al momento riassorbite ma che lasciano perplessità visto che al momento manca un secondo messaggio di Saif che sarebbe stato ragionevole aspettarsi.


Finora nessuna organizzazione o figura rappresentativa si è portata come voce rappresentante l'insurrezione o almeno di una sua parte. I clan tribali, fortemente radicati nella cultura e nella società libica hanno dato appoggio alla rivolta popolare ma anche qui un refente definito non si è fatto avanti.

Intanto le forze repressive mercenarie continuano ad imperversare non si sa agli ordini diretti di chi.

E inevitabilmente non sappiamo chi potrebbe essere in grado di dare l'ordine di fermarsi o cosa succederebbe se questo "qualcuno" non fosse più in grado darlo l'ordine.

Tutto questo "ad un tiro di schippo" da casa nostra.

Fonti:
CNN 
Pagina privata per la nave ausiliaria Elettra
Wikipedia forze armate libiche
Inoltre International Insitute for Strategic Studies e CIA FactBook per documentazioni varie
Twitter.com per le voci dirette e ulteriori riferimenti
Gmap con cronistoria e localizzazioni (non tutto confermabile) 

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