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La pazzia al potere

La pazzia al potere

Anche Mussolini aveva dovuto ammettere sconsolato che è impossibile cambiare gli italiani (o era Giolitti?), e lui l’impegno ce l’aveva messo, eccome. Per dimostrare che invece lui ce la può fare, Silvio Berlusconi ha chiesto a don Verzé la grazia di campare fino a 150 anni, perché "pensa che arrivando a 150 anni metterà a posto l’Italia", mantenendo fede alla promessa di essere il miglior capo del governo dell’ultimo secolo e mezzo. Sempre col presupposto di restare in carica vita natural durante (ma dietro l’angolo ci sono sempre un Angelino e un diavolino Niccolò che possono pensare ad una legge per le alte cariche dello Stato che le rendano immortali).

Già l’aveva detto pubblicamente Veronica Lario, nella famosa lettera di separazione, ma siamo di fronte nuovamente ad una epifania della sindrome di cui è afflitto il nostro premier: la mania. Ne parlavamo un anno fa, ma vale la pena di ricordare quanto esposto nel DSM (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali):

  • Eccessivo ottimismo
  • Iperattività e sensazione di aumentata energia
  • Comportamenti sregolati e irresponsabili
  • Diminuzione della fame e del sonno
  • Idee grandiose
  • Eccessiva autostima
  • Flusso continuo di idee e iniziative, talmente tante che ne risulta un insieme di iniziative caotiche e senza senso.
  • Assenza di freni inibitori (comportamenti sessualmente sconvenienti, investimenti azzardati)
  • Tendenza a parlare molto più del solito
  • Aggressività

Nel disturbo bipolare si possono riscontrare da una ad un numero molto elevato di fasi maniacali durante l’anno. Nei casi gravi di mania è sempre necessario il ricovero, in quanto il comportamento del paziente è potenzialmente pericoloso per sé e per gli altri.

Nel nostro ordinamento non esiste l’empeachment o, meglio, esiste la sfiducia votata dal Parlamento, ma mai, in tutta la storia della Repubblica, un presidente del consiglio è stato sfiduciato per alterazioni al suo stato di salute. Sarebbe forse l’ora di pensarci.

Più propriamente sul piano politico, con i numeri che ha (per il momento) questa maggioranza, e con tutto il tempo che ha avuto finora, è difficile credere che il cavaliere abbia la forza, la fantasia e la volontà di migliorare il Paese nel futuro. Purtroppo, come dice la medicina, più passa il tempo e più dobbiamo preoccuparci, perché il suo comportamento "è potenzialmente pericoloso per sè e per gli altri".

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