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Le Sardine e il paradosso della tolleranza

Sulla pagina facebook di Mattia Santori - uno dei quattro ragazzi di Bologna che hanno dato vita al movimento antileghista delle Sardine - così come su quella originale delle Sardine bolognesi (6000sardine) è andato in onda per chi non lo conoscesse il paradosso della democrazia.

Quello famoso: se sei democratico devi lasciare che tutti parlino, anche quelli che democratici non sono. Che però sfrutteranno i margini democratici per abbattere la democrazia. E così i democratici diventano loro stessi complici della distruzione della democrazia.

In sintesi su quelle pagine si è scatenata un'aggressione di bulli leghisti e parafascisti che ha letteralmente tolto quasi ogni spazio al naturale dispiegarsi di commenti e di dibattito, richiamando solo su di sé e sulla confutazione ai loro commenti l'attenzione di tutti.

Il sistema è quello delle curve degli stadi. Forse è un reato gridare "buuuu" a qualcuno? Ovviamente no, ma se cento razzisti lo gridano a un giocatore di colore con l'intento di impedirgli di giocare, distraendolo o facendolo innervosire, si chiama bullismo. E se il bullismo non trova ostacoli il bullizzato viene fatto fuori (metaforicamente e, a volte, purtroppo non solo metaforicamente).

Se qualche timidissima reazione (molto poco in realtà) si comincia a vedere negli stadi e nella società è evidente che le pagine dei social sono totalmente in balìa di questi bulli da tastiera.

O sono "chiuse" e allora la loro funzione pubblica si perde rimanendo limitata alla comfort zone di pochi eletti, liberi di discutere ma solo fra di loro, oppure diventano a loro volta, del tutto involontariamente, una vetrina dei loro stessi avversari.

E a poco serve "ignorarli": se il loro numero diventa preponderante è chiaro che si appropriano di quello spazio, nato proprio per contrastarli politicamente o culturalmente.

L'intenzionalità palese è quella di oscurare, sommergendolo, ogni oppositore del leader leghista con una tecnica che tenta di triturare ogni voce contraria. Come quella, per lui pericolosa, delle nuove "sardine".

Né va meglio nei gruppi dove, a differenza delle semplici 'pagine', ci sono amministratori e moderatori. Essere sommersi da commenti da moderare significa dover rallentare fino al blocco totale la pubblicazione di post "legittimi" che restano in attesa di moderazione per giorni. Fino a che è troppo tardi perché qualcuno li possa vedere e dibattere o finché i membri del gruppo, infastiditi non cominciano ad andarsene decretando così il collasso dell'iniziativa.

In tutti i casi l'esercizio di una proposta politica in rete contro lo strapotere comunicativo di Salvini & Co. è fortemente rallentata quando non addirittura impedita dall'ondata di bullismo degli haters.

Restano le piazze, si sa, dopo le affollate iniziative di Bologna e Modena e presto di altre, ma la battaglia della comunicazione in rete – lo si è già visto durante la campagna presidenziale americana del 2016 con il ruolo forse decisivo giocato dalla Breitbart News, la piattaforma informativa di Steve Bannon – è fondamentale.

La forza delle "sardine" sta proprio nell'aver coniugato il movimento di piazza con una forte presenza in rete. Non ancora messa a punto, evidentemente, ma sufficientemente frequentata da poter opporre in prospettiva una valida manovra di contrasto alla preponderanza leghista. Non è un caso se un sondaggio Index Research dice che per la maggior parte degli italiani "il nemico più pericoloso per Matteo Salvini" sono proprio le neonate sardine.

Altre soluzioni a breve non si vedono: non si può pretendere che siano i social stessi a valutare se tizio, caio o sempronio hanno davvero bullizzato qualcuno oppure se abbiano legittimamente (e democraticamente) dibattuto con un interlocutore di diverso colore politico.

Né si possono immaginare leggi che impediscano a qualcuno di fare affermazioni lecite anche se "al limite". Se non sono immediatamente offensive, discriminatorie o, peggio, diffamatorie non è pensabile censurarle; dopotutto mica può essere vietato gridare "buuuu" o dire "tizio mi fa schifo", no?

È il paradosso della democrazia e non c'è molto che si possa fare se qualcuno decide di non rispettare più le regole del gioco: sentirsi libero di parlare e lasciare che gli altri parlino nel rispetto dei rispettivi spazi. Quel qualcuno è arrivato ed è molto pericoloso perché ha preteso di avere il diritto di far saltare il banco.

Da tempo se ne è accorta anche Agoravox, costretta a chiudere talvolta i commenti per l'attività bullizzante degli haters di professione: sempre anonimi, con indirizzi IP diversi o con nomi di fantasia diversi ma con lo stesso IP, che pubblicano a ripetizione commenti sempre astiosi, spesso offensivi, mai dialoganti. La stessa tecnica dei razzisti da stadio: far innervosire, distrarre, sconfortare. In una parola bloccare l'attività altrui. E se poi sono loro a essere bloccati ricorrono, irridenti, al paradosso: che bei democratici che siete se mi impedite di parlare!

Argomentazioni risibili come capirebbe chiunque. Impedire a un razzista di fare "buuu" a un giocatore di colore non è lesione della democrazia, è attività meritoria di salvaguardia del vivere civile. E lo stesso vale per le incursioni in rete.

Attività meritoria quindi anche quella della redazione di Agoravox, se e quando blocca l'accesso ai leoni da tastiera, ma che ovviamente costa una limitazione al libero dispiegarsi del dibattito (quello vero) e di un serio confronto politico e culturale. La libertà dai brutti ceffi dell'oltranzismo leghista si paga cioè, comunque sia, con un vulnus per la propria libertà di pensiero.

Ma tant'è, dove possibile è lecito applicare la regola di Popper a proposito del "paradosso della tolleranza": «l'intolleranza nei confronti dell'intolleranza stessa è condizione necessaria per la preservazione della natura tollerante di una società aperta».

Commenti all'articolo

  • Di Una bella invenzione del PD alla canna del gas (---.---.---.110) 23 novembre 2019 13:54

    Un bell’articolo sembra scritto alla bisogna.

    A quanto pare siamo in tanti a pensarla così.

  • Di Enzo Salvà (---.---.---.171) 23 novembre 2019 20:25
    Enzo Salvà

    D’accordo con Lei, in particolare sulla difficoltà di libera, agevole, espressione e dibattito.

    Dal punto di vista economico non sarebbe poi così difficile: sono abbastanza d’accordo con il giornalista economico Adriano Bonafede quando scrive che “per sbugiardare gli slogan delle destre basta farle governare” . Gli italiani ne subirebbero conseguenze? Probabilmente no, questi parolai generalmente rifuggono dalle responsabilità, si è già constatato in Agosto.

    Poi c’è tutta la questione fascistoide e sono ben felice della nascita delle Sardine. Il cuore del loro manifesto lo individuo in:

    “Cari populisti …….la festa è finita” e

    "Crediamo ancora nella politica e nei politici con la P maiuscola. In quelli che pur sbagliando ci provano, che pensano al proprio interesse personale solo dopo aver pensato a quello di tutti gli altri. Sono rimasti in pochi, ma ci sono. E torneremo a dargli coraggio, dicendogli grazie....." 

    Non è tutto ma è quello che completa un quadro: un approccio culturale positivo.

    Gli e mi auguro di riuscire a percorrere questa strada che è ambiziosa ed impervia considerata l’attuale “aria che tira”

    Un Saluto

    Es. 

    • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.215) 24 novembre 2019 00:07
      Fabio Della Pergola

      Grazie a te Enzo. Condivido e confermo l’impostazione del mio articolo. Sulla pagina di 6000sardine si può trovare un profluvio di interventi di destra aggressivi, insultanti, irridenti, arroganti, prevaricatori. Tengo a precisare che le "sardine" hanno ampiamente dimostrato di essere aliene da qualsiasi impostazione uguale e contraria (anche se spesso verrebbe voglia...) ma questo non è sufficiente a evitare che la destra si senta vittima (perfino di una semplice manifestazione di piazza assolutamente pacifica oltre che legittima) e alzi alte lamentazioni sulle sue povere sorti. Ipocriti e ridicoli quantomeno. Saluti.

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.215) 24 novembre 2019 10:23
    Fabio Della Pergola

    Un amico si è divertito a copiare il mio articolo, depurandolo da ogni riferimento alla testata, e pubblicarlo come commento a uno degli articoli de Il Giornale riferito alle sardine. Sulla testata non si può se non registrandosi che definirei un filtro "forte" per ogni commento critico (e che forse anche Agoravox dovrebbe applicare)  ma sulle pagine dei "blog" si può. E quindi il mio articolo è stato pubblicato come commento al testo di tal Ferrara (non quel Ferrara!). Poi è partito il cronometro: cancellazione avvenuta dopo 7 secondi. E non era una interlocuzione sterilmente offensiva, ma un lungo e articolato ragionamento. Quindi, secondo i canoni usuali, un legittimo commento interlocutorio. Tant’è, alla faccia di chi viene qui a frignare.

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.215) 24 novembre 2019 13:01
    Fabio Della Pergola

    No, visto il livello degli articolisti de Il Giornale non mi sento particolarmente orgoglioso. Con tutto il rispetto per il lavoro altrui, s’intende. Inoltre è stata solo una prova per verificare il livello di permissività di quell’ambiente. Pari a zero direi.

  • Di paolo (---.---.---.49) 24 novembre 2019 15:37

    Caro Fabio , non so se hai notato che da un pò di tempo spariscono i commenti. E ho verificato che vengono soppressi pur non contenendo nulla che possa configurarsi come non conforme alle regole del blog. In un caso perfino un mio articolo proposto in sede di moderazione, sparito come d’incanto; desaparecido. Esiste una precisa linea editoriale che valuta i contenuti ? 

    Ora giusto porre un filtro a chi aggredisce od offende, ma che sta succedendo ? Lo chiedo ovviamente anche alla redazione, perché se non è dovuto a problemi tecnici la cosa diventa francamente sgradevole. Il Giornale ci impiega 7 secondi, ma non vorrei che AgoraVox stia puntando nella stessa direzione .

    ciao

    • Di Enzo Salvà (---.---.---.25) 24 novembre 2019 18:51
      Enzo Salvà

      paolo, non faccio parte della redazione nonostante qualcuno lo abbia scritto. Non so nulla del tuo post ma, nel merito dei commenti che scompaiono, alcune regole per chi scrive sono: 

      - Proponi solo articoli originali dei quali sei l’autore. Se proponi un articolo di altri o una traduzione accertati di avere l’autorizzazione dell’autore;

       Se riporti un dato o una dichiarazione metti un link che lo conferma;

      - Cita tutte le tue fonti;

      Se guardi i commenti a questo articolo ti accorgi che i pastoni sono copiati, probabilmente anche contro le regole del copyright, senza autorizzazioni, senza link di conferma, fuori tema. 

      Ognuno la pensi a modo suo, sia chiaro, ma commenti nel merito: rileggi quanto scrive Fabio Della Pergola, leggi i commenti e dimmi se chi commenta cerca un confronto tra idee diverse o è un "disturbatore". 

      E’ chiaro che dei disturbatori non ci si libera, non puoi andare a fare casotto a casa loro, ed allora, controvoglia, applichi: «l’intolleranza nei confronti dell’intolleranza stessa è condizione necessaria per la preservazione della natura tollerante di una società aperta».

      Un Saluto

      Es.

    • Di Redazione (---.---.---.20) 25 novembre 2019 08:42
      Redazione

      Buongiorno Paolo, 

      lei ha oltre 250 articoli pubblicati su AgoraVox. Alcuni di quelli che ha proposto alla moderazione invece non sono stati votati. Articoli spariti (che sarebbero quindi nel "cestino") non ne abbiamo visti. Così come mail sue su questo tema. Ci riscriva a redazione (at) agoravox (punto) it e cercheremo se un articolo è "desaparecido". 

      Per quanto riguarda la censura: per favore, facciamo attenzione alle parole. 

      https://www.agoravox.it/Leoluca-Orlando-fra-le-sardine-di.html

      https://www.agoravox.it/Bologna-non-si-lega-in-migliaia-in.html#forum85845

      in questi articoli ci sono gli stessi commenti copiati e incollati che appaiono in questo forum (alcuni dei quali sono stati cancellati). Con pseudo diversi a volte, con lo stesso IP a volte. 

      Ora, il dibattito cos’è?

      Copiare e incollare articoli del il Giornale cosa comporta? che il lettore medio di AV non sa usare il web e non può leggere il Giornale, organo stampa sotto censura? 

      Cancellare un commento è sempre difficile e tocca un problema noto: fino a dove si spinge il dibattito "lecito"? Per noi si spinge molto lontano. Ed è il motivo per il quale su AV da sempre ci sono autori che hanno posizioni diametralmente opposte. Spesso diametralmente opposte a chi "fa" il giornale. 

      Ora, quello che succede, è che sotto gli articoli ci troviamo 20 o 30 messaggi scritti da pseudo diversi, IP diversi o pseudo uguali e ip uguali che copiano e incollano le stesse cose. 

      Pieni di imperativi, minacce, toni da stadio. non ci sono argomenti di discussione. Si tratta di troll ed è evidente. Dove sarebbe la censura? 

      Questi termini e questi temi li trovate ovunque altrove, su AV cerchiamo di non farlo. A volte sbagliamo? Certamente. Ma parlare di censura qui non crediamo sia possibile. 

      La nostra politica relativa ai forum è sempre stata la totale apertura: su Av è possibile commentare usando il proprio nome e cognome e la propria mail, usando il proprio pseudo AV o in forma totalmente anonima (il nostro sistema accetta mail inventate, non chiediamo un controllo). 

      Crediamo in questa forma ma il risultato è che siamo bombardati e la discussione spesso diventa impossible. E a malincuore volte siamo obbligati a chiudere i forum perché diventa per noi ingestibile. 

      Ripeto, a volte sbagliamo certamente. Ma la censura è un’altra cosa. 

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.215) 24 novembre 2019 16:19
    Fabio Della Pergola

    Paolo, sinceramente non posso risponderti perché io scrivo, ma non faccio parte della Redazione e quindi non ne so niente. Se hai scritto a loro immagino che appena possibile ti risponderanno. So che sono sottoposti a un attacco come ho scritto anche nell’articolo e che sono impegnati a proteggere la testata per tenerla ’aperta’ da quelli che poi, piuttosto curiosamente, si dichiarano vittime di censura. Ma di più non so dirti, tantomeno so qualcosa del tuo testo.

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.215) 25 novembre 2019 01:31
    Fabio Della Pergola

    Qualcuno ha cercato di far chiudere la pagina della Lega? Non risulta.

    Risulta invece che "un gran numero di segnalazioni" ha indotto facebook a chiudere per qualche ora la pagina ufficiale delle Sardine.

    Strano? No, non è strano; è esattamente quello che ho scritto due giorni fa nel mio articolo che, nonostante le ripetute incursioni di imbecilli di vario calibro (o forse di UN solo imbecille particolarmente accanito quanto ottuso) continua a essere letto.

    Gli oscurantisti che tentano di oscurare li riconoscerete subito: sono quelli che si lamentano di "essere censurati" mentre si cerca di impedire che si approprino di ogni spazio comunicativo possibile. Fascistelli da quattro soldi che si mettono a frignare in nome di una loro pretesa libertà di oscurare gli altri e tacitarne le voci.

  • Di paolo (---.---.---.49) 25 novembre 2019 09:59

    Calma e gesso. Prima di tutto non ho mai usato il termine "censura "; se sospettassi che AgoraVox pone in atto una cosa del genere, tanti saluti e amici come prima. Se ho chiesto un chiarimento alla redazione è proprio perché ripongo la massima fiducia in questo blog, che frequento da anni e ritengo ancora un’isola felice in un mare di disinformazione. Mentre il difendersi dal trollismo lo ritengo esercizio sacrosanto. Poi su molti miei articoli ho poco da dire, spesso rileggendoli sarei il primo a non votarli, quindi figuriamoci se.... . In un caso, e solo in un caso (ma non mi ricordo più quale purtroppo) è sparito in sede di moderazione ( non mantengo un archivio personale), o almeno non l’ho più ritrovato. Da quello che mi dite, a questi punti, ritengo si trattasse di un mio errore materiale nell’inserimento, che peraltro avevo già anche considerato.

    Circa i commenti invece mi pare di capire che il criterio selettivo sia il seguente : anche se il singolo il commento non è formalmente lesivo della correttezza editoriale, viene cancellato quando è ramificato all’interno di un IP ( tale o surrogato) che pone in atto una evidente azione di trollismo; conseguentemente trascinando nel cestino anche l’eventuale risposta a quel determinato commento. Mi pare giusto e adesso mi torna il tutto.

    Bene, chiarimento avvenuto e ringrazio la redazione.

    E pure Salvà.

    saluti

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.215) 25 novembre 2019 13:18
    Fabio Della Pergola

    Il risutato ultimo di tutti questi commenti è che il mio articolo è "galleggia" molto in rete e ha un buon numero di contatti. Grazie quindi a tutti gli amici che mi leggono e ai "furbi" che contribuiscono contro la loro volontà  al mio buon successo.

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.215) 25 novembre 2019 16:17
    Fabio Della Pergola

    Anche un gatto attaccato agli zibidei dimostra, involontariamente, che uno gli zibidei ce li ha.

  • Di vittorio (---.---.---.193) 25 novembre 2019 18:14

    LE SARDINE E IL PARADOSSO DELLA ..... DEMOCRAZIA

    La tolleranza è segno di civiltà ed è giustamente “sacra” ma Il vero paradosso cruciale delle attuali democrazie (europee e americane) è che i cittadini, sia di destra che di sinistra, si schierano e votano di pancia, sulla base di comizi-piazze-tweet-slogan-titoloni-ecc., anziché su informazioni e dati certificati ottenuti leggendo compiutamente quotidiani seri preferibilmente non sfacciatamente schierati (p.e. 24 ore), dati di Banca d’Italia, ISTAT, OCSE, UE, ecc. ..... e non scorrendo velocemente le stringhe degli smartphone o di sms internet (invenzione che, diceva Umberto Eco, consente anche allo scemo del villaggio di sciorinare le sue verità- !).

    Costa fatica, e lo so perché leggo tanto e di diverse tendenze, ma se non lo facciamo ..... non possiamo pretendere di saper scegliere accortamente chi deve governarci ! Ma forse non ci preme tanto che l’Italia sia ben governata quanto dire la nostra e con tanti like !

    SARDINE, GILETS JAUNES, GIROTONDI, ARCOBALENO ecc. sono legittimi, sinché non delinquentemente violenti (v. BLACK BLOC), ma non pare sappiano condurci a qualcosa di utile e concreto ..... neppure a livello informazione posto che leggeremo come ne (s)parlano i vari giornali di opposta tendenza ma non sapremo mai cosa vogliono sul serio !

    • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.215) 26 novembre 2019 10:57
      Fabio Della Pergola

      Il suo commento mette in luce un problema estremamente reale (e sempre sia lode a Umberto Eco che aveva definito esattamente la realtà contemporanea, compreso il suo "Ur-fascismo"). I movimenti sono stati diversi, né vale l’idea che essendo di massa e protestatari devono essere necessariamente accomunati. Quello delle sardine si caratterizza per essere un movimento democratico di sinistra (o centrosinistra se si preferisce) UNITARIO. E in quanto tale capace di superare le tradizionali divisioni identitarie che caratterizzano questa area politica (solo Prodi riuscì nell’intento e non a caso sconfisse Berlusconi). Ci sono riuscite andando a ri-definire il Minimo Comun Denominatore che è l’essenza prima del mondo democratico: l’antifascismo (nella sua forma modernizzata che comprende l’antileghismo, l’antirazzismo, l’antisuprematismo etc.) dando una lettura molto corretta dello spostamento della destra italiana verso il radicalismo. La domanda che lei pone implicitamente la necessità di maggiori contenuti "utili e concreti" è una domanda che molti si pongono oggi, ma che pone davanti a problemi di difficile soluzione, per il semplice fatto che immediatamente si aprirebbero le solite contraddizioni tipiche della sinistra e il frammentarismo conosciuto. Direi che per ora è necessario solo che questo movimento svolga il suo ruolo di chiamare a raccolta l’elettorato di sinistra, diviso e spesso astensionista per delusione, in vista delle elezioni regionali in Emilia-Romagna. Poi si vedrà.

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.215) 25 novembre 2019 19:10
    Fabio Della Pergola

    C’è una differenza tra un interlocutore e un troll. Se lei non lo capisce io non so cosa farci. Poi può darsi che quel mio commento domani venga cancellato, non me ne stupirei. Ma la prassi ormai più che nota di provocare come prassi politica per poi lamentarsi della reazione è esattamente quello che scrivo nel mio articolo. Sugli zebedei ho già risposto adeguatamente all’interlocutore coinvolto. Saluti.

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.215) 25 novembre 2019 19:21
    Fabio Della Pergola

    Troll: «nel gergo di Internet e in particolare delle comunità virtuali, è un soggetto che interagisce con gli altri tramite messaggi provocatori, irritanti, fuori tema o semplicemente senza senso e/o del tutto errati, con il solo obiettivo di disturbare la comunicazione e fomentare gli animi» wikipedia).

    Imbecille: «nel linguaggio fam., titolo ingiurioso, rivolto a chi, nelle parole e negli atti, si mostra poco assennato o si comporta scioccamente, senza garbo, da ignorante, in modo da irritare» (Treccani).

    Come si può notare i due termini hanno alcuni aspetti in comune.

  • Di Fascisti a gogo (---.---.---.144) 25 novembre 2019 19:27

    Se consideri troll tutti quelli che non la pensano come te è un problema tuo, non del mondo.

    Se poi pensi che uno sia un "troll" basta che non gli rispondi sennò ci caschi con tutti e due i piedi.

    Te le devo insegnare io le cose?

  • Di Fabio Della Pergola (---.---.---.215) 25 novembre 2019 19:29
    Fabio Della Pergola

    E con questo chiudo. Ho di meglio da fare. Saluti a tutti.

  • Di Fascisti a gogo (---.---.---.144) 25 novembre 2019 19:33

    TOUCHE’

    Comunque, non vi preoccupate, ci penserà poi la REDAZIONE a mettere tutto a posto togliendo quello che non serve alla causa.

    Saluti.



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