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La regata della Città di Arona - Lago Maggiore

Le regate del 2 e 3 aprile 2016

Arrivare ad Arona di sera e in treno è già di per sé un'avventura. Si assapora l'ebrezza di viaggiare su un treno tipo wild country, a passo d'uomo, quasi per non disturbare. Una stazione dopo l'altra, tutte rigorosamente chiuse tanto da sembrare quasi abbandonate, le due carrozze con controllore, che passa il tempo a bisticciare con chi sale senza biglietto, arrivano lente lente alla mia destinazione velica.

So che, sebbene sia piuttosto tardi, mi stanno aspettando tutti per cenare insieme. Il lavoro mi ha tenuta lontana dalla regata di oggi, poco male, recupero domani.

L'importanza del Comitato Organizzatore

Sapete, il bello per un Ufficiale di Regata, oltre alla regata in sè, sono proprio i circoli. E a volte capita che tu sia felice di essere lì tanto per la regata quanto per incontrare le persone che l'hanno organizzata.

E' questo il caso. L'accoglienza alla Lega Navale di Arona è splendida, come sempre. Sebbene la Presidente non ci sia, la Vicepresidente (che ne dite di questo ticket tutto femminile? A me pare che dovremmo esserne tutte/i orgogliosi!) e la mitica segretaria tecnica mi hanno fatto trovare tutto ciò che posso mangiare anche io, sebbene non avessi ricordato la mia intolleranza, che qualche volta mette in difficoltà .

E così si cena, si chiacchiera sulla regata del giorno. Faccio un breve breafing con il Presidente del Comitato per capire cosa è stato fatto oggi e cosa faremo domani e per discutere alcune informazioni utili. Quali sono le previsioni del vento? Il numero di regatanti e il percorso scelto? Applichiamo l'ORC in questa regata, di cui ho già parlato più volte sulle Volpi che camminano sul ghiaccioe che ora potete trovare anche su questo blog.

Percorso costruito e time on distance.

Ma iscritte sono 6 barche. Solo 6? Pochine. Cosa succede alla vela?

Una delle ragioni per cui ho ideato questo blog è proprio questa: aprire qualche discussione intorno a temi che ci riguardano e ci interessano direttamente, come atleti, sportivi, appassionati. Ma anche come dirigenti o rappresentanti della FIV. Che ne dite di provare a capire perché insieme? Questo blog, come le Volpi d'altra parte, dispone di uno spazio per i commenti, al fondo dell'articolo.... Vogliamo utilizzarlo?

Io spero di sì. Ma per fortuna c'è anche qualcuno che sfida se stesso e la paura di sbagliare o di fare brutta figura. Con la barca acquistata da poco, un rivetto, si è iscritto e ha deciso di provarci. Dico che questo è l'atteggiamento giusto! Buon vento!

La serata si chiude piacevolmente. Domani incontrerò anche il Circolo Il Porticciolo, l'altro organizzatore della due giorni di regate, e così saremo al completo, anche come Comitato di Regata.

Forse vi ho già detto che l'Ufficiale di Regata non percepisce una diaria per il lavoro che presta nell'organizzazione della regata stessa. Riceviamo un rimborso spese, che noi stessi cerchiamo di ridurre all'osso. Quindi treni posticci, o auto comitiva eccetera eccetera.

Perciò l'accoglienza dei Circoli fa la differenza. Intendo dire che ti conferma una scelta praticamente di volontariato a servizio dei regatanti.

Così la Lega Navale. Piccoli gesti di accoglienza vera, fanno la differenza, nella vela come nella vita. Grazie

Il B&B dove dormiamo - Bella Vita - è splendido. Sanno già che arriveremo tardi e che ci sveglieremo presto, sicché ci mettono a dormire in una specie di torretta, dove non disturberemo gli altri ospiti. Bella Vita ci concede persino di posteggiare l'auto davanti a tutti gli altri, così siamo certi di poter uscire domattina presto.

E' l'ora di regatare!

Eh sì, qui le regate cominciano presto. Primo segnale 8.30. Vuol dire che l'Ufficiale di Regata e il Comitato Organizzatore sono in loco alle 7.45, e solo perché la partenza qui la diamo da terra, in modo che tutta la piazza di Arona veda, altrimenti l'orario si anticiperebbe pure.

Ma che succede se il vento non arriva?

Si fa quello che in barca a vela è praticamente un obbligo: si aspetta, pazienti. Ma qui i regatanti (i 6 regatanti) sono agguerriti. Si vede che vogliono regatare. Ma il vento non ci si fila per niente.

Che aspetto hanno gli Ufficiali di Regata?

Se non avete la più pallida idea di chi, tra il nugolo di persone intorno al'albero dei segnali, sia un Ufficiale di Regata, via offro alcuni indizi per ci riconoscersi subito.

Abbiamo quasi sempre qualcosa di blu addosso, se siamo stati fortunati (o abbiamo avuto voglia di investire noi stessi) è persino brandizzato FIV. Abbiamo vari oggetti appesi al collo o in tasca o in mano (vi ricordate l'articolo 10 must have per la borsa dell'Ufficiale di regata?) e gironzoliamo in su e in giù per sentire se arriva il vento, mandiamo gommoni in acqua per capire la situazione sulle boe e quale intensità del vento si misura nei loro pressi, insomma, anche noi siamo in tensione. Una tensione non nervosa, ovvia, ma positiva, verso il vento.

Ma domenica 3 aprile il vento non aveva proprio voglia di uscire. Poi abbiamo dato la partenza e abbiamo incrociato le dita che arrivassero alla prima boa. Fatto! Con quel vento ballerino proprio non c'era da giurarci. Infatti alla fine della fiera abbiamo dovuto accorciare.

Ricordate quale bandiera si deve utilizzare e in quanti suoni? Vediamo un pò se qualcuno risponde commentando qui sotto l'articolo....

E poi, finalmente, una protesta. Perché esulto? restate su questo blog e uno dei prossimi articoli approfondirò la tematica delle proteste e perché, secondo me, in Italia non ne abbiamo compreso il senso.

Avviso ai regatanti

Vi siete persi una bella regata, con due bei Circoli/Lega organizzatori, e premi da capogiro. Chi ha regatato si è portato via delle belle coppe e soprattutto un'esperienza in più. Compresa la curiosità di vedere la preparazione dell'udienza e l'udienza stessa, rigorosamente riservata ma in una stanza tipo acquario. Dite la verità, vi siete divertiti anche voi, regatanti e protestanti, non è così?

E poi un'ultima cosa che non guasta. Se siete una golosastra di meringhe come me, allora non perdetevi le meringhe del bar pasticceria della piazzetta centrale di Arona. Eccelse. Abbiamo incontrato il mattino presto il fornaio pasticcere, il signor Mora, pieno di farina fino al collo ma felice, come noi, di fare qualcosa di così buono. Insomma, ad Arona siete sempre i benvenuti.

Non dimenticatelo e alla prossima marinai, buon vento!

Questo articolo è stato pubblicato qui

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