Illustrissimo Signor Presidente Giorgio Napolitano,
mi chiamo Vincenzo Martire, e sopravvivo dal 1958 a Boscoreale, un paese alle falde del Vesuvio.
Non voglio raccontarle una storia personale, ma vorrei cercare di porre la sua attenzione su una storia che potrebbe essere la sua, la mia e di qualunque altro uomo che per un volere non si sa di Chi, è nato e vive in questa terra, piena di contraddizioni, di difficoltà, ma ricchissima di uomini e donne con buoni sentimenti.
Non sono espertissimo in informatica, ma nel 2005 ho creato sul web un sito: www.boscorealeperamico.it, con il quale mi proponevo di evidenziare gli aspetti più belli della mia città.
Purtroppo la realtà ci dice che gli aspetti negativi soffocano prepotentemente quelli positivi.
Dopo aver raccolto e pubblicato tutto quello che mi sembrava utile, ho deciso di scriverle questa lettera e a questo proposito, Le vorrei elencare alcune mie considerazioni, o forse sogni, circa la vivibilità di una città o di un paese. Priorità indispensabili per una vita civile:
Sistema fognario funzionante (quando piove a Boscoreale non si può quasi uscire a piedi, e gli scarichi fecali non si capisce bene dove vanno a finire). Quanti decenni e quanti finanziamenti occorrono ad un’Amministrazione Comunale per fare le fogne in un comune di 27.000 abitanti?
Strade illuminate e senza buche, con marciapiedi non occupati dagli alberi, dai cassonetti, dalle auto, dalle moto, dai banchi dei negozi, dai pali della luce e dai prepotenti.
Pulizia della città e raccolta dei rifiuti efficace (non infiltrata), vedi inesistenza di piattaforma ecologica e mancanza di contenitori, magari non infiammabili, per la raccolta differenziata in numero sufficiente – Forse temporaneamente la si potrebbe affidare all’Esercito con l’ausilio del servizio civile e noleggiando i camion delle Ditte specializzate, insieme al loro personale. Può succedere che in un territorio dove il lassismo ha incancrenito il senso civico, i militari con gentilezza e fermezza potrebbero insegnare in breve tempo a fare la raccolta differenziata, anche agli aspiranti cittadini più indisciplinati.
Spazi verdi attrezzati in quantità adeguata al numero di abitanti e ripartita in modo appropriato sul territorio. Si potrebbe provvedere con Commissari ad acta, visto che le amicizie locali dei nostri Amministratori non fanno toccare i terreni dei privati.
Luoghi deputati alla crescita culturale e all’aggregazione sociale, vedi biblioteca, teatro, cinema, spazi per i giovani, campi di bocce per gli anziani, ecc., affidati alle associazioni e mettendo da parte i Politicanti, che sono stati immobili per decenni.
Scuole aperte al territorio anche fuori degli orari scolastici.
Parcheggi per le maledette auto.
Politici che si occupano del bene comune, e che se hanno governato per un decennio senza riuscire a raggiungere gli obiettivi minimi di vivibilità della città, devono essere interdetti da tutte le cariche politiche. (Non chiediamo ai cittadini di non votarli, poiché con il clientelismo tuttora vigente e la mancanza cronica di lavoro, per i politici navigati è un gioco da ragazzi tenere molta parte della popolazione ai loro piedi).
Apertura di nuovi tracciati stradali sempre con Commissari ad acta, per gli stessi motivi degli spazi verdi, amicizie e clientele, immobilizzano i nostri Amministratori.