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Lettera di risposta agli "auguri scomodi" inviati dal mio parroco

Per Natale il parroco di Castelfranco di Sotto ha inviato a tutti i cittadini "gli auguri scomodi" scritti anni fa dal Vescovo di Molfetta Don Bello. Scusate non sono riuscito a trattenermi.

"Carissimo Cappellano don Gian Luca,

ho letto con piacere "gli auguri scomodi" del Vescovo di Molfetta che Lei ha pubblicato sulla Lanterna del mese di dicembre, ma, se posso permettermi, credo che abbia sbagliato i destinatari. Con questo, sia chiaro, non voglio certo sottrarmi alle mie responsabilità - "tutti noi siamo costituiti peccatori in Adamo" -, e il degrado morale e civile a cui siamo arrivati specialmente in Italia tocca picchi lontanamente immaginabili fino a qualche anno fa. Ma Le pongo una questione: è proprio sicuro che siamo noi i primi a sbagliare? È proprio sicuro che la responsabilità maggiore di questo degrado sia da imputare a noi poveri peccatori? Io credo che se noi abbiamo perso le fede in Gesù la colpa sia soprattutto vostra e mi perdoni se sono così diretto. Non posso più rivolgermi al Vescovo, per evidenti motivi, quindi mi rivolgo a Lei quale mio interlocutore. Nella lettera si punta il dito sui mali della società civile quali la speculazione, si evidenziano i nostri cenoni, le nostre coscienze ipocrite, lo spreco delle nostre luminarie. Addirittura ci augura che il Bambin Gesù ci tolga il sonno e ci faccia sentire il nostro guanciale come un masso finché non avremo dato ospitalità ad uno sfrattato, ad un povero, ad un marocchino. Niente di più giusto, ma la Chiesa, Lei, davvero potete dire di avere la coscienza pulita? Siete sicuri di sentirvi così a posto con voi stessi da poter ergervi in una posizione tale da criticare con tanta forza noi poveri peccatori? Io credo che la lettera possa benissimo essere riscritta con Voi come protagonisti. 

Partiamo dalla nostra parrocchia. Si parla di poveri, di bisognosi, di elemosina ma nell'ottobre del 2010, nella vostra parrocchia, durante la messa celebrativa dei 25 anni di matrimonio di alcune coppie, tra cui i miei genitori, mi è stata passata una busta per l'elemosina e lo sa per cosa era? Per comprare la lavastoviglie al nuovo parroco. Una lavastoviglie? Ma come? Lasciando perdere l'utilità di una lavastoviglie per una persone che vive da sola, ma con tutti i poveri che ci sono specie in tempi di crisi com'è possibile che le elemosina vadano a finire in una lavastoviglie? Non ci ho messo dentro nemmeno un centesimo e quella è stata l'ultima volta che ho messo piede dentro una Chiesa. Non penso proprio di poterci trovare Gesù lì dentro a questo punto. 
 
In un numero della Lanterna di qualche mese fa, si condannava l'usanza dei cortei funebri di diventare delle celebrazioni per le strade del paese, dei motivi di ritrovo per chiaccherare del più o del meno fra amici che non si vedevano da tempo. Ma chi è che ha portato a tutto ciò? Chi è il primo che ha svilito il significato della morte? Chi è che ha dato un valore alla morte per cui chi paga può essere ricordato durante la messa della domenica e chi non ha i soldi no? Uno dei passi più belli che abbia mai incontrato durante il catechismo è quando Gesù agli Apostoli, che gli avevano fatto notare che una vedova aveva messo solo poche monete dentro la cassa delle elemosina, gli disse che non era la quantità ma il valore che quei soldi avevano per quella persona a determinarne l'importanza. Io credo che la Chiesa se lo sia un po' dimenticato.
 
Se l'è dimenticato quando i Padri Maroniti a Roma sfrattano una palazzina di persone disabili al 100% con obbligo di sfratto entro 10 giorni per costruire appartamenti di lusso da dare affittare. Se l'è dimenticato quando pago per entrare in un luogo di culto. Se l'è dimenticato quando la Banca del Vaticano diventa la prima finanziatrice di armi nel mondo. Se l'è dimenticato quando un Vescovo in Vaticano sostiene che l'olocausto non è mai esistito. Se l'è dimenticato quando costruisce alberghi di lusso e fa una concorrenza sleale ai poveri cittadini che pagano regolarmente le tasse mentre le loro costruzioni vengono spacciate per luoghi di culto. Se l'è dimenticato quando ad Assisi vietano ai mendicanti di sostare vicino alle Chiese. E con quale coraggio venite a dire a noi di aprire le case ai poveri quando voi chiudete le Chiese?
 
Vorrei sapere se Lei e quanti altri suoi colleghi nei giorni scorsi hanno permesso ai senzatetto di trovare rifugio nella dimora del Signore, perché quella è la dimora del Signore non la vostra. Ma le dirò molto di più. Credo che conosca la Fondazione Onlus del Cardinale Maffi che controllo alcune RSA per anziani. Sa i principi cattolici e caritatevoli di Gesù a quanto hanno portato la retta mensile per ogni anziano? Tremila trecento euro. 3.300 € al mese. Le risulta che qualche anziano possa permettersi tale retta?  
Le chiedo come faccio a credere in una Chiesa che difende e protegge i preti pedofili e spende la maggior parte dell'8xmille nei processi in America per difenderli? Può un'istituzione venire a farmi la predica sulla moralità quando 9 preti su 10 non denuncerebbero un altro ecclesiastico che abusa di un minore; e sa perché? Perché non sono mica poliziotti, loro. 
 
Lei parla di sbornie, di cenoni, di ricchezze ma evidentemente ha poco contatto con la realtà. I veri sordi siete voi che non ascoltate ciò che i vostri credenti, come me, vi chiedono. E noi ci allontaniamo sempre di più perdendo i valori che hanno da sempre costituito la nostra cultura e che anche voi non sapete più dove siano. Vi scagliate contro i gay, contro l'aborto, contro il progresso ma non sono loro i mali di oggi. Fatevi un'introspezione per primi e capirete che nel corso dei secoli avete perso la via di Gesù. 
 
Immagino che mi risponderà elencandomi esempi di religiosi eroici, martiri, missionari. Non si disturbi, li conosco. Li conosco tutti e sono proprio loro, sono proprio preti come Don Pino Puglisi, che mi danno ancora la forza di credere che lassù ci sia qualcuno migliore di voi. 
 
Mi scuso per il tempo che le ho rubato e spero che questo possa essere un punto di inizio per migliorare tutti. Voi, in quanto Chiesa, e noi.
Buona giornata

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Commenti all'articolo

  • Di (---.---.---.142) 29 dicembre 2012 14:53

    Caro amico,
    se volevi scrivere questa lettera al destinatario, avresti fatto meglio a inviarla tramite posta. Se invece, come pare, volevi farne partecipi tutti i lettori eventualmente interessati all’argomento, bisognava pubblicare anche quella "Lettera di auguri scomodi" alla quale rispondi. Non credi?

    • Di Juri Mazzei (---.---.---.197) 11 gennaio 2013 16:37
      Juri Mazzei

      Questa risposta prima di essere pubblicata su questo sito è stata inviata tramite email, al suo destinatario. Per quanto riguarda il secondo appunto, la lettera è talmente famosa e nota da anni che è possibile trovarla su qualunque motore di ricerca

  • Di (---.---.---.129) 31 dicembre 2012 18:52

    Condivido diverse cose che dici, sicuramente hai ragione quando richiami la chiesa a una coerenza che spesso non ha, ma il richiamo va fatto a tutti, non solo alla chiesa, ognuno si deve sentire destinatario degli auguri scomodi fatti tanti anni fa da d. Tonino Bello.

    Credo che i preti siano chiamati a vivere sobriamente almeno quanto quelli che li invitano a vivere sobriamente, nè più nè meno. Per tornare alla fonte di quegli auguri, d. Tonino, nella sua vita di prete e Vescovo ha sempre dimostrato coerenza e non immagino persona più degna di pronunciare quelle parole, ma sono sicuro che tra i destinatari mettesse anche se stesso. E forse anche il tuo parroco .... Ti auguro un 2013 ricco di pace e serenità
    Carlo
    • Di Juri Mazzei (---.---.---.197) 11 gennaio 2013 16:40
      Juri Mazzei

      Più o meno è il messaggio che volevo trasmettere io. Come dico in fondo, questa lettera magari un po’ piccata va vista come un punto di incontro per iniziare un confronto, un dialogo. Grazie e, anche se in ritardo, buon anno anche a te

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